Salvini-Di Maio? Nulla di nuovo sotto il sole per il Nord, un altro governo per gli affari degli altri, finchè dura…

padania salvinidi ROBERTO BERNARDELLI – C’è qualcosa di nuovo o di antico nel governo Salvini-Di Maio? Tutte e due le cose. Di sicuro la giovane età dei leader, di certo il solito sistema di aggiustamento delle cose in Italia. Quanto durerà l’esecutivo se lo chiedono tutti ancora prima che si muova. A fare da tutor del premier ci sarà Giancarlo Giorgetti, abile manovratore politico, i mercati fibrilleranno ancora un po’, mentre tra un provvedimento e l’altro, possiamo scommettere che potrebbero durare fino al 2019, quando Mario Draghi lascerà la Bce. Il centrodestra non esiste più, al momento. Due anni possono forse bastare per riprendersi dalla batosta populista e per giudicare l’operato di Salvini, le facili promesse e gli obiettivi da mille e una notte. Diamo due anni di vita a questo governo che viene da lontano, sotto lo sguardo dei poteri forti, che dentro hanno i propri scagnozzi. Per il Nord cosa può cambiare, in meglio? Onestamente, ci è difficile immaginarlo. Un altro giro a vuoto, ancora.

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3 Comments

  1. LIFE fEDERALE Associazione Imprenditori says:

    Anno 2018 Maggio COMUNICATO SOCIALE

    La necessità di riarticolare i livelli di governo !

    E’ la fotografia di una classe politica che in tutti questi anni ha consolidato le proprie condizioni di privilegio ed è cresciuta a dismisura autoalimentandosi con richieste di documenti,pratiche, migliaia di leggi che non servono a garantire
    i cittadini e la loro libertà, bensi fatte per inquadrare,controllare,burocratizzare e fiscalizzare le iniziative e in definitiva la loro libertà e garantirsi la continuità del potere

    La crescita economica e l’elemosina di Stato in questo periodo elettorale offerta dai futuri politici,assomiglia parecchio a quello che in Italia si continua a chiamare lo “stato sociale” anzi approfondiscono gli squilibri sociali non creando sviluppi di una ripresa delle attività artigianali,industriali commerciali.bensi attuando ulteriori spunti di debolezza cronica partitocratica, sintomo della nostra impotenza!

    No incosciamente anzichè perseguire la nostra libertà,come regione autonoma,
    continuiamo a pagare la persistenza inefficienza della macchina organizzativa di questo Stato centralista,il corrompersi di una classe politica che ha abbandonato il senso autentico delle istituzioni, avendo anche una struttura statale elefantiaca!

    La nostra volontà è ottenere l’autonomia, un trasferimento di risorse e servizi dal centro alla periferia,favorire il collegamento tra decisioni di spesa e reperimento dei mezzi necessari al suo finanziamento,consentendo la partecipazione dei cittadini alla gestione e al controllo delle istituzioni localmente, riarticolando i livelli di governo,con una consapevolezza civica e sociale adeguata alla realtà odierna, benché un referendum sull’autonomia non ha risolto nulla !

    Questo noi vogliamo che il risanamento delle pubbliche finanze passi attraverso le autonomie regionali, autorevolezza e potere della centralità di questo Stato deve avere una fine naturale, perché solo avendo uno Stato federale, si può passare da un centralismo inefficiente a un policentrismo unificante!

  2. mumble says:

    Mi permetto di dire che non sarà un altro giro a vuoto.
    1) Salvini ha distrutto lo strumento che il Nord aveva costruito per prendere coscienza della propria condizione e per liberarsi: ridendo e scherzando (si fa per dire) sono anni che non si parla più di federalismo, di macroregioni, e questo sta creando un grave danno nei più giovani, in quelli di 15-16 anni che non sanno cosa sia la Padania, perché non l’hanno più sentita nominare;
    2) Il duo al potere farà l’unica cosa che hanno fatto i governi per anni per tenere insieme lo Stivale: prendere i soldi dal Nord e portarli al Sud;
    3) in un mondo finanziario mondiale iper pompato, diretto e controllato dalle banche centrali, le occasioni di guadagni altissimi in poco tempo legati a bolle di instabilità sono molto rare e l’occasione rappresentata dal governo nascente itagliano è troppo ghiotta e ha galvanizzato i traders di mezzo mondo: quando avranno finito vedremo come sarà messo il PIL.
    Riassumendo: sarà un giro all’inferno e non a vuoto.
    Ma come ripeto ogni giorno, è un’occasione unica e irripetibile – insperata fino a un mese fa – per riparlare di Padania, dei dati statistici e matematici che testimoniano la rapina in atto da parte di Roma.
    La notte del Salvinismo è giunta al punto più buio, segno che l’aurora è vicina.
    Al lavoro.

    • caterina says:

      Sarebbe forse giustamente l’ora! Potrebbe mai Salvini agl’Interni mandare l’esercito contro gl’indipendentisti che finalmente realizzassero il loro progetto da tempo auspicato?… e mica per distruggere economia e prosperita’, ma per incentivarle con l’orgoglio dell’efficienza e l’operosita’ della patria dei Comuni… Alla fine diffondendone il principio e l’esempio sara’ la soluzione di tutti I problemi che oggi attanagliano I popoli dello stivale… E sara’ Confederazione, venti volte la Svizzera’… E Cattaneo avra’ il monumento che si merita!

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