Salvini e Bersani resuscitano la Dc. Manuale di “Come farsi fuori da soli”

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Matteo Salvini è un politico in gamba, ambizioso. Sta vincendo o gli hanno dato l’illusione di vincere? Di certo è in forma, tanto da essere stato lanciato per distruggere Silvio Berlusconi e decretarne la morte politica. Grazie alla “miracolosa” presenza in tv c’è riuscito. I fatti dicono forse il contrario? La Lega, che pensando sia segno di modernità e successo, ha trasferito le sezioni su twitter, che nel frattempo ha ritenuto un risparmio fare a meno  del giornale (tanto ci sono le tv e facebook), del fare a meno dei contenuti umani della sede di Bellerio, del presentarsi con un doppio simbolo, per il Sud, ha superato Forza Italia. E  Salvini così pensa: che bravi che siamo, senza gli orpelli prendiamo di più. Ma andiamo avanti.

La fine del Cav

Non è una contraddizione dire che il soccorso del Cavaliere a Renzi sia una prova di debolezza e non di forza, dell’anziano leader. Forza Italia, indebolita dal Carroccio, arriva in “dono” al segretario del Pd, depurata dalle sue anime più “estreme, Berlusconi salva quello che gli resta, mentre anche il Pd, grazie a Bersani, si sta togliendo dalle palle l’anima più ribelle. Da una parte, con Salvini, dall’altra con lo smacchiatore di ghepardi, il sistema ha potuto ricompattare le forze moderate e rimettere in piedi quel progettone di partito di centro, pseudoliberista e pseudoriformatore, un partito della nazione, già lo battezzano, una Democrazia cristiana di fatto, una coalizione sulla carta che danno dal 36 al 40%. Col premio di lista, il Pd gestirebbe il banco, Forza Italia resterebbe in pista e al governo. La sinistra fuori dal Pd e la Lega, soprammobili dell’opposizione per raccogliere il malcontento di sinistra e di destra.

Tosi vivo. E Salvini non fa più il leader del centrodestra

Si pensava, fino a qualche schermaglia fa, che Flavio Tosi fosse politicamente morto. Neanche per idea. Con un progetto di centro, lui stesso si definisce un leghista democristiano, in un’area di questo tipo spazio per un Salvini non ce n’è. Neanche morto. Ma per Tosi e Passera, altro che! E siccome nella Lega, è cronaca di questi giorni, si sta delineando la formazione di due scuole di pensiero (definirle faide politiche è brutto, no?), con Maroni che difende l’alleanza con il Ncd e Forza Italia in vista del nuovo sindaco di Milano (e per tenere in piedi la Regione) e con i salviniani che invece insistono sulla corsa solitaria  a prescindere, il futuro per Salvini non è così roseo e pieno di trionfi. Il voto veneto, a breve, dovrà pur risancire questa alleanza, per di più con Zaia che difende Ncd e Tosi ancora segretario veneto del partito.

Farsi fuori da soli

C’è già chi si interroga, come ha fatto il Corriere, ma da tempo se lo chiedono anche altri, e pure noi, non è un mistero, se e fino a quando possano bastare gli astag per fare politica, per dirigere e tenere unito un movimento in ascesa di consensi. Serve una classe dirigente, serve la cultura politica, servono strumenti di comunicazione rinnovati che facciano da momento di raccolta del pensiero autonomista, servono visioni un po’ più lungimiranti.

Se Bossi è un capitolo archiviato della storia, con tutti gli errori e i limiti che l’ex leader ha mostrato, ma di sicuro alla post Lega manca ancora una guida che sappia vedere e prevedere avanti e oltre come sapeva fare lui. Politici si nasce, segretari si diventa.

 Ste.Pi.

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3 Comments

  1. michele says:

    mi scusi,stefania,sicura che tra i padani gradiscano le teste pensanti?ogni tre per due fanno epurazioni mastodontiche………

  2. Alessandro says:

    Bell’articolo

  3. luigi bandiera says:

    Votiamo e sosteniamo un teorema che e’ da CUCCAGNA per i soliti noti che NON PARTONO MAI..!

    Vignettiamo la situazione talibana:
    .
    http://s6.postimg.org/pc907n2dt/ostaggi.jpg
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    Auguri

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