Saldi specchio della crisi. Meno acquisti e in gran parte sul web

di LUIGI CORTINOVS

I saldi sono una cartina di tornasole della crisi ed un dato tra quelli che spiccano c’è che risulta in calo (-6,3%) il numero dei consumatori che ritengono importante il periodo dei saldi. La tendenza è confermata anche dal lato delle imprese del commercio che si attendono una lieve flessione delle visite da parte dei clienti (-0,4%). Il 67% farà shopping nei negozi abituali e l’83% comprerà prodotti sia di marca che non, anche se cala la quota di chi è interessato esclusivamente all’acquisto delle ‘griffe’ (-4,3% rispetto al 2013).

Rimane alta la percentuale di coloro che acquisternno in saldo (58,3%), anche se in diminuzione di 2,2 punti percentuali rispetto allo scorso anno, mentre è boom degli acquisti sul web (finché non c’è la web-tax, tanto meglio) che, quest’anno, crescono del 37% contro 27% del 2013. E’ quanto emerge dall’indagine sui saldi invernali 2014 realizzata da Confcommercio-Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research.

Il 76,7% dei consumatori che approfitteranno della stagione invernale dei saldi prevede di spendere una cifra al di sotto dei 200 euro. La quota risulta superiore di otto punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2013, quando era risultata pari al 68,7%. La decrescita continua…

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One Comment

  1. Pitocco says:

    Ma dopo anni di saldi, di immondi saldi che cosa vuoi che comperi la gente “itagliona”. Un paio di scarpe da 150 euro fatte da manine orientali al prezzo di 10 USdollars, oppure una borsetta di Vittons fatta dalle solite mani indiane a poche rupie?
    Ma la gente, quella un pochino meno “itagliona”, ha forse capito che si acquista solo quello che serve realmente, il superfluo s’è acquistato più e più volte senza nessun risultato tangibile per le famiglie.
    Io mi auguro che queste pseudo-svendite falliscano il loro scopo.

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