Import-export: al Nord attivi record, Mezzogiorno in passivo

di ALTRE FONTI

Di seguito la stima del Saldo Import-Export di Merci e Servizi nel 2012, regione per regione.

SALDI COMPLESSIVI: LOMBARDIA IN ATTIVO COMMERCIALE PER 53 MILIARDI

Il Nord presenta un saldo attivo di 71 miliardi di Euro, l’Italia centrale di 23, il Mezzogiorno un passivo di 75.

La Lombardia da sola ottiene un saldo attivo di oltre 53 miliardi, il Lazio sopra 17 (grazie ai servizi), Emilia Romagna 12, Veneto sotto i 10.

Tra le regioni in passivo: Sicilia 23 miliardi, Campania 17 miliardi, Puglia 17 miliardi e Calabria oltre 10 miliardi.

SALDI IN % SUL PIL: LOMBARDIA HA UN ATTIVO COMMERCIALE PARI AL 16% DEL SUO PIL, IL MEZZOGIORNO UN PASSIVO DEL 21% DEL PROPRIO PIL

Il Nord presenta un saldo attivo dell’8% del PIL (la Germania e’ al 6-7%), l’Italia centrale al 7%, il Mezzogiorno un passivo del 21%.

La Lombardia da sola ottiene un saldo attivo del 16% del proprio PIL, il Lazio del 10% (grazie ai servizi), Emilia Romagna 8,6%, Veneto 6,5%.

Tra le regioni in passivo: la Calabria ha un deficit del 31% del proprio PIL, la Sicilia 27%, Campania e Puglia sul 18%.

SALDI PROCAPITE: OGNI LOMBARDO ESPORTA CIRCA 5.500 EURO PIU’ DI QUANTO IMPORTA, NEL MEZZOGIORNO PASSIVI PROCAPITE TRA 3.000 E 5.000 EURO

Il Nord presenta un saldo attivo di 2.600 Euro pro-capite, l’Italia centrale 2.000, il Mezzogiorno un passivo di oltre 3.600 euro a testa.

FONTE ORIGINALE: http://www.scenarieconomici.it

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14 Comments

  1. Tito Livio says:

    Interessante, chi vuole può leggersi questo paper della Banca d’Italia su l’integrazione economica Nord Sud.
    http://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/seminari_convegni/conv-9/L'integrazioneeconomica.pdf
    Alcuni punti interessanti:

    “Varie ricerche mostrano come i livelli di consumo e d’investimento del Mezzogiorno siano strutturalmente dipendenti dalla redistribuzione di reddito operata dalle Amministrazioni pubbliche, frutto di una spesa pubblica grosso modo proporzionale alla popolazione, a fronte di un prelievo fiscale progressivo, e quindi relativamente più elevato nel Centro Nord, dove la base imponibile pro capite è più ampia.” Ma i vantaggi sono, per certi versi, reciproci:

    L’azione redistributiva operata a livello centrale dallo Stato non ha effetti soltanto sull’economia meridionale ma si riflette anche sulle regioni centrali e settentrionali. Innanzitutto perché il Mezzogiorno rappresenta un vasto mercato di sbocco per le merci e i servizi offerti dal Centro Nord; un mercato che per la prossimità geografica e per le caratteristiche istituzionali risulta più permeabile all’offerta proveniente dal Nord del Paese che a quella proveniente dai concorrenti esteri. In secondo luogo, le regioni centro settentrionali possono avvantaggiarsi della disponibilità di una forza lavoro di buona qualità, che nel Mezzogiorno non è adeguatamente impiegata, e di aree non congestionate per insediare stabilimenti produttivi e investire in attività non di rado sovvenzionate dal settore pubblico. Naturalmente, non è agevole stabilire come questi vantaggi potrebbero modificarsi in seguito a mutamenti negli assetti istituzionali, ma non c’è tuttavia dubbio che entrambe le aree trarrebbero un vantaggio reciproco significativo se le risorse delle regioni meno sviluppata fossero meglio messe a frutto.

    • Garbin says:

      Ma tu sogni, in quale fantastico mondo succedono queste cose?

      Forza lavoro di buona qualità? ma se da trent’anni i meridionali vengono su solo a furia di concorsi statali carabinieri e polizia, mercato di sbocco? ma qui si parla di export, vicinanza geografica? Francia, Svizzera, Austria e Germania sono molto più vicine, il primo partner commerciale delle regioni del nord è la Germania lo sai?

      Redistribuzione dello stato centrale che manda al sud si riflette anche al nord? certo che si riflette, ci sta rovinando.

  2. Albert Nextein says:

    A proposito di nord e sud, io sarei curioso di sapere quale sarebbe l’interscambio lungo un ipotetico confine posto sull’appennino emiliano.
    Chissà se già oggi sono registrati flussi di merci in questo modo e se lo si possa fare.

  3. Garbin says:

    Ai meridionali non serve stancarsi per fare il saldo positivo dell’export, tanto poi si prendono il nostro di saldo, e senza tanta fatica.

    Comunque i numeri dicono che non c’è nessuno che fa peggio di loro in Europa, neanche la fallitissima Grecia, robe da matti.

  4. Gian says:

    l’ho già detto è più di una volta, facciamoci carico dell’intero debito italiano in cambio dell’indipendenza, già ora i numeri dicono che possiamo farcela e senza italia tra i piedi le cose possono solo che migliorare.

    • Adriano Giuliano says:

      E no caro, anche sul debito si dovranno fare i conti su chi lo ha prodotto durante tutti questi anni.
      In Veneto da decenni subiamo l’invasione di superlaureati somari come insegnanti solo perchè al sud acquistano la laurea, lasciando i nostri insegnanti senza lavoro.
      Per non parlare dei dirigenti statali ed altre figure lavorative.
      Dopo aver subito questo colonialismo peggio di una colonia africana, ad indipendenza ottenuta si tireranno le somme.
      Gli imprenditori veneti si suicidano, chiudono le aziende provocando un enorme sofferenza ai veneti per colpa del sud italia, e ciò non lo si potrà mai dimenticare.

  5. Roberto Porcù says:

    Andateci piano, sono tanti anni, troppi, che le regioni del nord sono decantate per la loro bravura.
    Le lodano, e poi, “dato che siete così bravi, potete pagare di più.
    Emigrare o pagare è un concetto già assodato, ma almeno non prendeteci per il culo.

    • Massimiliano says:

      Che ne pensate dell’idea di Borghi Aquilini…se presto l’Euro imploderà, della moneta specifica per il meridione?
      Secondo me chi, oggi, intenda mettere in dubbio 150 anni di storia d’Italia commette un crimine del tutto equivalente a quello che la BCE costituisce per tanti popoli europei.
      C’è sempre qualcuno più a sud di te…o, se preferite, magari indipendenti ma sempre spaghetto liberisti….

  6. lorenzo s. says:

    Il meridione è una palla al piede che sta diventando sempre più grossa

  7. Diego Tagliabue says:

    Della serie “la Lombardia non ce la fa da sola e dipende dal sud”.

    Fanculo gli scendicane!!!

    • salvo says:

      ma secondo te queste esportazioni dove vanno a finire?

      e poi parliamo di tasse, di residuo fiscale, di divario, ecc…

      • Gian says:

        le esportazioni vanno verso l’estero, ovvio, senò non sarebbero esportazioni, quindi non incominciare con la menata che la sicilia compra ciò che produciamo, perchè purtroppo non siete ancora estero!!!!!!!!!

      • nicoBS says:

        Ringrazio sempre salvo per le risate che in ogni commento ci regala.
        Le esportazioni sono ovviamente verso l’estero (fuori dai confini della repubblica delle banane).

        Ma chi pensi che ci compri i prodotti delle nostra aziende? I forestali e i falsi invalidi? ahahahhaah

        BASTA ITALIA LOMBARDIA STATO INDIPENDENTE

      • liugi says:

        Il mercato interno è praticamente fermo dal 2008. Le imprese italiane stanno in piedi grazie all’export verso i paesi in via di sviluppo.
        In ogni caso, il tuo è un ragionamento fallace. Se il Nord regala al Sud, poniamo, 100 miliardi, e il Sud ne spende 90 acquistando prodotti del Nord, il Nord ci smena comunque.

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