Salvini molla il Nord e fonda il PdS, il Partito di Salvini. Il Nord si “libera” dalla Lega?

Schermata 2019-03-11 alle 16.20.22di STEFANIA PIAZZO – Via tutto. Il Nord, la Padania e Umberto Bossi. Nuovo statuto, nuovo partito. Per la Lega la svolta diventa nero su bianco effettiva al 100 per cento. Si leggono sui media le anticipazioni sulla nuova creatura. La giravolta è stata così accuratamente preparata che non stupisce. Pezzo su pezzo la Lega Salvini, partito personale di destra, sovranista, occupa il vuoto lasciato dal berlusconismo e da un liberismo che ha solo colonizzato di all you can eat e di empori discount il paese, di delocalizzazioni e di precariato. La concorrenza al ribasso e senza diritti, senza contratti e ora senza lavoro. Un capolavoro.

Apparentemente il Partito di Salvini, il PdS, vuole rispondere al bisogno dell’Italia di contare di più. In Europa e magari col mondo. E’ una ambizione importante e oggi ha il vento in poppa perché non c’è una offerta politica nelle istituzioni altrettanto credibile almeno nel persuadere l’opinione pubblica. Zingaretti annuncia che chiuderà il Nazareno e che aprirà sedi con al primo piano uffici con computer a disposizione di tutti per scrivere le proposte dei cittadini. Mi ricorda la campagna elettorale di Nando dalla Chiesa a Milano contro Formentini. Nando voleva riaprire nelle periferie le latterie. Come cellula di aggregazione sociale nei quartieri. Sono passati 25 anni e la visione è la stessa.

I 5Stelle proseguono nell’azione demolitoria: l’editoria, i giornalisti, le grandi opere, i vaccini, le ambasciate, e via discorrendo.

Forza Italia assente di leadership è il volto di teste uscite dal parrucchiere e di abiti da algide signore borghesi. La borghesia non c’è più, va detto ai forzisti.

La debolezza degli uomini di governo della Lega, fatta eccezione per la poliedricità di Giorgetti, è visibile. Il ministro Stefani brilla nella lotta per l’autonomia. Il ministro Bussetti, ex ginnasta, riesce a occupare la scena di fine tg5 con l’indignato speciale per aver respinto corsi di jazz nelle scuole e una equiparazione di questa musica e dei suoi musicisti col resto della musica scolastica fatta di pifferi alle medie e cori infantili… Il ministro Centinaio ha risolto il problema del turismo in Italia… Il presidente della Commissione Bilancio, l’antieuro Borghi, si è riconvertito all’euro e toglie il microfono al ministro dell’economia quando parla. Tutto il resto è noia, canterebbe il mitico Califfo.

Quanto durerà? L’amico sociologo Arnaldo Ferrari Nasi ha effettuato uno studio sulle ultime tendenze di voto, nell’ex area storica della Lega. Ecco, il PdS, il Partito di Salvini, nel lombardoveneto, piace di meno. Lo dicono i numeri che Arnaldo ha pubblicato su La Verità. Sono nove punti secchi in meno, che la Lega nazionalista va a pescare al Sud.

Il lombardoveneto fatto da 15 milioni di cittadini è un quarto della popolazione italiana. Rileva ancora il buon Ferrari Nasi che si tratta di una percentuale che alle scorse politiche era al 42% contro il 20% della media nazionale pro Lega. Ora si è passati al 33% contro il 67% nel resto d’Italia. Cosa vuol dire? Significa che gli elettori in questione della Lombardia e del Veneto, che sono elettori in età produttiva, dai 35 ai 55 anni, con una istruzione media superiore e con laurea, virano altrove. La metà, stando allo studio, a Forza Italia, l’altra metà a Fratelli d’Italia.

Ma in mezzo a questa offerta manca l’offerta che prima c’era, quella sulla questione settentrionale e sul buco che ha il Nord attorno e dentro di sé.

L’altro giorno su Il Foglio Gianni Fava scherniva la formazione Grande Nord definendola non all’altezza di sostituire il vuoto lasciato dal Carroccio. Idea giusta, la rappresentanza del Nord, ma ancora non strutturata, diceva. Gli replicava Davide Boni, affermando che non è questione di nostalgia o di antisalvinismo, ma di ritenere aperta una questione tutt’ora fondata. E che la Lega non fa più propria. Anziché criticare chi cerca una via d’uscita, chiudeva Boni, perché i Fava dentro la Lega non criticano Salvini?

Di certo è un bene che la dialettica sia aperta, contrapponendo per ora leghisti dentro l’ex lega ed ex leghisti dentro Grande Nord. La questione di fondo è dare politici preparati al Nord, realizzare una alternativa culturalmente avanzata, una avanguardia settentrionale che non ha nulla a che vedere con la nostalgia, che per molti è amarezza di aver scoperto il bluff bossiano. Andare oltre, verso un modello diverso da quello che ha in mente Salvini e la destra che lui aggrega. Se oggi ci fosse ancora Carlo Cattaneo, andrebbe ancora in esilio. Anzi, sarebbe stato espulso, commissariato. Quanto a Miglio, figuriamoci se avrebbe accettato di stare con Casa Pound o con gli amici di Putin.

 

 

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7 Comments

  1. Marco says:

    L’ho sempre sostenuto, fin dall’inizio. Salvini ha distrutto l’unico timido riferimento al Nord per i propri interessi personali. E così hanno fatto tutti i leghisti compresi quelli della prima ora. Sindaci, assessori lo hanno seguito dimostrando che ci avevano fregato con un sacco di balle. A Salvini dovrebbe essere impedito di passare il Po per venire al Nord. Invece tutti ad accoglierlo con manifestazioni di giubilo. Noi del Nord ci meritiamo di pagare e mantenere certi personaggi. E non è un caso che lo facciamo da oltre 150 anni. La cosa che ci riesce meglio è quella di essere schiavi.

  2. Mario says:

    L’unica cosa che Salvini non puo’ togliere sono le idee,il centralismo esiste ancora viene da invidiare la Scozia che nello stesso momento e’ uscita dall’Unione europea con la brexit ed e’ autonoma da Londra quindi e’ libera da ogni centralismo beati loro,chi condivide questo modello,puo’ venire ogni Sabato alle 18.00 a Varese ai giardini estensi con la camicia verde simbolo della Padania e serve a tenere viva un idea che non morira facilmente.

  3. FIL DE FER says:

    Analisi molto cruda e vicina alla realtà.
    Se così sarà questo paese non ha più alcuna possibilità di un futuro.
    Infatti se è vero come è vero che i voti contano, è pur vero che i politici italiani, tutti, sanno come fare a gabbare continuamente i cittadini.
    Penso al PD che prima di chiamarsi così si chiamava partito comunista italiano e che in qualche decennio ha cambiato nome e logo riducendo tutto al nuovo per non cambiare nulla.
    Insomma anche se GRANDE NORD avrà successo, non né avrà mai abbastanza per cambiare le cose. Qui è necessario che l’italia affondi definitivamente e poi si vedrà cosa fare.
    Per noi VENETI l’indipendenza rimane l’unica aspirazione vera avendone tutti i requisiti necessari sia storici che culturali e se Stefania Piazzo dovesse veder realizzato il quadro sopra descritto, allora le speranze per noi Veneti diventeranno realtà.
    Dispiace dover essere d’accordo su Cattaneo e il Prof. Miglio e qualsiasi altro che dovesse emergere con idee moderne e federaliste sarebbe condotto al patibolo mediatico italiota per decretarne la sua morte.
    Che paese l’italia, un paese incredibile, se non ci fosse sarebbe quasi impossibile crearne un altro uguale tanto è una melassa di tutto e di niente. Il Buon Dio ci ha dato dei territori meravigliosi, ma non si è dato da fare oltre perché gli uomini che dovevano abitarli fossero degni e meritevoli di tanta generosità.
    Continuo a sorprendermi quando sento che qualche autorità va a visitare luoghi in cui sono avvenuti dei disastri non naturali ma procurati con tanto zelo e disprezzo della vita degli altri. Perché è presto detto, dopo decenni si viene a commemorare i morti del Vajont ? Certo Mattarella devo riconoscerlo sta facendo il suo dovere…….ma perché allora non chiede scusa a nome anche dei suoi predecessori?!?!
    Come si vede l’italia è sempre la stessa non cambierà mai.
    Ben vengano nuove platee politiche…ma ricordiamoci che il Nord rimane il Nord ed il resto del paese rimane pure sé stesso. Diviso com’è questo paese rimane vano ogni tentativo di riformarlo in senso federale, unica soluzione prima del disastro finale.
    WSM

  4. Vaudano says:

    Veramente i diagrammi riportati dicono che:
    • nel 2018 la Lega prese il 42% dei propri voti nel Lombardo-Veneto (e, pertanto, il 58 nel resto dello Stato); tutti gli altri partiti presero un quinto (20%) dei loro voti nel Lombardo-Veneto (e, va da sé, i quattro quinti nel resto d’Italia)
    • oggi la Lega prende il 33% dei propri voti nel Lombardo-Veneto (e quindi il 67 nel resto dello Stato); tutti gli altri partiti otterrebbero il 23% dei loro voti nel Lombardo-Veneto
    Tali dati, di per sé, non evidenziano un calo del voto “leghista” nel Lombardo-Veneto: semplicemente, fotografano l’ovvia evidenza che la Lega ha conquistato un sacco di voti al di fuori della propria area di origine.
    Mi spiego: nel 2018 essa ebbe il 17,4%; di cui il 42% nel LV.
    In altre parole, quel 17,4 era contribuito per il 7,31 nel LV e per il 10,09 in tutto il resto dello Stato.
    Se oggi i sondaggi danno alla Lega il 33,7 (La7, 11/3), i dati dei diagrammi riportati ci dicono che ad esso contribuirebbe il LV per il 11,12 e il resto del paese per il 22,58: se li raffrontiamo al peso della popolazione complessiva delle due aree (a spanne, 25% e 75%), ne abbiamo che la Lega Salvini viaggia attorno a percentuali di consensi del 44% nel LV e del 30 nel resto d’Italia.

  5. mumble says:

    Cara Piazzo, tutto vero, anzi, io personalmente sono molto più tranciante con il salvinismo, ovvero con il carrierismo personale che tutto permette di digerire (Viva la Padania, no Viva l’Italia; No Euro, l’Euro non si tocca; etc.), però …
    C’è un però ….
    Sono ormai anni che ci diciamo la stessa cosa, vera, ma sempre la stessa.
    Sono anni che stiamo lì a guardare e commentare Salvini.
    Bene: ora io dico, alle regionali di maggio Grande Nord si presenta in Emilia e Piemonte ?
    Alle amministrative di maggio in quali comuni vi sono rappresentanti di Grande Nord ?
    E poi, con quale programma concreto ?
    Guardate che se non ci si sveglia e si rimane a commentare le azioni altrui si rischia di mandare in malora un patrimonio enorme di consenso che c’è sempre.
    Ma le idee, come ha detto qualcuno, camminano sulle gambe degli uomini e senza queste, anche le migliori idee sono destinate a rimanere lettera morta.

  6. Ric says:

    Se è Nord è Lega .
    Le esemplificazioni sconcertanti non possono comunque essere scambiate nemmeno per argomenti ; acquisiscono maggiormente forme tra bene e male per come impattano percepite occasioni in sequenza ed in discesa a picco .
    Nostalgie non elaborate difficilmente portano in sé il seme di utilità equivalenti .
    Demonizzare una forma empatica del sentire autentico , ammesso che pur non sia politica sopraffina da pedigree ,non è nemmeno da considerarsi supporto organicistico di prossimitá , critica costruttiva che aiuti i ragazzi di Salvini e Company ad orientare in direzione della stella polare Nord ,alla ispirata , equilibrata , congrua , misurata , sicura , lettura delle carte di navigazione , difficoltoso procedere nel mare magnum di merda attualizzata .

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