Salvini a lindipendenza: fidatevi, in questa Lega c’è ancora il vento del Nord

foto 1

salvini

di STEFANIA PIAZZO – Umberto Bossi autografava di tutto. Matteo Salvini, i libri. Il suo libro. Ci sono quasi 40 anni di differenza tra un segretario e l’altro, con in comune l’arte del saper comunicare e persuadere. Sì, due persuasori e comunicatori con due opposti approcci alla politica, il primo legato ad una visione da statista, di lungo periodo con la machiavellica opzione dell’abbracciare il nemico per neutralizzarne un altro. Il secondo, che ambisce a dimostrare di poter essere statista, con una medesima spregiudicatezza politica nel rompere gli schemi e di liquidare il passato per parlare alla gente, portando la Lega a superare quel 12% che aveva toccato nel gennaio 2012 quando faceva da sola opposizione.

Salvini ha terremotato la Lega: quella delle scope, in parte rinviata a giudizio o sotto inchiesta per altri guai; quella prima delle scope che si era traghettata nel corso del dopo Bossi. L’alleanza con Marine Le Pen è il principale cruccio di molti, l’ascesa al potere dei giovani padani, il secondo cruccio. Ma alla gente di questo frega assai poco. Vuole le pensioni e non vuole immigrati, troppi, a mettere a rischio i diritti acquisiti. Salvini lo sa e tira diritto per capitalizzare la sua capacità istrionica di cogliere l’onda quotidiana e farne consenso. Perché se non hai i numeri, non governi. E Berlusconi è troppo datato per farlo, sostiene Matteo. Anche Bossi, spiega, è figlio del suo tempo. “Anche se da lui mi faccio dire di tutto, perché senza lui non saremmo qui”, si appresta a dire.

foto 3 (1)

salvini

L’altro giorno allo Square di Milano in piazza Missori, la sala che lo aspettava per la prima uscita milanese con il suo libro Rizzoli, “Secondo Matteo”, era piena. Non c’erano i Vimercati, i Brambilla, il decano Guido Passalacqua, ma un’altra generazione di giornalisti, Rodolfo Sala, Matteo Pandini e Paolo Del Debbio.  Ma prima c’è tempo per parlare e scambiarsi idee.

“Questo libro è fatto da 200 e rotte pagine che devono essere mantenute come impegno di governo quando a Palazzo Chigi ci sarà la Lega. Scripta manent. Vorrei fosse una sorta di programma per l’Italia  e per l’Europa. Anche Renzi ha scritto diversi libri, che ho letto, ma non ho visto niente di quanto profetizzava nella sua azione di governo”, spiega a chi  lo avvicina.

E in che anno andrà al governo la Lega, Salvini? gli chiediamo noi mentre cresce il capannello di telecamere e microfoni.

“L”anno prossimo, quando andremo a votare, Renzi toglie il disturbo l’anno prossimo. Dobbiamo essere pronti, decisi. Non fra troppo tempo”.

foto 2

salvini

Poi, libro alla mano, aggiunge: “Mi riempie di orgoglio che questo sia un libro politico e che in una settimana abbia fatto già tre ristampe. La gente è curiosa, molti non sono leghisti e vogliono leggere per capire qualcosa di più… Ci saranno anche pagine magari per qualcuno poco interessanti, ma conta aver suscitato interesse in un momento in cui dalla politica ci si allontana”.

Segretario, quanto vento del Nord c’è dentro questo libro?

“Parecchio, parecchio perché si parla di federalismo, di autonomia, di identità, di un futuro con un’Europa fondata sui popoli, cerco di spiegare come non sia la Lega a cambiare ma come la Lega segua i tempi che stanno cambiando. Ma fidatevi, che non abbiamo perso le nostre origini”.

Assieme a Marine Le Pen, lei e altri europarlamentari (olandesi, polacchi, tedeschi, inglesi, austriaci, francesi, italiani, ndr), avete preso di mira il trattato sul commercio Ttip giudicandolo un genocidio dei popoli europei. Sono dichiarazioni forti. Perché?

foto 1 (1)

salvini

“Perché stanno cercando di ammazzare i popoli attraverso diversi strumenti, a partire da una moneta sbagliata che noi vogliamo superare, usando dei trattati come il Ttip che massacrerebbero la nostra impresa, non limitando poi per nulla una immigrazione fuori controllo. E’ chiaro che è in corso – risponde a lindipendenza  – un vero e proprio genocidio a cui noi ci opporremo con ogni mezzo”.

Salvini, la coinvolge di più la questione Brexit o il fatto che a Londra vi sia un sindaco musulmano nella capitale finanziaria d’Europa?

“Quando i cittadini votano hanno sempre ragione – ci spiega -. Detto questo io spero che non ci sia mai un sindaco musulmano a Milano o a Roma, non per la persona quanto per il credo che porta avanti”.

E per il referendum britannico?

“E’ un’enorme occasione di liberazione per tutti i popoli europei. Quindi tifo assolutamente per il SI’ del 23 giugno. Fortunatamente cresce la voglia di un’Europa diversa”, aggiunge glissando ancora sulla presa di posizione contro il Ttip.

E su Milano e Roma, sui ricorsi che escludono o vogliono escludere alcune liste o candidati, commenta così: “E’ un peccato che per cavilli si possa escludere qualcuno. Quanto a Sala – lo preferisco battere in cabina elettorale, non attraverso codicilli giuridici. Il fatto che poi si dimentichi redditi, dichiarazioni… su questo lo giudicheranno i milanesi ma la partita si gioca il 5 giugno”.

Ma come la si mette prima in Europa sul fronte tasse, immigrazione, pil, flat tx, Salvini? Come se ne esce dall’Europa dell’austerità?

“In Europa c’è aria frizzantina. L’anno scorso eravamo in quattro, ora il gruppo in Europa è cresciuto, i popoli europei si stanno svegliando. Arrivano presto le elezioni in Austria, in Francia, ci sono state in Ungheria e Polonia… Non saremo e non siamo soli. L’anno prossimo quando ci giocheremo il governo in Italia, avremo più forza contrattuale. Se mi venisse detto: no, non toccare la legge Fornero, non puoi toccare gli studi di settore, non puoi ridurre le tasse altrimenti esci dai nostri parametri, ecco, bisognerà che anche gli amici di Forza Italia e ipotetici alleati, abbiano il coraggio di concordare che se non ce lo faranno fare con le buone, lo faremo con le cattive, perché ci va di mezzo la sopravvivenza del paese. A questo punto la scelta sarà solo di Berlusconi. Mentre noi siamo già su questo fronte sovranista e identitario, Berlusconi sta in Europa con la Merkel e con Renzi. Al di là delle beghe romane, se due leggi su leggi approvate a Roma vengono da Bruxelles, io non posso allearmi a Roma con uno che in Europa va a braccetto con la cancelliera e i socialisti. Quindi: o di qua o di là, le vie di mezzo non ci saranno. Non sarà la Lega a dover scegliere, la Lega ha già scelto. Sarà Forza Italia a decidere se stare con la Merkel o se riprendere l’orgoglio”.

Smorza, infine, le polemiche su chi denuncia presenze scomode nelle liste del Carroccio a Milano: “Nel 2016 non ci sono più né fascismi né comunismi. Sia saluto romano che pugno chiuso sono fuori dalla storia. Mi preoccuperei piuttosto di un candidato islamico affiliato a organizzazioni che in alcuni paesi sono riconosciute come terroristiche!”.

foto 5

salvini

E sul festeggiamento di Renzi per l’approvazione della legge sulle unioni civili, chiude sarcasticamente: “Basta guardare il tempo, piove. C’è poco da festeggiare. E comunque io credo che per molti gay sarebbe stato un giorno di festa se il Parlamento avesse modificato la legge Fornero, ad esempio! Lavoro e sicurezza sono le emergenze. La legge per di più è fatta male, e io inviterò i sindaci della Lega a fare obiezione di coscienza e a disubbidire”.

L’uscita di Salvini allo Square, presente anche l’organizzatore dell’evento, Roberto Bernardelli, presidente di Indipendenza Lombarda nelle liste del Carroccio – come indipendente – proprio a Milano. conferma che la Lega, nel bene e nel male, resta comunque un fenomeno di popolo, di gente comune, ordinaria, nel senso non riduttivo del termine. C’è un popolo della Lega, legato da un rapporto di fiducia con i suoi politici, che trova nel corso salviniano una breccia per rivendicare la rabbia e la rassegnazione. Per andare dove lo deve dimostrare Salvini, se governerà. La voce roca di Bossi è stata sostituita dagli accordi rochi di Salvini. Nel libro Salvini è “spoglio”, meno televisivo, racconta se stesso in modo diretto, come ha sempre fatto parlando ai microfoni di Radio Padania. foto 4E i giornalisti Sala e Pandini che lo hanno seguito nella stesura delle pagine, “rilette per l’ultima volta dalle 2 alle 6 del mattino in un albergo di Latina – confessa lo stesso autore – hanno secondo Del Debbio rispettato la personalità del segretario della Lega.  Serve conoscere la vita di uno che fa politica? Da quello che pensa decido se votarlo. Invece no, il modo con cui Salvini si rapporta con la gente, si evince dal libro, è diverso rispetto al passato, diverso rispetto a Bossi e ad altri segretari di partito. La dice lunga che infatti durante la conferenza stampa allo Square, Salvini si facesse passare l’iphone da uno dei suoi giovani collaboratori, per filmare lui stesso e mandare in streaming sui suoi profili e blog, le facce dei presenti, i suoi commenti sussurrati mentre intervenivano i relatori con lui al tavolo o che riprendesse le stesse telecamere che lo inseguivano in questo selfie filmato in diretta con tanto di saluti a chi commentava sui social la conferenza. Una diretta nella diretta che spiega come Salvini sappia fare comunicazione e ne comprenda l’importanza nella caccia di consenso, ora e qui.

Non potrò mai dimenticare le parole che uno dei miei predecessori a la Padania, Giuseppe Baiocchi, pronunciò nei confronti dell’allora giovani Salvini, nel 1999. “Matteo è il più comunicatore tra tutti qui dentro, è quello che ha capito più di ogni altro dentro la Lega che la comunicazione è tutto”.

foto 1 (1)

salvini

Questo non toglie che la Lega non abbia responsabilità dirette e indirette sulla fine dei suoi media, e la vicenda della Padania più di tutto insegna la maldestrezza con cui i suoi dirigenti hanno dimostrato di non saper maneggiare con cura gli strumenti per fare comunicazione e cultura politica. Salvini, come Bossi, potrebbe non averne bisogno, dei media: come il Senatur fa odience già da solo. Ma non è sufficiente e di questo Salvini ne deve tener conto, perché non basteranno un portale generalista e i social per colmare un vuoto.

Intanto Salvini continua la sua calvalcata. “Ora è il mio turno, ho preso più voti, chi conta decide”. “Il centrodestra è una gabbia”, scrive nel libro. Berlusconi ha un limite cronologico, la legge Severino lo ha messo fuorigioco, c’è stata infine una balcanizzazione di Forza Italia che lo rende un partito debole. Arriva dunque un nuovo centrodestra, diverso anche rispetto a quello che si è manifestato a Roma, diviso su tutto. Voltare pagina? I voti ancora non ci sono, le politiche sono ancora da venire.

Ridurre le tasse, sfondare il deficit, ma l’Europa pone continuamente dei paletti. Roma diventa Bruxelles, i padani diventano anche  italiani, le riforme istituzionali diventano questione economica… L’euro… Dalla gestione bossiana si passa, almeno per chi osserva da fuori, ad una gestione più allargata. Ma chi la vive da dentro non la pensa così. Però la gente percepisce un cambio di passo, volti nuovi. Da Sanremo a Castrocaro, commenta Del Debbio. C’è gente mai vista prima. Ma da una situazione di padanistan si va verso un quadro meno uniforme. “Che il partito lo abbia aperto bene o male, lo si vedrà nel tempo. Saranno problemi di Salvini”, commentava Del Debbio. Intanto c’è il voto di giugno.

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

16 Comments

  1. giancarlo says:

    Una cosa è mi è certa, non solo non mi fido più di alcun partito italiota, ma in particolare della LEGA NORD vera banderuola nel campo politicio italiota.
    E’ vero non lotta più per l’indipendenza ( forse cambieranno anche l’art. 1 del loro statuto) del federalismo non se ne sente più parlare, ma allora che cosa è questa LEGA NORD ? Cosa è diventata ?
    Solo un agglomerato di patetici personaggi dediti alla politica per mestiere e nulla più.
    Provare il contrario se qualcuno ha argomenti validi e convincenti da esporre.
    WSM

  2. Marco says:

    Vedo dai commenti che finalmente gli indipendentisti hanno preso atto che il peggior nemico dell’indipendenza è proprio Salvini. Bene. Ora manca solo che se ne rendano conto anche quelli di Indipendenza Nuova.

  3. Rodolfo Piva says:

    A tutti gli amici che, per tanti anni hanno creduto nel federalismo ed al diritti all’autodeterminazione dei popoli e che, come il sottoscritto hanno amaramente constatato quanto l’obiettivo originario della Lega è stato disatteso, voglio dire solo poche cose. Io, insieme ad altri, abbiamo aiutato Bossi a dare vita alla Lega Lombarda dal 1984 al 1989 data alla quale, un nutrito gruppo di militanti compreso il sottoscritto decisero di lasciare la Lega per indirizzi presi e non condivisi. Erano i tempi di Pza Carbonari, quando la Lega Lombarda era ospitata in un appartamento messo a disposizione dal purtroppo scomparso Dr. Pegreffi. Da quella data ho dedicato il mio tempo ad aiutare in vario modo i patrioti sudtirolesi e nordtirolesi condividendo il loro ideale di libertà ed indipendenza. Poi ho conosciuto Bernardelli ed indipendenza Lombarda-Lega Padana ed ho apprezzato in questo movimento il credere ancora nei valori fondanti che furono della Lega. Non è certo facile, oggi, riavvicinarsi alla Lega ma, come diceva il grande Gilberto Oneto, bisogna fare attenzione a non voler essere continuamente gli indipendentisti più puri dei puri finendo con il diventare, e mi riferisco alle diverse formazioni indipendentiste, circoli di reduci che si raccontano i bei temi andati ma che non riescono a coagularsi per costituire una massa critica. La scelta quindi di Indipendenza Lombarda di correre, come “indipendente”, con la Lega alle prossime elezioni comunali ha il solo scopo di contribuire a vincere il fronte dei sinistrati catto-comunisti e di continuare a fare vivere gli ideali originari della Lega che sono ancora presenti nella base leghista.
    Salvini saprà mantenere le sue affermazioni presenti nel suo libro ovvero che la lega crede ancora nel federalismo e nel diritto all’autodeterminazione dei popoli compresa la strada indipendentista ?
    Vedremo. Oggi è certo che Renzi ed i suoi accoliti devono essere rispediti a casa al più presto.
    Un caro saluto a tutti
    Rodolfo Piva

  4. Michele says:

    In questi casi di latente trasformismo di stampo italiota, è doveroso rifarsi ai ‘sacri testi’, cioè agli scritti del “padanista” per eccellenza, Gilberto Oneto.

    In un articolo titolato “Lega Nord, le paturnie di un partitone di moderati e italioni”, l’esimio indipendentista scriveva:
    “[…] A tutti risulta sempre più chiaro che i successi mediatici di Salvini rischino di non trasformarsi in consenso vero e che l’avventura del ‘Noi con Salvini’ […] non porti vantaggi elettorali ma solo, forse, qualche cadrega a patetici riciclati che sono saliti sul Carroccio a sud del Fosso del Chiarone. Tutti questi non hanno un barlume di cultura federalista, non sanno cosa sia l’autonomismo, figuriamoci l’indipendenza o l’autodeterminazione, sono ferventi patrioti aggrappati con affetto e disperazione alla greppia tricolore.”

    E poi, in una intervista pubblicata da “formiche.net” dal titolo “Vi spiego perché il Carroccio di Salvini non è più la Lega Nord”:

    “[…] Purtroppo dal suo programma ha espunto il federalismo e la vera riforma dello Stato, che avrebbero costretto le destre a una scelta di campo più chiara. Far finta di stare assieme per risolvere i problemi dell’Italia presenta un’ambiguità di fondo: il problema è l’Italia.”
    —-
    Che “il problema fosse l’Italia” l’aveva capito Bossi a suo tempo (“secessione!”), ma non i Padani.
    Ora che questi ultimi (forse) lo stanno capendo, non lo capisce Salvini.
    E il problema rimane insoluto.

  5. Lumbard says:

    Concordo con Masocco e’ una scoreggia non in vento hanno snaturato la lega , peccato che su questo giornale si sia scritto un articolo del genere, che delusione !

  6. Fil de fer says:

    Ma di quale nord sta parlando SALVINI ?!
    ah…dice c’è il vento……….del Nord. Ma il vento soffia, passa e va altrove o no ?!
    Infatti la LEGA NORD si è presa la LIGA VENETA e poi ?……………
    Ma insomma chi vuole prendere in giro ancora il Sig. SALVINI ?!
    Volevano farsi una banca ed è fallita………..avevano la radio padania occupata dall’italia assieme al giornale e vediamo cosa succede….avevano i soldi per combattere per la libertà del Nord ed invece se li spendevano allegramente……ma insomma basta prese per i fondelli almeno siate seri adesso che siete diventati un partito nazionale ITALIOTA e agognate i voti del Sud italia.
    Ma dove credete di andare…..nel Veneto certo trovate ancora i voti perché non si sa chi votare.
    Ma quando nel cielo Veneto ci sarà finalmente lo squarcio dell’indipendenza chi vi conosce ?
    Chi vi vorrà ? Qualche mentecatto sballato lo troverete sempre, ma il Popolo Veneto certo sarà da un’altra parte e ci scorderemo presto della LEGA NORD ……voltagabbana e nient’altro !!!
    Adesso meno male che ci sono gli immigrati e la legge Fornero, altrimenti quali altri argomenti, o meglio quali altre strategie ha la LEGA NORD se non mandare allo sbaraglio i propri volontari ?

  7. lombardi-cerri says:

    Non avete ancora capito che a Salvini dell’indipendenza padano non è mai importato niente ?
    Solo la poltrona conta , non le idee!

  8. renzo says:

    l’itaglia è un paese nato con l’imbroglio ed è destinato a finire in miseria. chi , come salvini ,dice di voler liberare l’itaglia da nord a sud e farla ripartire è solo o un imbroglione o un co…..e oppure uno che non ha studiato la storia , non quella savoiarda – bugiarda che fanno studiare sui libri di scuola ai nostri ragazzi, ma quella raccontata con citazione di fonti e archivi( mai citati nei testi italioti ) dai vari Bracalini, Oneto,Cardol,Del Boca e tanti altri autori anche meridionali come Fasanella o Di Fiore per citarne solo alcuni.
    La lega arriverà anche molto più in alto del 12% con i bla bla bla di salvini, ma il progetto politico dov’è?
    fino alla catena umana sul po, il progetto era chiaro e bastava solo la COERENZA di continuare a spiegare ai coglioni padani ( compreso il sottoscritto ) l’obbiettivo dell’indipendenza dallo stato itagliota . Poi sono arrivati i berlusconi i dell’utri i ghedini i casini ( in tutti i sensi) per arrivare agli alfano e compagnia cantante e te salude nineta.
    2 questioni e chiudo
    1 salvini dice al berlusca di decidere se stare con la lega o con renzi-merkel in europa. ma lui non è quello che non vuole l’ NCD ma che con loro bene ( ? ) governa in regione Lombardia?
    2 sinceramente mi dispiace per la candidatura di Bernardelli nelle liste della lega. Un consiglio se lo accettate:non smettete mai di essere la coscienza critica di questa banda di traditori ve ne prego!!!!!
    cordiali saluti Renzo

  9. Marco Green says:

    Ma è ovvio che c’è ancora, vigoroso, il vento del Nord!

    Basta vedere cosa scrivono oggi i media salviniani!

    Il Matteo va in mezzo ai romani e ci fanno il titolo: FEELING CAPITALE e “Mattè, me raccomando! E te regalamo tutte le ciliegie!” (il Populista)

    Il Matteo scopre le “bellezze” di Matera, girando in felpa azzurro Italia e tricolore sul braccio e, perduto in tale melassa, si fa fotografare in un ipotetico abbraccio alla città affermando: “Ci sono città più belle di questa?”

    Altro titolo, stavolta ancora dal Populista
    Matera abbraccia Matteo
    “Scusate se ci ho messo 43 anni, ma alla fine sono arrivato”

    E’ un mondo di amore, di abbracci, di tricolori che uniscono fraternamente, di un sud che finalmente vede la possibilità di un rilancio, di un Italia fuori dall’Euro che ripartirà svalutando, di un debito pubblico che si combatterà non abbattendo le spese, cambiando la forma di stato e tagliando i costi e gli sprechi della burocrazia centralista ma, magicamente, riducendo la tassazione sui redditi al 15%.

    Dai, qualcuno lo dica: siamo su scherzi a parte…

  10. Ric says:

    Quando la Lega c’è l’aveva duro erano i tempi delle vacche grasse ; oggi è difficilissimo politicamente , non solo stare a galla , ma campare . Tanto per intenderci , fa fatica la Russia di Putin che demonizzano come male assoluto a prescindere ; è il capitale mondiale di tutte le forze delinquenziali unito che foraggia ogni strategia tendente ad imporre i loro Monopoli di sfruttamento . La visione e non solo la percezione presenta nefaste iprospettive più di ciò che fu l’arrivo del nazionalsocialismo . Laureati che finiscono a Londra a lavare piatti non è la stessa cosa dei diplomati geometri degli anni settanta a fare i muratori o i periti a fare i magazzinieri e i maestri in fabbrica come operai ! Il cambio paradigmatico in atto non è una declinazione nuova per evoluzione scientifico culturale di eccellenze di valore intangibile che determinano l’esigenza di visione sistemica del mondo e dell’esistenza , ma una manipolazione continua della vita da parte di esseri degeneri sprovvisti di etica , anafettivi , appassionati alla morte ed alle storture umane come droghe, veleni e distruzione . Nell’aria e nell’acqua abbiamo il respiro infetto dell’inquinamento , nel pensare una debolezza trasversale di schizofrenico sentire . I tam tam del modernismo spappolano coi frastuoni incessanti di penose stupiditá e crudeltá ciò che ci è rimasto di ancoraggio al nostro essere originale , alla tradizione , al valore . Se sparisse anche la “provvidenza” Salvini , anche la speme ultima dea fugge i sepolcri ….

  11. max says:

    Con la Pivetti nota ciellina e cambia bandiera,ci sarà una sterzata si verso i body in pelle e i frustini,che tristezza,era gia vecchia 20 anni fa ora è una mummia.

  12. max says:

    Be una cosa la recuperata il signor Salvini,della vecchia Lega oltre al buon Bernardelli,la ex Presidente della Camera on.Pivetti,cose da pazzi.

  13. Dria Bozo says:

    “Roberto Bernardelli, presidente di Indipendenza Lombarda nelle liste del Carroccio – come indipendente – proprio a Milano”
    ah ecco perché avete smesso di sputare veleno e previsioni sbagliate sulla Lega…
    anche se non può non far piacere che le forze autonomiste e identitarie tornino perlomeno a collaborare

  14. GIORGIO MASOCCO says:

    Più che vento mi pare una scorreggia, che arriva dal sud e soprattutto da Napoli e dintorni. Ritengo che l’identità Lombarda, così si chiamava la Lega, Lega Lombarda.

    Invece abbiamo a che fare con una banda di napoletani, Salvini in testa, che devono ‘arrotondare’ il cerchio quadro.

    Spiace vedere l’indipendenza, una volta organo del Nord, assoggettarsi a queste campane stonate e suonate, che hanno massacrato il Nord di tasse e gabelle per arricchire i vari Rizzi della sanità lombarda.

    Il Doge di Cantù

  15. giancarlo says:

    Parole, parole, parole, parole, parole……………………….
    La LEGA NORD era la speranza di poter un giorno festeggiare l’indipendenza del VENETO in forma federata con la LOMBARDIA, PIEMONTE,E FRIULI V.G., ma abbiamo visto come sono andate le cose.
    Il potere, i soldi, la corruzione l’hanno fatta da padrona anche dentro alla LEGA NORD come del resto in tutti gli altri partiti ITALIOTI.
    Oggi la LEGA è un partito nazionale ITALIOTA e quindi non può trovare spazio nel VENETO come in passato.
    Oggi i VENETI vogliono l’indipendenza e l’otterranno attraverso le istituzioni internazionali e persino l’europa potrà essere d’aiuto.
    Salvini oggi impersonifica la brutta copia di Bossi che si lasciò andare a ben altre piroette politiche che non portarono a nulla nemmeno quando la LEGA era al governo.
    Oggi, la LEGA predica bene ma razzola male per quanto concerne i veri valori ed obbiettivi che la gente del Nord voleva perseguire. E’ stato un vero tradimento !!
    Salvini nonostante il suo darsi da fare rimarrà ai margini del CENTRISMO ROMANO e non otterrà quasi nulla. Cambiare rotta si può sempre fare, ma pare che non ci siano segnali in tal senso.
    Pazienza, noi Veneti andiamo per la nostra strada e non ci saranno apparentamenti con i Lombardi perché hanno dimostrato di non saper tenere la barra al centro e raggiungere gli obbiettivi dell’indipendenza.
    WSM

Leave a Comment