Salvini-Factor: “Sai scrivere bene? Questa è la tua occasione per collaborare con Matteo”

salvini

di STEFANIA PIAZZO –  Matteo Salvini  la sera dell’8 marzo ha lanciato dal profilo facebook del Carroccio la sua iniziativa per reclutare giovani promesse del giornalismo, anzi no, dello scritturismo, forse una via di mezzo tra i blogger e “giovini” di buona e armata volontà scrittoria per dare una mano alla grande famiglia ex padana. “Sai scrivere “bene” – anche questo tra virgolette, come a dire, te la cavi con l’italiano? – e vuoi collaborare con Matteo Salvini? Questa è la tua occasione!”.

Occasione? Gratuita? Simbolicamente retribuita? Uno stage?

Giornalisti? No, basta saper scrivere “bene”. Dove quel “bene” è già una virgola, anzi due, troppo fuori posto. Perché oggi è questo il requisito per stare sul mercato, saper leggere, ma non saper far di conto per non dover costare troppo e non avere Ordini professionali o sindacati a discutere sui diritti di chi esercita una professione. E saper scrivere “bene”. Ma  scrivere, “bene”, non è un hobby, è un mestiere, anche se questo ormai è stato dimenticato.

Di più, con tutti i giornalisti del quotidiano la Padania in cassa integrazione, una radio, radio Padania, in un mare di brutti pensieri, l’annuncio spiega: “Inviaci almeno un pezzo, e capiremo se hai il Salvini-factor”. E qual è il fattore S?

A rompere il silenzio sui social è stato Giovanni Polli, ex caposervizio della redazione cultura de la Padania, e anche voce storica di Radio Padania con un programma dedicato a lingue e dialetti, con un primo commento che non si perde in giri di parole: “Di gente che sa scrivere BENE ne avete quindici in cassa integrazione. Riprendeteli in servizio”.

Eh sì, il Gioan, come si fa chiamare dagli amici, ha ragioni da vendere.

Il pensiero unico degli editori e dei non editori è invece che tutti possono scrivere, e sanno scrivere “bene” se sanno usare internet, se smanettano sui siti e se pubblicano da qualche parte qualcosa. Non serve superare come prevede la Costituzione, un esame di Stato, per scrivere bene. Aver lavorato in una redazione. Questa volta la selezione la fa Salvini. E’ il mercato, baby, a decidere chi è bravo e chi no. A quale costo? Scommettiamo bassino. Il lavoro, se intellettuale, sul mercato oggi vale meno della riparazione di una lavatrice o del mensile di una badante.  E beata lei che ha pure i contributi.

Oggi, d’altra parte, per scrivere non occorre più essere giornalisti, il fattore G. Un tempo qualcuno, per provarci, si spacciava tale. Adesso? Se premetti che non sei giornalista, tirano un respirone di sollievo e ti aprono le porte di un nuovo fattore G. GRATIS.

Quando, nel novembre del 2014, la Padania annunciò la fine delle pubblicazioni, scrivemmo:

“Che sia un addio o un arrivederci non è questo il punto. Il 9 maggio del 1945 la Germania si trovò davanti ad un bivio. Risorgere o restare perdente. Auferstanden aus Ruinen. E così fu: risorti dalle rovine, come declamava l’allora inno della Ddr.

Auferstanden aus Ruinen….

Invece, sulle rovine altre rovine. Dalla caduta rovinosa dei giornali di partito ai factor di partito, ultima frontiera della comunicazione politica.

Scriveva Brecht: Tu devi prendere il potere! Sapere, studiare, leggere, informarsi, confrontarsi, fa la differenza nel momento del sorpasso e anche nel momento della disgrazia. “Compagno leggi, compagno studia, compagno imbraccia un libro… Tu devi sapere, per comandare devi sapere. Tu devi prendere il potere!”, invocava Brecht parlando agli operai perché la base, il popolo, avesse consapevolezza che la cultura fa girare la ruota del potere. “Sapere”, appunto! …Auferstanden aus Ruinen

Oggi invece la mercanzia che manca è la speranza ed è la cultura che l’alimenta, niente meno che attraverso la comunicazione, attraverso i giornali, sì, attraverso i giornali, il giornalismo. …Auferstanden aus Ruinen… 

Per avere  cittadini liberi e consapevoli, è indispensabile che si investa nella comunicazione. Se invece si insegue una massa di consensi o di inconsapevoli astenuti, allora va bene  così. Possono bastare laureati capaci di scrivere bene, o idraulici che sanno scrivere bene, architetti  che sanno scrivere bene, infermieri che sanno scrivere bene, postini che sanno scrivere bene.

Che ci vuole, a scrivere un pezzo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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6 Comments

  1. Giancarlo says:

    Caro luigi xe vera quel che te dixi.
    Adesso gavemo anca l’Europa che la ze ne pì ne manco n’italia pì granda !!
    Chi sta a governar el ga solo l’interesse de schissar el popolo drento na preson e l’arma che i’usa la xe quela dele tasse. Pì dovemo pagar e pì la classe dirigente la xe contenta parkè con pochi skei no se pol far na revolusion….specie se pacifeca e democratica. Donca semo a stì passi qua !!!
    No ghe xe pì rispetto par l’essere umano, e i vari kapò del turno pur de restar a gala…..varda DALEMA o BASSOLINO…..che i n’dasse in pension na olta par tute, ste mumie imbalsamade…..e naturalmente anca j’altri come RENSI o SALVINI no i guarda in facia gnissun e tirando drito par la loro strada se i fa qualche morto chi se ne frega. Questa la xe la gente che vol governar l’italia !?
    No parlemo dopo de Berlusca n’altra sfinge che no là mai fato gnente ( a parte aumentare le pensioni minime. (Ghe do ato) e ch’el vol far resuscitar Forsa italia….deventada Debolessa italia……
    Chi vol specular, sfrutar, imbojar i giovani xè zente da condanar sensa apello!!!!!
    Xè come sfrutar i migranti par guadagnar de pì….e via dixendo.
    El mondo xe na trufa legalixada a dano dei poareti…..in oltre 2.000 ani da quando Gesù Cristo xè vegnuo zò sula tera xè cambiado poco. I soliti siori i vol guadagnar sui poareti ma dove penseli de portarse tuti i skei, le case, i palassi i terreni….forse ne la tomba??? Zente indegna e stolta che Dio gabia pietà de lori.
    Semo nell’ano santo dela misericordia…..ma spero sia l’ultimo. Dopo ghe vol el giudisio final !!
    Ciao e stame ben fradeo veneto !!
    WSM

  2. gl lombardi-cerri says:

    E’ giusto che Salvini non utilizzi i cassintegrati della Padania. Lui ha bisogno di persone che sappiano “solo scrivere” ossia non vadano oltre la sua non abbondante cultura e, sopratutto, siano incapaci di pensare.

  3. andrea says:

    certo è, che uno per scrivere bene, per scrivere cose che racchiudono buon senso, bisogna che le persone che le scrivono abbiano acquisito consapevolezza. Di certo non puoi acquisire consapevolezza leggendo giornali scritti da giornalisti. Meglio leggere libri, tanti libri, NON giornali. Infatti anche molti giornalisti scrivono bene MA NON hanno consapevolezza in quanto NON sono affezionati lettori di libri. Anzi si sentono già più che imparati e quindi giungono a conclusioni sbagliate (o vengono loro imposte) Cqe nessuna persona sul pianeta puù ritenersi fortunata che informandosi attraverso i media possa pensare di essere preparata ed informata correttamente. Anzi, il contrario.

    • Stefania says:

      Perché secondo lei gli editori pubblicano libri per filantropia e non esistono concentrazioni editoriali tali da escludere dal libero mercato scrittori liberi e senza burattinai dietro di loro? Io leggo tutto, e non me ne pento.

  4. Giancarlo says:

    La mancanza della visione completa di come sarà il mondo nei prossimi anni crea panico.
    Ho una mia idea su come i politici cercano di sfruttare i cervelli dei giovani. Cioè approfittare di qualsiasi idea, commento o scritto o ragionamento che gli toni utile per andare avanti e far rimanere indietro questi giovani.
    La tecnica è vecchia come il cucco e mi meraviglia che M.S. la rispolveri, magari a danno di qualche altro giovane che precedentemente lavorava per la LEGA NORD…….
    Forse mancano idee o non si sa più dove andare a parare, dato che alle prossime elezioni sono convinto che la LEGA prenderà molti meno voti di quelli che gli vengono attribuiti adesso.
    Non ci sono strategie lungimiranti, ma solo ed unicamente il sopravvivere oggi e magari domani, il dopo domani non è sicuro…….è certo !!
    WSM

    • luigi bandiera says:

      Caro Giancarlo,
      in questo stato se non sai l’itagliano sei un ignorante di sicuro e poco uomo di cultura. Quella italiana poi che ha pochi anni di vita che cosa ci passa..?
      De soito mi parlo in lengoea veneta, del trevixan… e quando me toca parche’ go un foresto davanti sento che me manca un fia’ de esercisio: da zovane parlavo squasi senpre in talian… sbaliando naturalmente ma eo go capio deso che son vecio e che go aquista’ ea vista: caro mio, quanta miopia nei zovani de jeri e de unkuo’…
      Tuttavia, puoi sapere venti lingue ma se non sai ripeto l’itagliano… niet: scartato.
      E se prima essere italiano voleva dire essere anche di pelle bianca, domani tutto cambiera’. Saranno mosche… bianche per l’appunto i pochi rimasti.
      Beh, tornando sul dente dove batte la lingua, sara’ raro il parlato in trikolore: gli invasori non scherzano sul tema e loro si parlano la loro lingua ai loro fikgli; noi no, perche’ appunto se sai l’itagliano sei dottore, scienziato, si, nel gioco delle tre carte, se no no di che’..?
      Hanno lavorato bene per ottenere l’olocausto dei popoli rinchiusi in questa prigione talibana molto vicina ad Alkatraz.
      Speriamo che qualche Santo veda e provveda…
      WSM

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