Salvini non convince casa sua, Europa: solo due leghisti su 5 vogliono lasciarla.

di Arnaldo Ferrari Nasi

L’idea che per affrontare le sfide globali occorra un’Europa sempre più coesa, sembra ormai non essere messa più in discussione dagli italiani. La percentuale di cittadini che chiede una sempre maggiore unione – la somma tra le prime due opzioni di risposta nella tabella sottostante – è in costante aumento e passa dal 63% del 2012, al 66% del 2014, al 67% del 2016.europa arni

 

D’altro canto, la quota di chi vorrebbe staccarsi dall’U.E. sembra ormai essersi attestata attorno ad un non alto alto 15%. Un dato che vede come protagonista principale l’elettorato leghista e quello grillino, ma con valori ben inferiori di quello che ci si sarebbe aspettato: 39% la Lega, ovvero due su cinque; 21% l’M5s, cioè uno su cinque. Un dato che sembra poter pagare elettoralmente solo chi aspira ad un ruolo di opposizione e non ad uno di governo.

La considerazione da fare è che se ancora gli italiani danno fiducia all’U.E., molte risposte paiono non arrivare e una certa insoddisfazione nei confronti dell’operato europeo si evince anche dalla lettura di questi dati. In modo soft, viene lanciato un segnale: “Europa sì; ma ora concediamo meno”. Ovvero, i più convinti, coloro che dicevano che “bisogna arrivare appena possibile ad una sorta di Stati Uniti d’Europa con leggi comuni e governo comuni”, calano sensibilmente passando dal 44% al 35% in pochi anni, mentre aumentano, dal 19% al 32%, coloro che più cautamente preferiscono “mantenere un sistema con gli stati membri indipendenti ma con la politica estera e la difesa militare in comune”. Una netta regressione, rispetto a solo poco tempo fa; che aumenta tra i giovani, ancor di più tra quelli di centrosinistra, soprattutto del PD.

Per gentile concessione dell’autore, da http://www.analisipolitica.it/

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2 Commenti

  1. Giancarlo says:

    Fermo restando che l’Europa così com’è non sta più in piedi è sicuro che senza l’Europa i politici italioti avrebbero notevolmente aumentato il debito pubblico che io chiamerei il debito dei politici italioti.
    Infatti senza Europa l’italia sarebbe fallita già da tempo con un DEFAULT peggio dell’Argentina.
    Tenere in piedi però tutta la baracca sia quella Europea che quella italiana così come sono oggi è una pazzia in quanto non sappiamo dove andremo a finire.
    Serve un ripensamento serio, coerente e soprattutto una politica europea proiettata totalmente verso il bene comune dei popoli che la compongono.
    Oggi sembra una fotocopia dell’ex URSS, ma con la differenza che la nomenclatura che comanda non viene eletta dai cittadini ma nominata dai governi dei singoli stati che la compongono.
    Ergo la democrazia è ridotta a semplici atti di chi sta ai vertici.
    WSM

    • Padano says:

      In verità no, senza Europa l’Italia avrebbe:
      – deficit di bilancio più elevati e
      – tassi di interesse più elevati e, pertanto,
      – debito pubblico più elevato in termini assoluti, ma, probabilmente,
      – debito/PIL più basso per effetto di avere una lira svalutata che viaggerebbe attorno alle 4.000 ITL/EUR.

      In altre parole l’Italia farebbe come ha fatto durante gli anni ’70 e ’80, “mangiando” il debito con l’inflazione.
      Il tutto a carico dei risparmiatori (allora come oggi).

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