Salvini. Dopo il referendum i congressi. “Ma la mia battaglia è per tutti, Nord e Sud, Bossi se ne faccia una ragione”

Europee: Salvini, voto a Pd o Fi è la stessa cosa

di BRUNO DETASSIS – Prima il referendum, poi i congressi per arrivare al congressone federale della Lega. Parlando ai microfoni di Rtol 102,5. Salvini ha affermato: “Dopo il referendum faremo i congressi della Lega Nord, la mia battaglia sarà per tutti. Poi, se a Bossi non va bene, me ne farò una ragione”. E, in caso di vittoria del Si’, “non penso di dimettermi, ci sono altre battaglie in corso da fare”.

Avanti, insomma, ma con un sorriso a denti stretti, con un partito che si conta nelle segreterie. Ma Salvini ostenta tranquillità e pensa alla sua leadership. “Destra e sinistra sono categorie superate, non esistono piu’, sono categorie vecchie, ci sono brave persone sia da una parte sia dall’altra. Agli elettori bisogna proporre qualcosa di nuovo, un po’ come ha fatto Trump che se ne e’ fregato dei partiti e ha fatto le sue proposte e su questo ha vinto, io non ho intenzione di proporre agli italiani ministre riscaldate”. E il nuovo, fa intendere, non è Berlusconi. Né grandi coalizioni: “Non penso a possibili riedizioni del passato del centrodestra con dentro tutti: Alfano, Verdini, Casini, Cicchitto, Fini. Io preferisco la coerenza alle ammucchiate e la faccia su queste cose non la metto”.

Sì o no, poi, che scenari? n”Il 5 dicembre se vince il No si va a votare, ma penso che Renzi si dimetterà anche se vincesse il Si’. Vuole liberarsi di tutte le opposizioni”. “Mettero’ nelle mani di chi di dovere le segnalazioni fatte dagli italiani all’estero di chi non e’ riuscito a votare. Secondo me vince il No, il Si’ vincera’ nel voto degli italiani all’estero”. Lo ha detto il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, a Rtl 102.5. “Mi stanno arrivando tante segnalazioni di stranezze sul voto degli italiani all’estero, io temo che in qualche ambasciata o consolato possono sparire alcune schede, vorrei che ci fosse qualche osservatore dell’Onu per controllare l’arrivo delle schede”, ha aggiunto. “Vorrei ci fosse un controllore del voto in ogni consolato e ambasciata, nessuno sta controllando il voto degli italiani all’estero”.

“Vorrei che gli italiani potessero votare il prima possibile, con qualunque legge elettorale, anche perché la manovra economica di Renzi che stanno votando, nasconde tante fregature che verranno fuori dal 5 dicembre… Mi arrivano tante e tante segnalazioni, da gente con nomi e cognomi, che metteremo nelle mani di chi di dovere, di stranezze per il voto degli italiani all’estero: schede non arrivate, non consegnate, gente che chiede di votare ed e’ impossibilitata a votare. Temo che in qualche consolato e in qualche ambasciata”, che “dipendono dal governo, che ha puntato tutto su questo si’, possano aggiungersi o possano scomparire delle schede. Vorrei che ci fosse qualche osservatore dell’Onu a verificare che arrivino e ripartano tutte le schede votate dagli elettori italiani, uno con gli occhi aperti non dipendente dal governo che controlli la regolarità del voto”.

Poi, stoccata sulla vicenda di Banca Etruria. “Il papà” della ministra delle Riforme Maria Elena Boschi, “gestiva Banca Etruria in maniera quantomeno bizzarra. Ho visto che li hanno assolti, saranno contente le centinaia di migliaia di risparmiatori truffati del fatto che non c’è neanche un colpevole di quel disastro”.

 

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1 Commento

  1. Paolo says:

    Condivido quello che dice Salvini. Però lasci la Lega Nord!

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