LA TOSCANA INCONTRA IL SAHARAWI. PICCOLA TEMPESTA A MAYOTTE

di REDAZIONE

Il presidente dell’Aiccre Toscana e vicepresidente del Consiglio regionale, Giuliano Fedeli, ha incontrato (vedi foto) nella sede dell’Aiccre a Palazzo Bastogi il governatore della comunità dell’Auserd, Salek Baba, già ministro della Cooperazione internazionale dell’autoproclamata Repubblica democratica araba del Sahara occidentale. All’incontro hanno partecipato anche la segretaria regionale dell’Aiccre, Patrizia Dini, ed Abdallahi Mohammed Salem, rappresentante del popolo saharawi in Toscana.

“Come Aiccre continueremo sulla linea del sostegno al popolo saharawi”, ha assicurato Fedeli. Che tuttavia non ha nascosto le difficoltà che, anche per motivi legati alla crisi economica, impediscono all’Aiccre Toscana di sviluppare nuove azioni di solidarietà concreta a favore del “popolo del deserto”.

Fedeli ha comunque assicurato il “sostegno morale alla causa di un popolo che ancora oggi è in lotta per l’indipendenza istituzionale e politica” e ha aggiunto che si interesserà della questione anche in veste di vicepresidente dell’Assemblea toscana.

Su Rossella Urru, la cooperante italiana rapita nei campi profughi del Sahara occidentale nello scorso mese di ottobre, Fedeli ha sottolineato che “la notizia poi risultata infondata della sua liberazione ha aumentato lo sgomento in Italia”. A tal proposito Fedeli si è detto interessato a conoscere le informazioni in possesso delle autorità del Saharawi.

“Purtroppo non sappiamo più di quanto è già noto a livello internazionale”, ha affermato il governatore Baba. “Sappiamo che il Governo italiano è molto attivo e determinato a raggiungere la liberazione della Urru, che risulta essere stata rapita da gruppi vicini a Al Qaeda e che dovrebbe essere tenuta prigioniera nel territorio del Mali”. E ancora: “Per la sua liberazione sono in corso delle trattative”.

Sulla questione del Saharawi, invece, Baba ha affermato che “il Marocco non rispetta i diritti umani del nostro popolo e non comprende che quanto noi chiediamo non è l’autonomia ma l’indipendenza dello Stato”. Baba, in questo senso, ha chiesto che la Toscana riconosca ufficialmente la Repubblica araba democratica del Saharawi. E ha invitato Fedeli a visitare le tendopoli dell’Auserd nell’ex Sahara spagnolo.

La Dini, segreteria dell’Aiccre, ha sottolineato che “nonostante siano ormai passati tanti anni da quando a livello internazionale è emersa la questione del Saharawi, la politica non è ancora riuscita a dare l’impulso decisivo che invece servirebbe per dare l’indipendenza politica a questo popolo”. A tal proposito la Dini ha chiesto che venga riproposto il protocollo di aiuti a favore dei saharawi approvato lo scorso anno.

Salem, in rappresentanza dei suoi connazionali, ha infine parlato dei toscani come di “amici del nostro popolo” e ha auspicato che dalla Toscana parta un’azione di sensibilizzazione internazionale a favore della causa dei saharawi e per l’indipendenza del Sahara occidentale, terra dominata della Spagna fino al 1976 e in seguito annessa dal Marocco quando, con la scacciata degli spagnoli, il “popolo del deserto” avrebbe voluto realizzare la propria indipendenza politica ed istituzionale.

 

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