Salvini (kamikaze?): adesso voglio le primarie del centrodestra. Anche senza Berlusconi

lega crollo

di BENEDETTA BAIOCCHI – Matteo Salvini kamikaze? In picchiata? Di sicuro sono giornate in cui tutto si legge meno che di una visione comune sul dopo referendum. E’ spaccatura con Berlusconi per la leadership e per la corsa alle elezioni dopo il 4 dicembre; è rottura nel partito con Bossi (ma solo con lui?) dopo le dichiarazioni del Senatur contrario alla svolta nazionalista del segretario; è divisione con Maroni dopo che il governo ha ceduto qualche miliardo di euro alla Lombardia.  Insomma, è grigia. “Faremo le primarie, indietro non si torna…”. Lo dice all’Adnkronos Salvini. Il leader della Lega tira dritto per la sua strada, è pronto a fare le consultazioni aperte per la scelta del programma e della leadership del futuro centrodestra anche senza Silvio Berlusconi. Le primarie sono diventate un tormentone. ”Ci sta venendo l’orchite a furia di parlarne”, scherza il segretario del Carroccio che però vede ormai la strada è segnata: ”Le primarie si faranno, non dico subito dopo il voto del 4 dicembre, ma a febbraio per esempio…”.

Poi passa al Forum dell’Ansa, e anche lì ne ha per tutti.

Eccolo. “Bossi mi dice che devi stare solo a Milano ma sbaglia. Noi siamo di fatto il terzo partito nazionale”.  Poi… “La nostra idea di Europa e’ completamente diversa da quella che stanno governando Renzi e Berlusconi insieme. Chi si allea con noi non potrà essere con un piede a Roma e un altro a Bruxelles. Mi sembra che Toti, Fitto, Meloni abbiano le idee chiare. Aspettiamo il 5 e vediamo chi si aggiunge”, spiega Salvini che su eventuali alleanze con Ncd o Fare! taglia corto: “Gli Alfano,i Cicchitto, i Tosi, neanche dipinti sui muri!”.

Sul congresso… “Non ho la minima preoccupazione del congresso, lo faremo, escludo il 31 dicembre, lasciamo riposare le persone anche all’Epifania, se non ci saranno elezioni subito entro l’inverno si fara’, non e’ una priorita’ per elettori ma io ci tengo al rispetto delle regole, in passato non si facevano e a me piace confrontarmi, non parlero’ mai male di Bossi ma la si puo’ pensare in modo diverso”.

Sul Quirinale…  “Non mi fido ciecamente di nessuno, non firmo assegni in bianco in questi anni c’e’ stata una regia occulta che dava retta a Bruxelles, ogni riferimento a Napolitano e’ voluto, vediamo dal 5 in poi”.

 

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