Salmond: “Se la Scozia secede pagherà una parte del debito inglese”

di REDAZIONE

Il governo della Gran Bretagna ha assicurato che continuerà a onorare l’intero ammontare del debito pubblico, anche se si attende che in caso di secessione da parte della Scozia questa accetti di rimborsarne una parte. “Nell’ipotesi di indipendenza della Scozia dal Regno Unito, il governo britannico onorerà in ogni caso i debiti emessi nei termini contrattuali previsti”, recita un comunicato del Tesoro britannico. “Uno Stato scozzese indipendente diventerebbe responsabile di una quota equa e proporzionata dell’idebitamento Gb, ma alla Scozia – precisa ulteriormente il comunicato – non verrà trasferita una quota di titoli emessa dal Regno Unito”.

In pratica, Londra mette le mani avanti e rassicura i mercati sul fatto che i titoli obbligazionari emessi saranno in ogni caso onorati. E al tempo stesso avverte che si attende di ottenere che una quota di questi debiti gli venga, ex post, risarcita dalla Scozia in caso di secessione.

Gli indipendentisti scozzesi per parte loro hanno reagito dicendosi subito disponibili a coprire una parte “equa” di debito pubblico, ma il primo ministro della Scozia Alex Salmond ha puntualizzato che questo avverrà solo contestualmente a un “proporzionale” trasferimento di attività, anche monetarie. Salmond è anche a capo del partito nazionalista scozzese, formazione di centro sinistra, e ha rivendicato come la mossa di Londra mostri delle prime aperture a trattative su questo capitolo, laddove finora i ministri del governo Gb si sono sempre rifiutati in pubblico di parlare della questione. “Qualunque incertezza sia stata causata sul mercato dei Gilt (i titoli del Tesoro Gb) è dovuta al loro rifiuto a discutere i termini dell’indipendenza prima del referendum”, ha detto ancora Salmond. Il referendum è previsto il prossimo settembre. (TMNews)

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5 Comments

  1. caterina says:

    In Scozia hanno un Salmond, noi nel Veneto abbiamo un Zaia, che si è fatto eleggere al motto Prima il Veneto, e poi non ha fatto niente…ma il bello è che ha tirato nella sua rete anche Cantarutti che ha pensato bene di allontanare da Indipendenza Veneta i migliori…
    Per fortuna che è nato Plebiscito.eu per opera di questi, che oltre ad elaborare la strada più moderna e veloce di effettuare il referendum, hanno pronto un percorso e un piano di attuazione delle iniziative che porteranno la nuova Repubblica Veneta in breve tempo ad essere lo stato più efficiente ed equo dell’Europa…e ciò con sapienza ed onestà, operando per portare senza traumi, senza clamore, ma da subito, trasformazioni fondamentali, attraverso democrazia diretta e massima attenzione alle specificità dei territori.

  2. som mb says:

    Loro hanno Salmond. Noi il Mutanda, Gordo, Manà, il Brillantina, Porchezio, gli yuppies quarantenni del Movimento Guappi Padani che sfigurano persino con i giovani di Forza Italia. Poi ci si domanda perchè sia andata a finire così.

  3. CF says:

    Quindi per ottenere la secessione bisogna saldare il fantomatico debito pubblico ai banchieri internazionali apolidi e magari dopo l’indipendenza si continuano a comprare i soldi a debito dagli stessi banchieri apolidi,eh!Un affarone!

  4. Aldo says:

    Caro fabrizioc :

    Per quota parte se ne potrebbe anche discutere, a patto che venga riconosciuto e conteggiato il residuo fiscale a credito del Veneto dal 1970 ad oggi.
    Mi sa che che a Roma non conviene , dovrebbero restituirci
    un bel po di quattrini.
    Cordiali saluti e 73 da Aldo

  5. fabrizioc says:

    Eheh…infatti non é automatico cje i debiti dell’Italia passino al Veneto…

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