La Lega non ci costituisce contro Belsito (e i diamanti?). In Padania scende la nebbia

di DISCANTABAUCHIdiamanti pontida

Belsito come Belzebù, ma la Lega a sorpresa, si fa per dire, rinuncia a costituirsi parte civile. Tanto, spiega Salvini, è perdita di tempo, denaro… per non portare a casa niente. La Lega si accontenta di aver recuperato un centinaio di migliaia di lire in diamanti, una decina, uno per ciascuna sezione, aveva detto Maroni alla Pontida del 2012, da destinare a quelle più meritevoli. Sperem. Alzino le mani le sezioni vincitrici…

Di sicuro per il governatore, che era stato dossierato persino da Belsito, la decisione salviniana è stata una sorpresa.

Belsito è così solo e soletto a processo nei procedimenti penali a Milano e Genova e con al centro quel presunto scandalo sulla gestione dei fondi del Carroccio, ‘volati’ in Tanzania e a Cipro e usati anche per le spese personali della cosiddetta ‘Family’.

“Non possiamo perdere tempo e neppure soldi, oltretutto per cercare di recuperare soldi che certa gente non ha”, ha spiegato Salvini.

Insomma, retromarcia a tutto campo e revoca della costituzione di parte civile verso Belsito e i presunti riciclatori di parte dei fondi, l’imprenditore Stefano Bonet e il commercialista Paolo Scala.

Una ragione economica  di natura “ancorche’ politica”. “In primo luogo sono cose che fanno parte del passato; in secondo luogo, se ne occupano gli avvocati e non la politica”. Soprattutto, ha aggiunto, “mi spiacerebbe intasare i Tribunali della Repubblica andando a chiedere quattrini che certa gente neppure ha. In ogni caso – ha concluso – noi non possiamo spendere soldi e perdere tempo in cause che durano anni”.

Intanto il gup ha spedito a processo (prima udienza il 12 gennaio, settima sezione penale di Milano) Bonet e Scala, difesi dai legali Giuseppe Prencipe e Pierluigi Bonafin e accusati di aver riciclato quegli ormai famosi 5,7 milioni di euro di fondi del Carroccio che Belsito avrebbe usato per investimenti a Cipro e in Tanzania. Nella scorsa udienza, invece, il gup aveva deciso di mandare a giudizio con citazione diretta Umberto Bossi, i suoi figli e Belsito per l’accusa di appropriazione indebita per le presunte spese personali con i fondi della Lega Nord. La presunta truffa sui rimborsi elettorali da circa 40 milioni di euro è  a Genova per competenza territoriale. In questo filone sono imputati l’ex segretario del Carroccio Bossi, tre ex componenti del comitato di controllo di secondo livello della Lega (Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci) e Belsito.

In Padania scende la nebbia.

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