Salvini: Forza decida, o noi o da soli

salvinidi Nadia Pietrafitta – Cantiere del centrodestra da ricostruire, dopo le elezioni amministrative e – ancor di più – dopo gli ultimi sondaggi che vedono Forza Italia e Lega, da sole, sotto il 12%. E’ Matteo Salvini a lanciare l’ultimatum agli ‘amici’ moderati: “Se ci siete, battete un colpo. Leggo di ipotesi di sostegno a Renzi, di ‘ni’ al referendum… patti chiari, amicizia lunga. Non c’è più tempo da perdere, o si viaggia tutti insieme o la Lega va da sola”. L’aut aut del leader del Carroccio arriva dopo le parole del presidente Mediaset Fedele Confalonieri, che ha invitato Silvio Berlusconi a tornare presto alla guida del partito e a sostenere nuovamente il Governo. “Che in forza Italia ci sia ancora qualcuno che pensa di voler dare una mano a Renzi ed Alfano è folle – attacca quindi Salvini – Se è questo che vogliono fare lo faranno senza la Lega. Mi rifiuto di pensare che il futuro dell’Italia sia spartito fra Renzi e Grillo”. A stretto giro di posta, ad incalzare gli ‘azzurri’, ci pensa anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

“Se vuoi essere centrodestra non puoi essere un fiancheggiatore del centro sinistra. Non ha senso fare un percorso insieme se poi quando arriva il momento importante, come accaduto nelle ultime elezioni amministrative, si gioca con l’altra metà campo: è la grande questione su cui Forza Italia deve dare una risposta definitiva e chiara per il bene di tutti, poi ognuno farà le sue scelte”. Dare retta a Confalonieri, il cui obiettivo principale è il bene delle aziende dell’ex Cavaliere, o tentare la spallata a Renzi mettendo ogni energia sulla battaglia per il ‘no’ al referendum? Questo il bivio cui FI si trova di fronte. La proposta del presidente Mediaset, in realtà, non ha raccolto molti favori tra gli azzurri.

Con “affettuoso dissenso” gli si rivolge il presidente dei deputati Renato Brunetta, che invita Confalonieri a “non mescolare considerazioni politiche con considerazioni aziendali”, convinto che il futuro del centrodestra passi “per un’alternativa forte al renzismo, che non è stato affatto positivo”, ma “ci sta portando al disastro economico, alla nullaggine internazionale, e alla dittatura interna, se mai dovesse passare il referendum sulle riforme costituzionali”. Proprio allora sulla ‘battaglia di ottobre’, il centrodestra prova a riorganizzare le proprie truppe, partendo – forse simbolicamente – proprio dal Senato, assemblea che la riforma Boschi intende ‘depotenziare’. A palazzo Madama, infatti, si riuniranno mercoledì prossimo i senatori di Forza Italia, Lega, Gal, Idea e Conservatori e riformisti. “Stiamo per entrare nel vivo della campagna referendaria e già molte iniziative di comitati si stanno sviluppando sui territori”, scrivono i capigruppo nell’invito all’assemblea, che mira a “condividere le attività”.

Su Forza Italia, e conseguentemente sull’unità del centrodestra, l’ultima parola spetterà come sempre a Silvio Berlusconi. L’ex Cavaliere, che uscirà dal San Raffaele tra il 10 e il 14 luglio, dopo aver messo mano alla dirigenza del partito dovrà decidere se pensare a qualcosa che assomigli a un ‘Nazareno bis’ anche in chiave referendum, come suggerito da Confalonieri e non disdegnato dalla figlia Marina e dal consigliere e amico fidato Gianni Letta, o consegnare – di fatto – le chiavi della ‘casa dei moderati’, che tanto ha amato, a Matteo Salvini.

(LaPresse)

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4 Commenti

  1. ric says:

    Prendere o lasciare ma con una certezza che sia in un caso che nell’altro è sempre lasciare .
    Le strategie , figurarsi le tattiche , tendenti a ritardare il declino di quell’anomalia venduta come saggezza issata a valore definita “forza moderata” puzzano di status quo .
    I biglietti da visita delle leadership di visione hanno forza contenutistica plurima tra rappresentazione empatica col reale e passione ardente metafisica , partecipazione totale perché interprete tangibile di temi , linguaggi per confezionare un credo in chiave attuale ;
    ad esempio i cinque stelle hanno lavorato in primis consolidando la legittimità dei loro intenti facendosi interpreti di contenuti della Modernità COME AMBIENTE , tecnologie , prevenzione , salute , finanza , etica , (hanno cominciato a recidere il nodo gordiano che avviluppa potere e parassitismo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e cioè introdotto il SENSO DE LIMITE decurtandosi lo stipendio essendo questi sangue e sudore di loro consimili ) . Hanno a fatti insegnato empatico rapporto di somiglianza , primo step di CREDIBILITA’ .
    Secondo step , seppur con giovani rappresentanti si sono avvalsi dell’esperienza e di contenuti umani che esulassero da mere questioni anagrafiche , come invece fece il rozzo Renzismo , e , come vedrete , ne pagherà anche per questo lo scotto di un brusco declino .
    Allora domandina : vi fa così paura che bollino di populismo tutto ciò che rappresenta idealità e fattori di autodeterminazione degli uomini e quindi di conseguenza delle migliori società o rassicura maggiormente le formule di apprendisti stregoni che propinano tattiche di mal riposte concezioni per perseverare nelle rendite di posizione ?
    Salvini e la Meloni lo hanno capito già da un po’ , ma per egemonizzare il “blocco definito centrodestra “abbisognano di “contenuti allargati” e non di patti con la morte.

  2. marco says:

    ” consegnare – di fatto – le chiavi della ‘casa dei moderati’, che tanto ha amato, a Matteo Salvini” Ma ci siete o ci fate. Perchè è Berlusconi che decide cosa devono votare i moderati? Il personaggio Salvini ha dichiarato che se va al governo esce dall’euro. Ciao ciao moderati. Comunque la soddisfazione di vederlo preso a calci una volta usciti dall’euro (con tutte le conseguenze che ci sarebbero) mi attira.

  3. Paolo says:

    Salvini ormai é per conto suo. Relegato il federalismo e la Padania in un’ angolo, la Lega Nord é diventata il fratello maggiore di Fratelli d’Italia. Dobbiamo però, darle il merito che é un politico sincero e dice chiaramente quello che vuole fare al contrario del Bossi che in vent’ anni ha sparso nel nord solo chiacchiere. La Lega Nord ha bisogno di un segretario come Alessio Morosin che abbia un’ orizzonte chiaro, altrimenti cambi nome e scriva “Lega Italia!

  4. lombardi-cerri says:

    Salvini deve decidere anzitutto una cosa : il suo Partito ha le stesse idee della vecchia Lega Nord per l’indipendenza della Padania, oppure ha le nuove idee “Partito italiota, per la scalata al potere di Roma “?

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