Salvini-Di Maio, chi governa ha cultura? Chi scende al livello del cretino perderà sempre

cretino14rassegna stampa

di ANDREA VIOLA – (https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/28/salvini-di-maio-governa-lignoranza-ma-chi-scende-al-livello-del-cretino-perdera-sempre/4585490/amp/) – Per chi ha la capacità di capire, ormai è abbastanza chiaro: non esiste alcuna emergenza migranti. Esiste, invece, una sempre più evidente emergenza socio-culturale: ad emergere in maniera preoccupante è lo stato di superficialità e ignoranza di una buona fetta di opinione pubblica. E a vagabondare sono sempre di più gli ignoranti. E’ questo il tessuto sociale, emerso “grazie” alla rete e ai social (Umberto Eco aveva ragione da vendere), che viene cavalcato dai principini degli ignoranti: Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Oramai da oltre tre mesi di questo governo brasiliano abbiamo visto, oltre le solite chiacchiere, l’incompetenza dei vari ministri e la loro preoccupante inconcludenza. Il premier Conte non esiste: alcuni lo esaltano per il suo stile sobrio ma ovviamente fanno finta di non sapere il vero motivo. Giuseppe Conte interviene poco per una semplice ragione: non può parlare senza il consenso di Salvini. Quindi, veniamo al punto.

Salvini continua ad usare le vite umane come giocattoli social. Sequestra persone in una nave militare italiana senza alcun motivo e senza alcun potere per farlo. E in tutto questo il vecchio Movimento 5Stelle sta zitto. L’unico che dissente pubblicamente, il Presidente della Camera, Roberto Fico, viene sbeffeggiato pubblicamente sempre da Salvini. Di Maio e gli altri? Non pervenuti. Tutto molto chiaro no?

Il Movimento 5Stelle non esiste più. E’ nato un nuovo partito unico Salvini-Di Maio.

Con buona pace della sinistra-sinistra che criticava Renzi e alcuni ancor oggi provano a proporre alleanze con gli ex grillini. E con buona pace di Berlusconiche ogni tanto continua a difendere Salvini, nonostante Di Maio e compagnia sparino tutti i giorni sui precedenti governi di centrodestra dimenticando, con la solita malafede politica che li contraddistingue, che quei governi erano sostenuti e formati anche dalla Lega. Ma che importa, basta fare il lavaggio del cervellosulla rete e il gioco è fatto!

Appena qualcuno osa contraddire, intervenire, criticare o fare semplicemente la propria libera professione di giornalista, magistrato, avvocato o esperto che sui social appaiono pagine, siti fasulli e fotomontaggi per denigrare il personaggio anti-governo. Ultimo esempio: il magistrato che ha “osato” iscrivere nel registro degli indagati Salvini.

Contro Luigi Patronaggio è stato detto di tutto: la rete è stata invasa da fotomontaggi ridicoli e condivisi da persone che non conoscono neanche la differenza fra la parola indagato e imputato. Così era accaduto contro Sergio Mattarella con l’impeachment e così accade contro giornalisti o semplice politici: un metodo studiato e consolidato, talmente evidente che lascia veramente sbigottiti.

A farne le spese in questi anni è stato il Pd e i suoi personaggi più in vista. La calunnia sui social serve solo per alimentare odio, falsità e manipolare l’opinione pubblica.

Tutto questo arriverà ben presto a farci vedere i suoi frutti avvelenati: la democrazia può essere esercitata se i cittadini hanno reale e libera conoscenza dei fatti non diversamente. Quello che sta accadendo oggi lo leggeranno i nostri nipoti sui libri di scuola. Una pagina buia della nostra società; un Paese spinto sempre più in un analfabetismo strutturale, utile a lupi travestiti da agnellini. Arriverà l’autunno e tutte le promesse svaniranno ma avranno già un responsabile: l’Europa. E così andrà avanti, fino a portarci nella braccia di Putin.

Se si vuole creare una alternativa a questa deriva bisogna prepararsi e ricordarsi una cosa molto semplice: se scendi al livello del cretino vincerà sempre lui. Gli uomini di cultura e di buona volontà si uniscano e inizino questo cammino prima che sia troppo tardi. Gli errori sono stati tanti ma è il momento di pensare al bene comune e rientrare in sintonia con il popolo e con i tempi.

 

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