I dubbi di un “vecchio padano…”: Salvini e l’unità d’Italia

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRImatteo-salvini-ebola-770x513

Più sento parlare Salvini è più mi domando chi sia in realtà, al di là di essere un simpatico chiacchierone.

Su Renzi il problema non me lo pongo perché, oltretutto, è antipatico e arrogante.

Toniamo a Salvini . Mi ricorda Talleyrand, che è considerato tra i maggiori esponenti del camaleontismo. Infatti servì la monarchia di Luigi XVI, poi la Rivoluzione francese nelle sue varie fasi, l’impero di Napoleone Bonaparte e poi di nuovo la monarchia, questa volta quella di Luigi XVIII, fratello e successore del primo monarca servito.

Ma Salvini non ha il livello culturale di Talleyrand!

Mi ricorda invece più da vicino Girella.

Girella (emerito)
Di molto merito),
Sbrigliando a tavola
L’umor faceto,
Perde la bussola
E l’alfabeto;

………..

Viva Arlecchini
E burattini
Grossi e piccini:
Viva le maschere
D’ogni paese;
Le Giunte, i Club, i Principi e le Chiese.

Salvini, per prendere una adeguata rincorsa è partito addirittura da un centro sociale (il Leoncavallo) e, forse comprendendo che in quella posizione non aveva sbocchi di nessun tipo, è passato rapidamente ad adorare Umberto Bossi.

Ossia in quel Movimento in cui anche senza “adorare” Bossi ci si agitava per l’INDIPENDENZA della PADANIA.

Sì parlo di  INDIPENDENZA e non di noccioline !

Anche se avremmo anche accettato, in prima istanza, un’Autonomia tipo Sud Tirolo (meglio che niente).

Salvini, invece si agita per non far naufragare l’Italia della quale ai vecchi leghisti non interessava e non interessa proprio nulla.

Anzi, per noi, l’Italia affondi pure perché così saremo liberi!

E si agita su temi che interessano sì l’intera penisola, quali le tasse, l’immigrazione, lo svincolo dall’Europa, ma sui temi fondamentali come i costi del Sud pagati interamente dal Nord e sulla mostruosa incapacità gestionale dei burocrati romani, incapacità che ha portato all’attuale deficit, ed alla speciale crisi, tace in modo impressionante.

Perché? Va forse alla caccia di voti?

Se la risposta è si  le alternative sono solo due:

– il Sud non vota comunque o vota in modo risibile. Pertanto avrà solo scontentato i padanisti convinti.

– il Sud vota e permette a Salvini di vincere il primo o almeno il secondo premio (secondo come partito appena sotto i voti ottenuti dal vincitore).

In questo caso stia tranquillo Matteo che il Sud verrà a riscuotere il premio, come fa di solito anche quando non gli spetta nulla.

E allora addio sia all’indipendenza sia la Regione a statuto speciale!

Perché il Nord dovrà seguitare a pagare con moneta sonante. L’esempio Grecia è illuminante! Con la sola variante di una lotta Grecia-Europa e non Nord-Sud.

Caro Salvini l’Italia mai come ora è veramente una “ espressione geografica”, espressione alimentata da una Roma ingorda e stupida.

L’Italia non è mai stata occupata da un solo popolo, ma da numerose etnie con modi e livelli di civiltà “ferocemente” diversi.

Per tentare di risolvere questo problema Roma ha per anni percorso la strada del “genocidio” strisciante occupando gran parte dei posti di potere del settore pubblico e attraverso i mezzi di comunicazione comportandosi come se non so solo il Nord, ma anche l’Italia non esistessero.

A cominciare dal punto di vista linguistico dove l’italiano è in crescente fase di abbandono.

E’ proprio vero che gli uomini non vogliono mai imparare dalla storia.

I romani, infatti, si stanno comportando esattamente come negli anni di decadenza dell’impero: scansare il lavoro, vivere sfruttando gli altri popoli, dare importanza crescente agli extracomunitari di oggi, come di allora, aumentare vertiginosamente le tasse.

E allora, Salvini, quale è il tuo progetto?

E non solo alcuni, seppure importanti, obbiettivi, ma un progetto generale relativo al mantenimento o meno dello Stato.

Fatta eccezione per l’obbiettivo “fuori dall’euro” che gli è stato suggerito e che , in questo momento, è solo una enorme cavolata volta a premiare chi punta sulla inflazione e volta a punire i pensionati che sulla inflazione hanno tutto da perdere…

Salvini impari (e lo dica a Borghi) che uscire dall’euro, in questo momento, è sollecitato solo da quelli che hanno fatto entrare nell’area euro, barando spudoratamente al gioco nell’ipotesi, assolutamente infondata, che qualcuno ci pagasse almeno una parte del debito pubblico che non eravam riusciti a sanare neanche con l’inflazione a due cifre.

Senza questa premessa potrai pescare i “pesci giovani”, ma mai le vecchie leve che continueranno ad incrementare la schiera del partito di MAGGIORANZA, ossia dei non votanti.

Ma forse a te basta solo un seggiolino.

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7 Comments

  1. marco preioni says:

    Il commento fatto dal sen. Lombardi Cerri a Nello mi pare molto pertinente e lo condivido in gran parte.
    Aggiungerei anche altre osservazioni:
    – la Lega inizio anni novanta proponeva 3 MACROREGIONI. Ma non era chiaro quale modello di stato federale intendesse proporre e se una federazione tra regioni all’ interno di ciascuna macroregione o cosa altro. Miglio venne usato solo per dare una parvenza di autorevolezza ad un progetto che aveva un fondamento da molti condiviso ma mancava di una sistematica articolazione di proposte legislative atte a raggiungere lo scopo secessivo della Padania con un accordo politico e non con la violenza.
    – il tentativo bossinano di crere un clima patriottico padano sostenuto da un sistema di economia “autarchica” (dalla banca padana alle assicurazioni, dalle cooperative padane ai sindacati leghisti, dalla mistica padana con riti, cerimonie, uniformi alla paramilizia delle camice verdi, dal tifo sportivo per il calcio o il ciclismo padano alla promozione di manifestazioni popolari) che sostenesse la proposta di costituire un parlamento per il Nord ed un “governo” che battesse moneta, fu certamente esemplare per ingegno, cretività e raffinatezza di intuizione, ma si scontrò con l’ inettitudine della militanza autoselezionatasi per piaggeria e non selezionata da un sistema che premiasse le doti intellettuali più della esibizione di fregi e distintivi di partito.
    L’ esito fu una sorta di rappresentazione scalcinata della parodia della Repubblica di Salò.
    (Consiglio di il bellissimo film “La lunga notte del 43” e soffermarsi sulla gaglioffaggine dei cospiratori fascisti che cercavano di fare carriera mentre tutto il regime stava criollando).
    – parlare di federalismo era comunque una finzione per nascondere il progetto che molti caldeggiavano di costituire legittimamente uno stato padano indipendente, libero e sovrano: si vedano le proposte di legge presentate in parlamento per introdurre il referendum indipendentista, che nulla avevano ac he vedere con riforme federali.
    – la marcia sul Po del 15 settembre 1996 indicava chiarmente che la Padania doveva diventare uno stato e da qui le indagini ed i processi a chi parlava di indipendenza in contrasto con la Costituzione.
    – la concreta improcedibilità verso la realizzazione della Padania indipendente costrinse la Lega Nord a modificare la meta ed a proporre il federalismo fiscale inteso come più soldi e meno controlli statali agli Enti locali territoriali: regioni, province, comuni.
    – questa proposta ebbe il consenso di tutte le altre forze politiche perchè dava più potere a tutti i partiti nella spartizione di maggiori risorse della finanza decentrata, anche se con maggiori tasse locali a danno dei cittadini.
    – l’ accordo di Bossi con Berlusconi per le regionali del 2000 e le politiche del 2001 registrò il cambio di rotta e contribuì allo sviamento del modello leghista.
    – il federalismo fiscale all’ italiana (ma anche alla padana) ha portato agli scandali di Rimborsopoli regionale in tutte le regioni d’ Italia ed alla incriminazione di esponenti di tutti i partiti.
    – il progetto leghista delle origini si è quindi rivelato impraticabile per la costituzione di uno stato padano indipendente e mal praticato quando dirottato verso l’ affarismo federalista delle amministrazioni locali.
    – la defenestrazione di Bossi ha sancito il fallimento della Lega punto 1.
    – l’ avvento di Maroni ha rappresentato il commissariamento per la liquidazione del disegno politico e la resa dei conti. I vecchi elettori della lega bossiana sono stati sciolti dal “giuramento” di fedeltà al capo e messi in libertà.
    – Salvini è la Lega punto 2, ma solo nel nome, dal momento che le proposte rivolte all’ elettorato sono totalmente slegate da quelle delle Lega punto 1.
    – Salvini si baracamena tra gli affari della residua presenza leghista nelle presidenze regionali, nel sottobosco degli appalti e forniture lottizzati e nella visibilità dei pochi posti di potere nelle ammnistrazioni locali, che procurano un consenso non disinteressato agli esiti economici e compagni di viaggio che effimeramente prende a braccetto per sostenersi quando gli capita l’ occasione.
    – Salvini è bravo a barcamenarsi tra schieramenti politici che fanno teatrino per divertire gli elettori con commedie plautine e battute da osteria, ma non ha manifestato alcun progetto di lungo periodo, nè mete da raggiungere.
    – fa politica per fare cosa ? per portare la gente dove ? per organizzare lo stato come ? oppure si agita solo per tenere in vita un bel partitone che vive solo per se stesso e per perpetuare rendite di posizione?
    – non mi pare che Salvini abbia illustrato un progetto organico e persistente nel tempo al quale si possa aderire con certezza e che non cambi direzione a seconda delle sceneggiate televisive ogni giorno mutevoli.
    – fintanto che non avrà scritto nero su bianco quale riforma statale vuole fare e quale legge cambiare e come cambiarla, del suo manifestato intento si vede per ora solo quello di concorrere ad incarichi istituzionali europei, statali, regionali e comunali dando la scalata alel cadreghe ma senza spiegare cosa voglia fare con esse.
    – Salvini va benissimo per far sollazzare chi ragiona di pancia, ma chi ha cervello resta scettico sulla bontà delle manifestazioni salviniane.
    – Non gli mancherà certo il consenso elettorale di chi è di bocca buona o dei disperati.

  2. Nello says:

    Salvini si muove bene e raccoglie una LN in disarmo, i vecchi slogan non pagherebbero più, a parte il federalismo del quale la LN ha sempre parlato e MAI praticato almeno al suo interno e le contraddizioni prima o poi chiedono il conto…
    Chi critica Salvini, come fa l’autore dell’articolo, sbaglia. Salvini si muove bene e lucidamente utilizzando quegli strumenti e occasioni politiche che la cronaca offre quotidianamente, giornalisticamente si potrebbe dire che “sta sul pezzo”.
    Salvini ha evidenziato l’inutilità del voto 5 stelle e la falsità di fondo di Grillo e socio, non è cosa da poco.
    Se si votasse adesso, il sistema proverebbe a demonizzare Salvini e la sua ottima politica in ogni modo e con ogni mezzo.
    Al sistema di potere fa molto comodo un movimento inutile e ruota di scorta dello stesso sistema di potere come il 5 stelle del quale Salvini ha messo in mostra tutte le enormi contraddizioni.
    Il vero avversario non sono i morti che camminano come Renzi, Alfano, e soci, il vero avversario è il 5 stelle che sottrae voti decisivi per il cambiamento ma non si allea con l’unico movimento che da sempre lo persegue e che, pur tra mille contraddizioni, si chiama LN.

    Quindi, il movimento da smontare, perchè FALSO è il 5 STELLE e non la LN, ma lo vede Cerri lo spazio che il sistema riserva all’utile idiota stellato???

    Se si votasse adesso Salvini vincerebbe anche senza alleati grazie alla sua intelligente politica rivolta a sud.

    Come si fa a non capire che, OGGI, è meglio il nazionalsocialismo della Marine Le Pen e satelliti dell'”universalismo” cattolico o cattosinistrorso saldato al suicida “internazionalismo” massopostcomunista (dove masso- sta per massonico).
    Chiesa-massoneria-capitale-postsinistra sono il demonio del quale i popoli, tutti i popoli (quindi compresi quelli del meridione d’Italia) si devono liberare per poter aspirare a quel federalismo di scuola svizzera che è l’unico vero, non ne esistono altri. Sia la Germania che gli USA NON sono MAI state nazioni federaliste.

    • gl lombardi-cerri says:

      Lei mi chiede se preferisco un calcio nello stinco destro o in quello sinistro.
      Non voto e non voterò mai 5 stelle perchè, come Salvini non ha un programma, ma solo slogan.
      La domanda da farsi , quando un Salvini qualsiasi si presenta alla ribalta per essere eletto è : che cosa faceva per campare sino a 5 minuti prima di candidarsi ?
      Quanto ai voti del sud le ricordo che se Salvini dovesse vincere, il sud, come al solito , presenterà il conto .
      E sa bene il conto meridionale in che cosa consiste.

  3. Ric says:

    In questa finta democrazia che comunque quando si tratta di numeri per le elezioni diventa matematicamente impeccabile , ha sancito che La definizione di territorio (Padania) non ha sufficiente peso specifico per decretare indipendenze o autogoverni . Allora la deduzione che giustifica il fallimento è che i progetti puri necessitano di “razze” pure , con idem sentire forte . La razza che vince numericamente è quella parassitaria , dipendente, predatrice , elitaria , casta. È un arco che saldandosi ai più svariati interessi , ma in buona sostanza centrati sulla filosofia predona dello sfruttamento dell’uomo su l’uomo , iniziando dalla varie chiese ideologiche , passando dall’antropologia mafiosa delle variopinte ignoranze genetiche definite popoli o addirittura culture sic! , determinano quello che nell’immaginario collettivo definiscono l’Italia . È il rapporto di forza tra cultura al bene , costruzione di atteggiamento mentale alla vita e centralitá di qualitá di vita etica , contro passione di morte e distruzione : certo il confine non è così netto e spesso si confonde e ci si confonde su quale crinale e sponda siano le nostre convinzioni pensieri ed atteggiamenti . Ciononostante è grossomodo così : la buona Italia quando a brevi tratti ce la faceva , registrava un concorso di positivitá e volontá trasversali che prevalevano su tutto . Alle forze di merda sovra descritte si sono aggiunte due nuove parole d’ordine : Europa e globalizzazione che , sotto il fascino di modernismo risolutorio e progressista , celano l’ennesima illusione di modernitá oppio dei popoli in chiave trendy .Perciò secondo me Salvini parte da lì , ed ancora una volta ci piglia nel senso che come Bossi focalizzano giustamente sommatorie di effetti percepiti, precipitato di insofferenze costruito a sistema , immaginando che così facendo si stimolano processi di sensibilizzazione al cambiamento . Più che poltroncine sono certo che egli creda nel prossimo , o meglio in quella parte sensibile ed umana su cui ancora spera che si possa lavorare e più che ragione od ambizione penso che “senta” come una sorta di intuizione o spinta interiore o forma di empatia con la “sofferenza “ , un trasporto verso istanze possibili sfruttando indubbiamente hub pregressi ( centri social, lega nord ) ma focalizzando sugli effetti rischia di bissare il successo mediatico dei predecessori ed incidendo relativamente poco sulle cause in quanto la complessitá del caos è su crinali di nuovi e definitivi olocausti . All’epoca Bossi gravitava in genere sentore di romanticismo e non si aveva comunque impressione di farsi male tra vincitori e vinti ; la disperazione schizofrenica pervasiva del reale ha ben poco di romantico !

  4. marco preioni says:

    Caro Lombardi Cerri, il desiderio di indipendenza padana è svanito il 15 settembre 1996 quando si è capito che i padani non sono geneticamente capaci di autogovernarsi. I lombardi, soprattutto.
    Bossi è stato un grande illusionista ma il popolo padano si è subito berlusconizzato.
    Salvini è gonfiato da giornali e tv sostenitori di Renzi che lo vuole come antagonista perchè “gli piace vincere facile”.

  5. GPaolo says:

    Se a questo signore della Padania non le interessava niente, cosa é entrato a fare nella Lega Nord? Semplicemente riuscire ad occupare qualche poltrona. Negli altri partiti é la stessa storia. Molti personaggi grazie alla propria dialettica e spesso furbizia entrano nei vari partiti piccoli o grandi che siano e lì restano anche se le proprie idee sono molto diverse da quelle della base del partito!

    • Stefania says:

      Non credo proprio sia andata così. In ogni caso questo giornale è aperto alle opinioni di tutti. Anche di chi dissente.

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