100 MILIARDI ALLA SPAGNA? BASTERANNO PER UNA SETTIMANA

di ANDREA GIURICIN*

È alla fine è stato il turno della Spagna. Avanti il prossimo! E il prossimo molto probabilmente sarà quel paese con il debito al 120 per cento del proprio PIL e che ha visto il primo trimestre dell’anno contrarsi dell’0,8 per cento. Dati pessimi per l’economia italiana. Lo dicevamo nelle settimane scorse che la Spagna avrebbe dovuto chiedere un salvataggio. Nonostante Mariano Rajoy dica che il salvataggio è da chiamarsi in altro modo, i 100 miliardi di euro prestati dall’Unione Europea alla Spagna è un salvataggio in piena regola. Anzi, si può dire che la situazione spagnola sia sempre più simile a quella irlandese, vale a dire una crisi molto legata al sistema bancario, con il “neo” negativo della disoccupazione che in Spagna è superiore al 20 per cento da ormai oltre un anno e mezzo.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata Bankia, la quarta banca per importanza con oltre 300 miliardi euro di attivi. Di questi, in gran parte erano attivi cosiddetti tossici, vale a dire immobili che dovevano essere svalutati. I 23 miliardi di euro richiesti nelle settimane scorse per cercare di salvare l’entità guidata fino ad allora da Rodrigo Rato, politico spagnolo, hanno innalzato il livello di sfiducia nelle capacità di rimborso spagnole. Il tasso d’interesse pagato dal paese iberico aveva sfondato il 6,5 per cento e si avvicinava pericolosamente al 7 per cento. In questo caso diventava conveniente richiedere denaro alle istituzioni internazionali e così è stato fatto dal Governo di Mariano Rajoy.

Le cajas in generale fanno parte di un sistema malato che nonostante i circa 30 miliardi immessi dal Fondo di Ristrutturazione bancario voluto da Zapatero, non hanno mai trovato tranquillità. Prima di Bankia, il Governo era stato costretto a nazionalizzare CaixaCatalunya e NovaCaixa Galicia per circa 10 miliardi di euro e altri 6 miliardi di euro erano stati dati alla Cassa di Risparmio del Mediterraneo.

Secondo mie stime a fine 2011 gli attivi tossici del sistema bancario spagnolo erano 188 miliardi di euro e con la continua svalutazione del mercato immobiliare è probabile che ormai abbiano sfondato i 200 miliardi di euro. Di fronte a questa cifra, 100 miliardi di prestito sono pochi soldi. Forse troppo pochi, tanto che lo spread spagnolo dopo un brusco calo in mattinata è tornato pericolosamente sopra i 500 punti rispetto al bund tedesco. Ancora una volta le istituzioni immettono denaro per cercare di guadagnare tempo, come era stato anche il caso dei 1000 miliardi prestati al tasso dell’1 per cento dalla Banca Centrale Europea alle banche europee. Le volte scorse il tempo, che è denaro, è stato gettato in sterili discussioni per cercare di fare dei patti a livello europeo che di “rivoluzionario” hanno avuto solo il livello di incapacità di certi leader europei.

Questi 100 miliardi forse servono ad arrivare fino a settimana prossima, quando l’Unione Europea si confronterà per l’ennesima volta con il caso greco.

100 miliardi per una settimana?

FONTE ORGINALE: http://www.chicago-blog.it

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8 Comments

  1. Stefano Nobile says:

    Caro Giuricin, previsione sbagliata.
    Per eccesso di ottimismo.
    Anziché durare 7 giorni non è durato nemmeno 7 ore.
    Mica colpa tua, sia chiaro.

  2. Billy the kid says:

    Tirate via i soldi dalle banche perché la cosa mitiga…

    La Spagna si è presa un bel “padulo” . I soldi avrebbero dovuto darli alla gente non alle BANCHE. Stesso espediente usato in Italia!!!

  3. Orazio says:

    Un’integrazione finanziaria che ha il sapore di un furto, contro il popolo spagnolo.
    Ma ai poteri forti, che cosa importa, “basta che paghino” diceva il ministro Sella.
    Accellerare il processo di integrazione fiscale e politico di che cosa, di mettere ancora di più sotto i piedi il popolo, è questo che vogliono le Banche, BCE – FMI ecc. ecc.
    Le Banche tutte sono insolventi alla grande, pensare che si riesca a coprire i buchi fatte da loro, è una stupidità colossale.
    Concordo quando mi si dice che questi soldi, “dati in imprestito ma addebitandoli agli stati, bastano per una settimana… il giochino lo conosciamo evitiamo di gettare fumo per favore.
    GRAZIE

  4. Diego Tagliabue says:

    Via da FallItaGlia! Altrimenti arriva il debito di tutti i P.I.G.S., non solo quello centenario della Magna Grecia Scendicane!

  5. Daniele Roscia says:

    I 100 mld servono, con un margine di garanzia, a ricapitalizzare il sistema creditizio esposto nel settore immobiliare per un importo di 40 mld di euro, secondo il rapporto del FMI, da verificarsi da parte di agenzie indipendenti, prima del Consiglio Europeo del 26 giugno, ed al fine di evitare un possibile contagio della crisi greca dopo il voto del 17 giugno prossimo. L’eurogruppo ha deciso di finanziare il sistema creditizio spagnolo ma in cambio il governo spagolo ha accettato la supervisione del FMI e Commissione europea, come prima mossa verso un’integrazione europea del sistemi finanziari di tutti i paesi dell’eurogruppo. Non sono 100 mld per prendere tempo, ma un sostanzioso aiuto dei governi, all’Italia i salvataggi dei paesi in crisi di liquidità, sono già costati 48 mld di euro. Si poteva fare diversamente? Penso proprio di no, anzi prevedo che e’ interesse di tutti i paesi europei di accelerare il processo di integrazione fiscale e politica, ammesso che i vecchi stati nazionali desistano dal bloccare la cessione di sovranità nazionale, il vero grande problema europeo, altrimenti sara’ un disastro di proporzioni inimmaginabili.

    • Stefano Nobile says:

      I vecchi Stati nazionali stanno bloccando la cessione di sovranità ? E dove, di grazia?
      Gli Stati nazionali si avviano al fallimento, e per questo si stanno aggregando in una entità più grande, fallita in partenza, al fine di sostenersi tra zoppi.
      L’UE è una roba antidemocratica, l’Euro una cagata pazzesca, e ancora insistono.
      Il problema non è la ritrosia a cedere la sovranità nazionale ad un ente superiore . E’ esattamente l’opposto, la sovranità deve tornare alla gente, il big government deve essere super ridimensionato, il denaro deve tornare alla gente e vanno chiuse le banche centrali.
      Il disastro di proporzioni inimmaginabili è già dietro l’angolo e arriverà, proprio a causa di politici, banchieri e tecnocrati bravi solo a vivere alle spalle di chi produce.
      Il disastro è già pronto, arriverà, il dubbio può essere sul “quando”, ma non sul “se”: stanno portando sacchi di sabbia per cercare di arginare lo tsunami, ma la diga sta tremando paurosamente.
      Basta che ti guardi intorno e te ne renderai conto.

    • Andrea says:

      Ah, lei pensa di no? Quindi è giusto che vengano impoverite le popolazioni per coprire dei buchi fatti da banche private????? Quindi è giusto che gli stati siano commissariati da organi che nessuno ha eletto????? Quindi bisogna accelerare verso il baratro dell’integrazione nella neuropa, che è quanto di più lontano ci sia al mondo dalla democrazia e dai diritti umani, molto più prossimo ad un misto di nazismo e comunismo??? Mamma mia…

  6. the1fabio says:

    100 miliardi ? che problema c’è tanto la BCE li stampa dal nulla e quelli che li pagheranno con gli interessi saranno sempre i soliti , i cittadini europei.

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