Salvini: non ci fermeremo fino all’indipendenza. Da oggi si attendono fatti

di GIANLUCA MARCHI

Ieri per la Lega è cominciata l’era di Matteo Salvini con abbondante ricorso alle parole e agli slogan delle origini per cercare di fermare un declino ritenuto ineluttabile da tanti osservatori. La sfida è difficilissima, ma Salvini sembra avere intenzione di giocarla fino in fondo. Incoronato dal congresso federale, riunito a Torino per ratificare il voto delle primarie, il neo segretario ha fatto ampio ricorso alla tradizione leghista per rilanciare il movimento. Dal ritorno a Pontida, la «nostra casa», ai toni duri della prima ora; dall’invocazione della Padania, e della sua indipendenza, al ritornello di «Roma ladrona». Con una spruzzata di antieuropeismo che va cavalcando da qualche tempo.

«Perchè la Lega, per vincere e tornare ad essere forza di maggioranza – è la tesi di Salvini – deve fare la Lega». Basta quindi alle mediazioni, agli accordi e alle trattative nei palazzi. «Abbiamo provato per vent’anni a cambiare le cose da Roma, ora la Lega fa la Lega», osserva il successore di Roberto Maroni, eletto per alzata di mano dai 522 delegati a una settimana dalle primarie vinte con l’82% delle preferenze contro un ‘mostro sacro” come Umberto Bossi. Un giovane di 40 anni, anche se con una lunga militanza nel Carroccio, contro la storia della Lega. E proprio in virtù di quella storia Salvini strizza l’occhio ai moderni “forconi” – «dei lord rispetto agli assassini di Bruxelles» – e si butta nel tentativo di ricompattare il partito, lasciandosi alle spalle le divisioni interne e le polemiche sulle inchieste giudiziarie. Anche questa sarà un’operazione tutt’altro che semplice.

«Non ci fermeremo fino all’indipendenza», sono  le prime parole pronunciate dopo l’elezione, mentre oltre 5 mila persone provenienti da tutta Italia per il congresso della svolta intonavano il Va Pensiero e sventolavano la bandiera con il Sole delle Alpi. E’ una prospettiva impegnativa, molto condivisa dalla base, ma poco digerita da molta parte della dirigenza che si è insediata negli ultimi anni: Flavio Tosi, ad esempio, cosa ne pensa, visto che ha sempre negato la possibilità di perseguire l’indipendenza? Salvini dovrà spazzare via anche non poche contraddizioni interne per essere credibile e soprattutto dimostrare che le sue non sono solo parole per ridare entusiasmo a un esercito un po’ scoraggiato. Noi, nel nostro piccolo, saremo qui a valutare passo dopo passo, senza alcuno sconto se quanto detto ieri si discosterà dai fatti. E cominceremo con valutare il reale impegno della Lega affinché in Veneto si faccia di tutto per svolgere il referendum per l’indipendenza, primo passo per esportare l’iniziativa nelle altre regioni. Vedremo se lo slogan del congresso di ieri, “Il futuro è indipendenza”, è veramente sentito oppure uno specchietto per le allodole…

«Chi arresta un nostro sindaco senza motivo deve cominciare ad avere paura – tuona Salvini -, chi attacca senza motivo la nostra gente deve cominciare a vergognarsi. Non è una minaccia ma un impegno». La parola «rivoluzione», non viene pronunciata, ma aleggia nell’aria, accanto agli striscioni che chiedono la secessione e a quelli che invocano «il muro» per il Nord. «La Padania è pronta a disubbidire: abbiamo migliaia di sezioni pronte a essere centri di lotta e di controinformazione», sostiene Salvini. Che attacca frontalmente i giornalisti «pennivendoli», «privi di obiettività morale» e autori di «un linciaggio vergognoso e schifoso» contro la Lega.

Poi punta il dito contro lo Stato «criminale» che vuole l’amnistia o l’indulto per i delinquenti e ‘spara” contro il capo dello Stato Giorgio Napolitano. Uno che «gli imperi basati sul lavoro degli altri li sosteneva», mentre anziani come «Bernardo Caprotti (patron della Esselunga, ndr) hanno creato un impero che dà lavoro a tanta gente». In prima fila, ad ascoltare il discorso a braccio pronunciato da Salvini in maniche di camicia, ci sono i leader stranieri dei partiti ‘euroscettici’ di Francia, Belgio, Olanda, Paesi Bassi, Austria e Svezia, uniti nel nome di una santa alleanza contro l’euro e l’Europa centralista. Ma l’ultimo monito del nuovo segretario federale è per i suoi militanti. «Da qui a maggio, se esce una virgola per sputtanare qualcuno, quello è fuori».

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68 Comments

  1. marco fabrini says:

    E’inutile che Salvini e co. si spremano le meningi ad inventare nuovi slogan e similari. La lega se vuol rinascere deve scavare nella propria storia. Deve richiamare gli espulsi che ne avevano scritto i momenti migliori e ripartire dalle origini…ma non può farlo con i vecchi catenacci sopravvissuti agli eventi facendo come le tre scimmette (nn vedo, nn sento, nn parlo). GENTE SENZA SPINA DORSALE. “Minus quam” che nulla avevano da dire e che x una poltrona hanno sempre mangiato tutta la mer..a che Bossi gli dava. C’erano 5 anni fa, 10 anni fa 15 anni fa quando il carroccio aveva deviato dalla retta via. Mi stupisco dei leghisti nuovi che si offendono per queste parole. Vogliono forse condividere certe responsabilità?

  2. riccardo says:

    A proposito di indipendenza , stiamo allo slogan tanto caro padroni a casa nostra : appunto nemmeno in casa si è al sicuro , anzi , i topi da ladri diventeranno assassini . La beffa è che il rischio è altissimo per bambini ed indifesi tutti ; sveglia anime belle dei massimi sistemi ! Un cane albanese , ma è un caso che sia albanese , potrebbe essere anche equimese , è stato abbattuto in provincia di Brescia da un cacciatore con regolare licenza di caccia . In valle Trompia c’è armi Beretta , e mi hanno detto in tanti che sarebbe ora di passare ad acquistare un presente visto che siamo sotto Natale . Si sa lo sport è contro ogni forma di violenza , si dia almeno qualche incentivo per una caccia equa e solidale .

    • Giuseppe says:

      Se anche fosse stato italiano e padano, non farebbe differenza. Non conosco i dettagli del caso, ma se qualcuno entra in casa altrui armato, chi ci abita ha il diritto/dovere di difendersi come crede meglio, anche sparando per uccidere se serve. Anche con l’acuirsi della crisi economica sono però sicuro che i padani non andranno a rubare armati nelle case altrui ma si aiuteranno tra loro perché conoscono la vera solidarietà che viene dall’anima e non quella artificiale di Stato.

  3. Barbara Vr says:

    Bla bla bla
    Salvini…c’è una cosa da FARE subito
    Comunica ai “tuoi” sindaci di non mandare più soldi a Roma che li tengano sul territorio per i propri cittadini…
    Così qualcuno, forse, ti potrà credere…

  4. alex75 says:

    LA LEGA E’ FINITA!!!!!
    Un altro segretario lumbard….che crede di abbindolarci di nuovo.!!!
    Mi dispiace da ex militante, che ci credeva, che faceva i gazebo, etc etc…tanto ma tanto….
    Ragazzi la Lega era in mano alla ‘ndrangheta, è cronaca, realtà, come si fa a far finta di niente adesso. Il mio cuore sanguinerà per sempre….
    Un tradimento così dei valori, della base, per gli uomini che hanno un po’ di onore, è imperdonabile. Dovrebbero almeno aver azzerato tutto e tutti per ripartire, no: Maroni o Tosi che evidentemente non ci credono più!!!!, mandano avanti QUESTO e credono che la gente possa ancora farsi fregare.
    Suvvia noi VENETI dovremo considerare i leghisTi lombardi al pari del resto dei partiti italiani che ci sfruttano, ognuno in modo diverso.
    Poi ragazzi, ma si può andare dietro a Tosi che l’ha distrutta la Lega in Veneto?
    Chi c’è ancora è solo per chè spera in una carega…

    Mi auguro che i sani leghisti Veneti, anche quelli che hanno amministrato e che erano fuori dai giochi di potere, ora non tentennino più e si schierino a faVOREe dell’INDIPENDENZA DEL VENETO!!

    L’UNICA SPERANZA, PER NOI VENETI!
    SALVINI E COMPANY SONO SOLO FUFFA!
    GENTE GIA’ MORTA (POLITICAMENTE) E CHE NON CONCLUDERA’ NIENTE DI BUONO PER IL NORD ITALIA….

    WSM

  5. carla 40 says:

    A dire il vero i FATTI LI ATTENDIAMO DA PIU’ DI 20 ANNI! Di parole e slogan ne abbiamo sentito in abbondanza: Fratelli su libero suol. Tutti per uno e uno per tutti… e cosi’ via. Poi? Poi NULLA! L’INDIPENDENZA non si ottiene alleandosi con partiti nazionalisti. Non con Marine Le Pen, ma con EVA KLOTZ, con i Movimenti Indipendentisti Sardi, Catalani, Baschi. Ce ne sono di piccoli anche in Padania. Ma bisogna volerlo…

  6. Riccardo Pozzi says:

    La richiesta di Salvini è quella di una nuova apertura di credito alla Lega da parte della vasta platea dei delusi.
    Diciamo la verità, cosa abbiamo da perdere? Forse vale la pena di provare. Marchi, Oneto, Facco ecc…. ve la sentite di aprire una conto corrente al nuovo corso leghista?

    • gianluca says:

      Un conto corrente non direi, però una verifica, anche spietata, se alle parole pronunciate ieri seguiranno fatti conseguenti e coerenti, quello sì… D’altra parte ho l’impressione che questa è l’ultima chanche che la Lega ha di continuare a vivere.
      gl marchi

      • Attenzione Marchi, il masochismo è un bel gioco, se piace, ma a volte finisce tragicamente.
        Lei è disposto a rischiare così tanto?

        • gianluca says:

          non mi sembra poi così tanto: osservo e valuto, non ho coinvolgimenti diretti

          • Unione Cisalpina says:

            e allora kiediti xkè NON ORDINA, da sùbito, ai sindaci ed amministratori komunali, prov. e regionali suoi, di aderire e/o kreare i komitati referendari x l’indipendenza delle nostre Nazioni ( sull’esempio libero -non fottileghista- del Veneto…) anke a kosto di rompere mortifere e pestifere alleanze politike demenziali e kontradittorie…

            … ci sono poi molte altre iniziative di protesta fiskale ke i komuni potrebbero e dovrebbero dar vita invitando la popolazione a seguirli, garantendoli dalla kontroreazione legale ed intimidatoria dello stato italiano e suo koloniale governo romano …

  7. Gianfrancesco says:

    c’è poco da dire, il direttore ha ragione da vendere, le parole sono molto belle, era tanto che non si sentiva un leghista utilizzare parole così belle, ma sono solo parole.

    SERVONO I FATTI.

    Cmq le parole sono già state sufficienti a innervosire certi commentatori che sono antileghisti di professione, si noti come due o tre soggetti hanno inondato la pagina di commenti.

    La lega maroniana rinunciataria anche nelle parole faceva comodo a molti, per la facilità con cui si poteva dimostrare la sua inconsistenza, una lega che almeno a parole torna battagliera rovina i progetti degli antileghisti di professione che reagiscono stizziti. Poco male è solo l’avvisaglia di ciò che potrebbe succedere se la Lega dovesse tornare ad essere un vero partito indipendentista nei fatti, le pioverebbe addosso di tutto, ma ci sarebbe da divertirsi.

  8. luigi bandiera says:

    Io spero che non sia la solita solfa di belle parole.

    Gia’. Perche’ di bellissime parole ne abbiamo sentite tante e per piu’ di vent’anni.

    Lo so, il terreno dove la lega nord combatte la battaglia e’ oltremodo sconnesso, dissestato e tanto trapolone: beh, ci sono i tanti trikoglioniti seminati ad arte..?

    Col nuovo corso, in primis, via il trikolore komunista di DX di SX e di CNT indossato dagli amministratori leghisti e dai gruppi a maggioranza leghista.

    Ogni popolo indossi il suo di colore e sventoli la sua di bandiera.

    Ocio pure ai media televisivi che stanno facendo passare un Natale NON natale.

    Le ICONE CRISTIANE SPARISCONO come nelle favole del gatto e la volpe.

    Prevale il pensiero del trikolorkomunista. Kax, anche i komunisti si sono messi a far DOTTRINA al posto dei PRETI che un tempo BRUCIAVANO.

    Ci sara’ un tornaconto..?

    Ecco, i colpi da dare e da ricevere sono molteplici e la vittoria non e’ scontata perche’ i NEMICI sono veramente TANTi..!

    Vedete, tanto da qualche parte bisognera’ attaccarsi dato che di gruppi solidi e idonei a dare il colpo mortale non se ne vedono all’orizzonte.

    Invece di fare GRUMO, GRUPPO, si dividono sempre piu’ e sperare nei vari forconi col trikolor in mano e’ tutto da vedere.

    E ma adesso li sistemano quelli la’.

    Ovvio, l’apparato e’ mastodontico (per questo ci costa mastodonticamente e non da’ segno di cercare il risparmio) e quando si muovera’ per sfondare il fronte degli INDIPENDENTISTI si vedra’ se avevo ragione o torto ad affermare che:

    SOCCOMBEREMO.

    A MENO CHE:………

    continua

  9. leghista col cappio says:

    Il passagio più disturbante del discorso di Salvini è stato la difesa oltre ogni decenza del comportamento di Cota:

    rivolgendosi direttamente al governatore: “Roberto non c’è nulla di cui chiedere scusa, con la Lega si risparmia”.

    fonte: http://torino.repubblica.it/cronaca/2013/12/15/news/salvini_congresso_lega-73646365/

    Che simpatia. Siamo all’allega dell’orgoglio mutandero e del “fatti nu poco li cazzi tua e non rompere i coglioni”. I militonti con barbe verdi e corna non si sentono almeno un po’ sfottuti dai vitelloni di Bellerio?
    Belsìt continua a parlare e sputtanali fino in fondo.

  10. leghista col cappio says:

    Leggendo alcuni commenti a questo articolo non posson che cadere le braccia. Ai padani basta che il prestigiatore di turno citi la parola “indipendenza” perchè ciò ne faccia un indipendentista. Il nuovo “capo” è stato ai vertici del movimento per 20 anni. E’ stato il ministro della propaganda belleriana che ha plasmato tramite la radio e il giornale prima il culto della personalità di Abbozzi e poi quello di Ammaroni. E’ l’ultima persona a cui si possano concedere credenziali di tipo autonomistico e in generale una qualche buona fede. Quanto alle alleanze ieri c’erano tutti i peggiori repressori dei movimenti autonomisti e indipendentisti. All’appello mancava solo Alba Dorata, Frankenstein, Breivik e il Conte Dracula che non sono potuti intervenire per motivi familiari.

    • Piero says:

      condivido

    • Aquele Abraço says:

      Presumo che tu sia un indipendentista di sinistra.
      In un paese libero, destra si declina con difesa dell’identità nazionale contro l’immigrazione incontrollata, specialmente di culture incompatibili (islamismo radicale).
      In una terra occupata, indipendenza si declina con difesa dell’identità nazionale contro l’occupazione coloniale (dei pelasgici nel caso della Padania) e delle culture incompatibili (islamismo radicale) esattamente come negli altri paesi liberi europei.
      Gli indipendentisti Baschi sono di sinistra ma non credo siano a favore dell’immigrazione islamica contro di cui, assieme agli spagnoli, hanno combattuto nei secoli.

  11. Piero says:

    populisti, anti-europei, xenofobi, forcaioli, reazionari…questi sono oggi il principale deterrente all’indipendenza.
    Io però non capisco una cosa, possibile che in una terra di 20 milioni di abitanti, non riescano a nascere altri movimenti indipendentisti seri?

    • Aquele Abraço says:

      L’indipendentismo sardo e quello arpitano (Val di Susa) è di sinistra. Gli altri indipendentisti di sinistra, invece di cianciare, si sgancino una buona volta dal Pd, che sventola le bandiere triCULOrite, e brucino queste bandiere in piazza!

    • con questa “bella” compagnia con cui si appresta ad allearsi, mi stupisco che la Lega non abbia partecipato alle manifestazioni del 9 dicembre-forconi-casapound-ecc.

    • Se per movimenti indipendentisti intendi dei partiti italiani sedicenti indipendentisti… be’ difficile che possano essere anche “seri”.

  12. braveheart says:

    LE PEN E ALTRI NAZIONALISTI FASCISTOIDI NON C’ENTRANO NIENTE CON L’AUTONOMISMO……L’ALLEANZA VA FATTA CON SCOZZESI , BASCHI CATALANI, CORSI, E ALTRI ANCORA CHE CHIEDONO INDIPENDENZA…NON CON QUELLI CHE LA SOFFOCANO…..

  13. pippogigi says:

    Sentire un leghista parlare di indipendenza non può che farmi piacere. Finalmente, vorrei aggiungere.
    Però vent’anni di tempo sprecato, di inganni ai padani, di ridicolo “federalismo solidale” per altro mai arrivato e di sole votazioni di leggi “ad personam” per Berlusconi senza nulla in cambio, se non delle poltrone, un po’ di diffidenza non può che generarla.
    Vedo Berlusconi alla ricerca di voti che vorrebbe attrarre il voto dei grillini (illuso semmai capiterà il contrario), non vorrei che la Lega a corto di sostegno mirasse alla prateria immacolata degli indipendentisti, che peraltro giustamente non possono e non devono avere un partito in territorio estero il parlamento italiano, mirasse a questa prateria come un territorio di caccia per avere i voti di queste persone.
    Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio.
    Sarebbe opportuno che Salvini, se non altro per smentire Calderoli e Maroni che ancora vaneggiano di alleanze in bianco con il centro destra, facesse una road map dell’indipendenza, in modo che i padani possano controllare giorno per giorni se sono stati ingannati oppure no.
    La road map dovrebbe essere:
    – dichiarazione d’indipendenza della Padania
    – dichiarazione di nessuna alleanza con partiti italiani
    – disconoscimento di potestà italiana sui territori italiani, delle leggi, dei trattati sottoscritti dall’entità italiana fin dalla sua creazione anche per i territori padani
    – creazione di governo in esilio
    – boicottaggio economico e fiscale dell’occupante italiano
    – stabilire la data per il referendum sull’indipendenza, da tenere con modalità elettroniche (non costano) come sta anche facendo Eva Klotz in Sud Tirolo e voto aperto solo ai padani per ius sanguinis (quindi gli immigrati, i coloni e di discendenti dei coloni italiani che si trovano in Padania non possono e non devono decidere delle sorti di un altro paese.

    Tutto questo con date precise e molto ravvicinate, vista l’urgenza di salvare il salvabile dell’economia padana.

    • Piero says:

      tutto bene, però io direi basta con sta Padania, che non ha mai convinto nessuno, e si ai popoli liberi (es: veneto)

      • Gianfrancesco says:

        no ha mai convinto te, io ne sono convintissimo e non sono solo.

        • Piero says:

          infatti abbiamo visto quanto ha convinto i “padani” il progetto di padania….talmente tanto che non ho MAI sentito nessuno, al di fuori dei leghisti, chiamare la nostra terra con quel nome…
          Al massimo la Padania va bene come aggregazione/confederazione successiva, ma bisogna puntare alle vere identità dei popoli dl nord!

          • pippogigi says:

            Credo che “Padania” sia un termine convenzionale, un sinonimo, un po’ come dire “gallico” per qualcosa relativo alla Francia, o “Teutonico” per qualcosa relativo alla Germania.
            Il problema è che manca il sostantivo di cui “padania” è sinonimo.
            Il riferimento più ovvio è quello della Gallia Cisalpina, ma così ci denominarono i romani e Veneti e Liguri sono sicuro che avrebbero da ridire.
            Per me il migliore è “Longobardia”. Così come la Francia è la terra dei franchi, l’Inghilterra la terra degli Angli, la Longobardia è la terra dei Longobardi, di cui è esistito un Regno e nel medioevo gli abitanti delle nostre terre erano comunemente definiti “lombards” (in francese Lombards vuol proprio dire Longobardi).
            Il problema è che il Regno dei Longobardi comprendeva territori che non sono padani di lingua ed etnia, la Tuscia, il Ducato di Spoleto e più giù quello di Benevento.
            Non importa, questi sono dettagli, così come l’inno (io trovo bellissimo quello piemontese “la marche de Savoye”). Ora quel che importa è l’indipendenza e per ottenerla occorre l’unità (altrimenti diventiamo vittime del divide et impera), poi il nome, la capitale, la costituzione, ecc. sono aspetti importanti ma secondari: senza indipendenza che ce ne facciamo?

          • Giuseppe says:

            Non può essere che così ed era già stato previsto nello stesso progetto originario della Padania, ideata come confederazione di Stati indipendenti.

    • Pippogigi, Brescia Patria sostiene la tua visione in toto, perché non ti fai sentire?
      http://bresciapatria.wordpress.com/contatto/

    • ALTEREGO says:

      Salvini è sullo stesso carro di Renzi, deve convincere, deve cioè riportare sul carro i tantissimi che ne sono discesi.
      Di Renzi non mi frega nulla, la sua è una battaglia persa in partenza, questo paese non è riformabile, questo è un dato di fatto.
      Di Salvini invece ho bisogno di capire, il Matteo leghista deve comprendere che ha a disposizione poco pochissimo tempo, ok per la road map, ci lavori da subito dia alle sezioni e ai militanti istruzioni politiche precise, faccia seguire le parole ai fatti, DA SUBITO.
      Il tempo a disposizione per non far sparire la lega sono 4 mesi, in fondo il maggio 2014, non è lontanissimo.
      Ricordalo Matteo Salvini, ti sei assunto un enorme onere vedi di non deluderci per l’ennesima volta, non ci sarà prova di appello.

  14. braveheart says:

    PAROLE PAROLE PAROLE PAROLE ….soltanto parole……
    Già il fatto di mettersi con LE PEN, è uno sputtanamento politico relativamente all’indipendenza e all’autonomismo…….E’ QUI CARI ONETO E ALTRI INTELLETTUALI CHE DOVETE RIMARCARE IL MARCHIANO ERRORE CHE SALVINI STA SCIENTIFICAMENTE PROPONENDO ALLA BASE LEGHISTA, UN IMBROGLIO CHE NASCE DALLA NECESSITA’ DI METTERSI CON QUALCUNO COME LE PEN CHE HA PERCENTUALI A DUE CIFRE …..TROVARE L’AGGANCIO PER LE POLTRONE ALLE ELEZIONI EUROPEE….

    • leghista col cappio says:

      Le Pen costituì nel 1997 come embrione dell’internazionale nera la Rete Euro-Nat assieme a svedesi,austriaci,fiamminghi e Fiamma Tricolore. Oggi tocca alla Lega che come percentuali non si distanzia ormai molto dalla Fiamma. Se l’alternativa all’Europa delle banche è l’Europa di Kotleba e Jobbik mi tengo la prima. Cambiare un etto di popò con un kg di m***** non ha senso.

      • Aquele Abraço says:

        Vai a chiederlo a chi ha ormai esaurito da tempo i risparmi e non ha più niente da perdere cosa preferirebbe. Evidentemente nel tuo etto di popò ci nascondi ancora qualcosina di valore, ma ci penseranno mamma Roma e papà Bruxelles a prendertelo, puoi starne certo!

        • Giuseppe says:

          Nel parlamento europeo ci sono più indipendentisti di sinistra che di destra e stanno tutti nel Gruppo dei Verdi – Alleanza Libera Europea (Corsi, scozzesi, gallesi, vallesi, fiamminghi, catalani e lettoni) e accettano solo indipendentisti di orientamento progressista. La “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” fa parte del gruppo degli Euroscettici, ossia EFD (The Europe of Freedom and Democracy Group) dove c’è anche Magdi Allam con il suo partito “Io amo l’Italia” dove porta avanti la sua personale battaglia contro l’integralismo islamico e il multiculturalismo (essendo considerato un apostata, ossia musulmano convertito al cristianesimo, è costantemente seguito da una scorta di sei uomini su tre auto blindate).
          Il Front National di Marine Le Pen appartiene al gruppo europeo dei NI (non iscritti) assieme ad altri partiti fiamminghi, austriaci e olandesi.
          Che peccato che non ci sia neanche un partito indipendentista progressista italiano nell’Alleanza Libera Europea, non è vero? Non sarà per caso mica colpa della Lega Nord anche quest’assenza?
          Evidentemente, se gli indipendentisti padani sono più di destra che di sinistra, non sarà perché lo sono i padani in genere, in maniera analoga ai bavaresi?

          • leghista col cappio says:

            Giuseppe non ciurliamo nel manico.L’allega non si è alleata con movimenti indipendentisti di destra,ma con movimenti paranazisti,e già questo basterebbe,che in più sono nemici storici dell’indipendentismo.

            Gli unici “indipendentisti” sono i fiamminghi del VB che però sono eredi dei nostalgici e degli ex volontari SS,una sorta di Msi fiammingo e in più vogliono l’annessione delle Fiandre ai Paesi Bassi in un progetto giacobino delirante.Nelle Fiandre c’è la Nuova Alleanza Fiamminga che è di destra e fa parte dell’Ale ma ovviamente non è nazista.

            L’allega ha dovuto cercarsi nuovi contatti perchè quelli del gruppo euroscettico non li vogliono più in mezzo alle pa**e e al prossimo giro hanno tutto l’interesse a inglobare il M5S.Infine quelli della CSU non sono indipendentisti ma certamente non sono nazisti.Inoltre negli anni ’90 la Lega invitava ai congressi gli indipendentisti ceceni e ucraini,non gli agenti del kgb-fsb.

            L’Ale da anni non ha rapporti con la Lega primo perchè non vuole essere associata al Banana di Arcore,secondo perchè l’attività leghista in Europa è sempre stata pressochè nulla,causa anche l’assentesimo dei suoi rappresentanti.

        • leghista col cappio says:

          Da “roma ladrona” a bruxelles ladrona”.Ricominciano le pagliacciate.La Padania è in macerie grazie a 20 anni di potere belleriano-bananero e cellino-maronita.Che c’entra l’Europa?Vergognatevi.

    • Gianfrancesco says:

      UN IMBROGLIO CHE NASCE DALLA NECESSITA’ DI METTERSI CON QUALCUNO COME LE PEN CHE HA PERCENTUALI A DUE CIFRE …..TROVARE L’AGGANCIO PER LE POLTRONE ALLE ELEZIONI EUROPEE….

      alle elezioni europee ogni partito fa da sè a maggior ragione se si tratta di partiti presenti in stati diversi… dai per favore non diciamo certe cose che i stà gna ‘n cél, gnà ‘n tèra… a bergamo si dice così…

  15. Tito Livio says:

    Le chiacchere in libertà sono fantastiche, non costano nulla e i creduloni si trovano sempre.

  16. Paul Brembilla says:

    mi sembra d’averla già sentita …

  17. mr1981 says:

    Il Nord ha bisogno di cambiare, però dubito fortemente che sia la Lega a poter risolvere l’attuale malumore della popolazione. Parallelamente ai fallimenti della Lega si possono contare pure i fallimenti del referendum di Segni, delle promesse del Berlusca e dei vaffa di Grillo e del M5S: colpi a vuoto a 360 gradi! Adesso sono risorti i forconi in un nuovo 9dicembre#, però se non è zuppa è pan bagnato: è un’aggregazione di persone che oltre al folklorismo non vanno, divisi in maniera grottesca come sulla marcia su Roma; in questa maniera non si può essere credibili e infatti i politici li ignorano.
    Ognuno in Italia potrà portare la scusante che non si e realizzato niente perché c’era tizio e caio, ma visto dall’estero è sbagliata tutta l’impostazione: i mali non si risolvono con i celodurismi, con i vaffa e con i forconi. O lo capisce specialmente il Nord, oppure c’è la precettazione da parte dell’Europa e una gestione commissariale per tutta la penisola che vi aspetta (io ne sono ormai fuori)…

    • leghista col cappio says:

      Parli di presunti fallimenti di Grillo ma non mi risulta che Grillo abbia gestito il Palazzo per 20 anni come i belleriani. I vaffa di Grillo sono anni luce più credibili di quelli dell’allega anche solo perchè fra i deputati grillini il più impreparato è ingegnere. L’allega si riempe la bocca di “nord che lavora” ma è un partitino di gente che il lavoro non sa nemmeno cosa sia. Lasciate perdere Grillo e piuttosto mantenete le promesse fatte in campagna elettorale qualche mese fa tipo il 75% delle tasse in Lombardia. Ciancioni. Non a caso l’allega a Bruxelles è vista come l’emblema dell’italianità. Gli eurodeputati con la cravatta verde sono considerati dai loro colleghi stranieri pacchiani,chiassosi,inconcludenti,ridicoli. Questo il motivo per cui l’Ukip e gli altri partiti del gruppo euroscettico in cui si trova oggi la Lega hanno fatto sapere di non volere avere più a che fare con questa gente e invece guardano a Grillo e ai dissidenti di Wilders che non hanno accettato all’alleanza con Le Pen.

      • Gianfrancesco says:

        soliti commenti esagerati: per quantolal lega sia criticabile dire che ha gestito il potere per 20 anni è frutto della propaganda di sinistra che sostiene che l’ultimo ventennio è un ventennio berlusconiano e che il berlusca ha governato per 20 anni. in realtà negli ultimi 20 anni ha governato per 9 anni e rotti, gli altri anni chi ha governato?

        ha detto bene renzi ieri, se alle europee il governo arriva senza aver combinato nulla di buono la colpa questa volta non è di berlusconi o di grillo, ma loro. era ora.

        che poi tutto il parlamento europeo conosca i 4 e dico 4 europarlamentari leghisti e che tu abbia raccolto il parere di tutti e che tutti concordino su giudizio che tu esprimi, beh francamente è impossibile crederlo.

        In ogni caso basta leggere il tuo nomignolo per capire che il tuo è antileghismo spicciolo, che mi sa non è indirizzato solo contro i dirigenti, che sarebbe comprensibile, ma anche contro l’idea stessa di leghismo, di indipendenza.

      • mr1981 says:

        Uno che mi prende per leghista non ha capito un cazzo dalla vita…

  18. diego says:

    Gli auguro tanta buona fortuna.

  19. druides says:

    Molto bene. I presupposti sono buoni, ma per essere concreti, si dovrà veramente riorganizzare il movimento. Avere umiltà e perseveranza. La Lega è ammalata, ma il leghismo è più che mai vivo.
    L’indipendenza è la sola via per un futuro di libertà e non di schiavitù.
    Da subito, Salvini può dare un segnale. La difesa del meccanico Bresciano che trovato un ladro (non invitato) in casa sua ha esercitato il sacro diritto di autodifesa. Oltre ad aver compiuto un atto di educazione civica, eleiminando un parassita che avrebbe potuto danneggiare anche altri liberi ed onesti cittadini.
    Vediamo se si ricomincia davvero o si finisce a “parole non fatti” come è stato in passato.

  20. giorgio says:

    bellissimo congresso! buon lavoro a Salvini!
    (ps: di belga non ne ho visto neanche uno… magari qualche fiammingo!)

  21. Paolo says:

    Quello che mi interessa è che il Veneto diventi indipendente, assieme magari a Friuli e Trentino, com’era 150 anni fa.

    • Tecoppa says:

      Era indipendente?

      • La regione veneto ovviamente no, è un’invenzione italiota del 1972. Se per Veneto intendiamo la Nazione Veneta, ovvero la Serenissima Repubblica sì. Nel 1797 fu occupata militarmente dalla Francia, per poi passare all’Austria, è solo dal 1866 che non viene più considerata Nazione a causa del genocidio operato dal regno sabaudo. Ma siamo semplicemente occupati dall’italia.

        • Piero says:

          una precisazione: la “nazione veneta” era solo un pezzo (quello venetofono) della Serenissima Repubblica, cosi come lo era la “nazione catalana” rispetto all’Aragona e la “nazione ungherese” rispetto all’impero autro-ungarico

          • Giuseppe says:

            Non ti preoccupare, nessuno vuole un’anacronistica restaurazione della Serenissima, tuttavia dopo 150 anni di malgoverno italiano (prova che l’Italia non cambia mai e che la mentalità italiana è incompatibile con quella dei cittadini discendenti della gloriosa REPUBBLICA SERENISSIMA a tutti nota per il suo buon governo) i veneti dell’attuale Regione Venata chiedono un referendum per poter fondare un proprio Stato indipendente e libero, all’altezza se non all’avanguardia dei tempi, basato su federalismo, autonomia dei comuni, democrazia diretta e common law. I discendenti degli altri popoli della Serenissima che ritengono che i loro padri fossero sudditi di Venezia non hanno di che preoccuparsi perché potranno scegliere se aderire o no alla Confederazione Veneta.

            • Questa è un’idea tua… ci sono visioni ben diverse, quindi che “nessuno” voglia qualcos’altro rispetto a quello che proponi tu (che per me ad esempio è assolutamente inattuabile e privo di fondamenta strutturate) è decisamente errato…

              • Giuseppe says:

                Il referendum per l’indipendenza di una Repubblica Confederata Veneta (sul modello della Svizzera e corrispondente all’attuale regione del Veneto) adeguata ai tempi nostri e basata su federalismo, autonomia dei comuni, democrazia diretta e perché no sulla common law, è la proposta di Indip. Veneta, che io ho rilanciato perché ritengo valida e attuabile. Se anche IV ha un orientamento di destra, non ci posso fare niente e, come ho detto in un altro commento, è così perché probabilmente i Veneti e i Padani in genere sono ideologicamente più tendenti a destra che a sinistra. Personalmente non ho niente contro una popolazione veneta multirazziale, purché non sia anche multiculturale, poiché ritengo che chi venga a vivere in Veneto (e in Padania) debba abbracciare i nostri valori.

        • Gianfrancesco says:

          anche se ti riferisci alla serenissima, sono passati un po’ più di 150!!!!!!

          o forse il lombardo veneto asburgico era paragonabile alla libertà rispetto alla situazione odierna.

          • Infatti noi siamo occupati da 216 anni. Ma solo l’italia ha tentato di cancellare la nostra identità, quindi gli ultimi 147 (e non 150 come dice la propaganda fascista unitaria) sono stati sicuramente i peggiori. Austria e Francia infatti consideravano la Repubblica come territorio dominato, ma non come parte integrante del proprio stato, i Veneti non divennero Francesi o Austriaci, ma furono costretti a dirsi italiani… il che non era ammesso all’epoca e non lo è tuttora.

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