Ma a qualcuno frega ancora una Rifondazione leghista? Fanno prima a chiudere e riaprire. Senza debiti

di STEFANIA PIAZZOche

Hanno sempre detto che se ci fosse stata la Padania, sai che belle pensioni avremo avuto, senza l’Inps! Anche il doppio. E idem per le buste paga, agganciate al costo della vita.

Eh già. Una previdenza regionalizzata. Invece non è andata così e non andrà così. Intanto però ci sono politici padani in pensione  che, in virtù delle intuizioni storiche avute 30 anni fa, questa meta se la sono conquistata, anche se il progetto l’hanno mandato a puttane. Non sono da meno tutti gli altri politici, di tutti gli schieramenti. Non sono da meno i loro successori padani che, a colpi di legislature, la rendituccia se la sono accaparrata. Poi al popolo delle feste si dice che Roma mangia. Che Bruxelles ci fotte. E che è tutta colpa dell’euro. Colpa, che ne dite, anche degli euro che la politica di questi marziani che ci hanno preso per i fondelli per tutta una vita, hanno preso perché sono lì per meriti che è difficile sempre più afferrare.

Una volta, a Ferragosto, dalla pensione Mirella, usciva qualche genialata. E la stampa stava lì ad aspettare che si rompesse la noia che circondava il Paese. Ora, da Ferragosto e dintorni, escono i profili del vuoto. A guardarle così sembrano due questioni lontane e indipendenti. Da una parte Salvini che annuncia dopo Ferragosto di fondare una Lega del Sud, una Lega sorella. Dall’altra, quel pasticciaccio  del vitalizio di Bossi  che, secondo fonti di stampa, sarebbe sceso se non azzerato per ragioni di cassa, per questione di contabilità. La politica ha la sua algebra. E se la tenga, stiamo fuori da questa mischia. Vero o non vero quel che si è letto, si è davanti ad una bagarre, una disputa sulle presunte indennità che spettano ai politici in pensione che non interessa a chi non arriva a fine mese o ai pensionati, padani appunto.

Il tutto, condito con le beghe vecchie di via Bellerio. Ma è tutto qui? E’ davvero questo l’ultimo capitolo della saga? O l’ultimo, il colpo di scena, è ancora in fase di avanzata ma non ancora matura esplosione? E di che si potrebbe trattare?

Se Ilvo Diamanti si interroga, anzi, lo scrive in modo affermativo, “Ci saranno altri Nord”, dice già che ci saranno alternative al modello fallimentare del forza-leghismo. Ma possiamo anche aggiungere che “ci saranno altre leghe”? Se ci sono modelli territoriali-politici superati, ci saranno anche i loro partiti, belle che superati. O no? Lega compresa?

E quindi perché non  immaginare che finita un’epoca, con tutti i suoi problemi, anche contabili (dal finanziamento ai partiti ridotto, alle campagne elettorali costose, ai costi della comunicazione elettorale costosa, alla riduzione dei dipendenti di via Bellerio, alle casse integrazioni, ai contratti non rinnovati, alle potenziali pendenze giudiziarie del lavoro degli ex dipendenti, ai costi di una sede, via Bellerio ovvero il sogno del Padanistan, diciamo corposi e importanti), qualcuno non pensi sia più semplice, a questo punto, tirare una riga sul passato e il presente pesante, riazzerare tutto, chiudere bottega e riaprire? Ipotesi fantascientifica? C’è chi pensa ad una rifondazione leghista con un altro nome?

Quando una bottega dichiara il “fallimento” perché la storia non ha girato per il verso giusto, cambia insegna e riapre. E i creditori elettorali? Quelli se li gioca il marketing di un simbolo, la capacità di virare l’attenzione dove arriva il consenso. Se poi ci sono altri creditori, se insomma c’è lite tra vecchio e nuovo, o tra vecchio e similnuovo, beh, le sedi sono altre, ci si scazzotta in tribunale per quel che c’è ancora da dividersi, se è rimasto qualcosa nel periodo delle vacche magre della politica.

C’è chi pensava che la cosa più importante da fare per garantirsi il consenso fosse distribuire cadreghe. Tanti posti tanti voti, tanto consenso. Se valesse davvero questa filosofia, saremmo ancora qui con il Caf di Craxi e Forlani. Il punto, e questo forse i politici padani non l’hanno compreso fino in fondo, è che  le rendite amicali per le poltrone distribuite, finiscono perché anche le poltrone hanno una data di scadenza. E infatti, anche Craxi è sparito.

Se il Nord, scrive Diamanti su Repubblica, è un’ (id)entità rimossa, non lo può essere anche un partito? Se gli elettori non lo hanno ancora rimosso perché è il solo a parlare di immigrazione, che speranza di vita avrà al prossimo giro?

Ma non si può non condividere, nella disillusione e nel disincanto di una battaglia, che ciò che conta negli equilibri cella politica è sempre più ciò che accade e accadrà in Ucraina, Kurdistan, Siria…Mosca, Pechino… Esattamente – questo però Diamanti non lo scrive – ciò di cui non parla la Lega, che è priva di politica estera da decenni. A parte i villaggi in Croazia e fratel Milosevic con gli ambasciatori in gabanino beige-grigio che ne peroravano la causa, infiltrati nella comunicazione,  la politica estera non è mai stata considerata centrale. Già Roma era estero, pensavano. Anche la Germania ha i suoi lander, ma la Germania ha un primo ministro che parla in russo con Putin senza bisogno del traduttore, e che guarda all’asse Cina-Russia più che a quello mediterraneo-nordfafricano o a quello con la Nato, oscillando nel dove vorrebbero andare e nel dove devono ancora restare.

La Lega? Per politica estera intende l’accordo con la Le Pen.

Un tempo il Pd si angustiava perché la sua classe politica vaneggiava sul Nord ma non riusciva a sfondare, arretrava sempre, non passava mai. Poi, improvvisamente, senza sventolare mitiche questioni settentrionali, ha fatto man bassa di tutto. Perché il Nord non esiste più o perché la gente del Nord è esausta?

D’altra parte basta vedere l’epilogo tribunalizio per darsi una risposta. Ora si tratta di capire se e quando potrebbe cambiare del tutto un simbolo, una ragione sociale. Chiuso per lavori, si riapre dopo aver azzerato i conti, e i “debiti”, con la storia? Che fine ingloriosa. Uno da imperatore del Nord a contadino in una dacia, e un altro a perorare la causa dei bergamotti.

In ogni caso, gli eventi ci dicono che c’è un vuoto da riempire di significato e identità. Che c’è bisogno di un mezzo di informazione libero e demassonizzato, e che c’è spazio per un partito del Nord, demilitontizzato, per un asse del Nord sinceramente privo di clientele. Cercasi leader.

 

 

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14 Comments

  1. Lega: è cominciata bene, è durata troppo ed è finita male. Una prece. Sic transit gloria mundi. Fabrizio Belloni

  2. radis says:

    Chi e` ancora in Lega oggi o ha da guadagnarci o ha seri problemi. Se ne sono andati tutti gli indipendentisti migliani (quelli veri)

  3. separatismo lumbard says:

    La Lega ha eccome rapporti con il regime di Putin. C’è l`associazione fondata per lo scopo dal nome `Lombardia Russia` che ha come segretario Max Ferrari e come presidente Gianluca Savoini. Anche il gruppo Le Pen e` legato a Putin, come del resto Berlusconi, Erdogan e altri personaggi in italia e nel mondo.

  4. Cristina says:

    Chi conosce la Lega sa bene che la “rifondazione” c’è già stata, quando si credeva che il sistema si potesse cambiare da Roma e invece Roma ha fagocitato i leghisti, al punto che da Movimento di popolo quale era, la Lega è diventata partito. E la differenza è sostanziale nelle scelte, come nei fatti. Una volta capito che nemmeno dalle stanze dei bottoni si poteva cambiare, l’errore più grosso che la Lega poteva fare è stato fatto: tornare comunque a Roma. Perché? Perché tanto chi se ne frega delle imprese e delle famiglie oberate dalle tasse, chi se ne frega delle accise sulla benzina. E del canone rai? E di tutti i cavalli di battaglia storici della lega… Poltrona = potere (in tutti i sensi) = soldi (tanti)…
    Io credo che ormai ci sia poco da “rifondare” nella Lega, l’ex movimento diventato partito ha tradito gli elettori ormai molti anni fa. E la balzana idea (peraltro già rivelatasi fallimentare in passato) di tentare la via del Sud è morta prima ancora di nascere. Perché non c’è differenza di fronte al peso del fisco e dello stato nemmeno al sud, la gente è scontenta, del federalismo se ne fa un baffo, e il potere è già straoccupato dai politici locali, che sono esattamente identici a quelli della lega, che però qui hanno agganci e radici e artigli profondi… Auguri a Salvini, se pensa davvero che nel Mezzogiorno ci sia spazio per i politicanti a parole del nord, quelli che per vent’anni sono stati buoni solo a maledire il sud sprecone, ben sapendo che a sprecare non era la gente comune, ma i loro colleghi di altri partiti… Cane non mangia cane, come si suol dire, ma il popolo è altra cosa… E soprattutto non è scemo!

  5. roberto galbiati says:

    Tutti parolieri e gretti. Per fare le rivoluzioni occorrono o i voti …o i fucili.
    Se il 42 pct vota Renzi, tu che fai? Hanno smesso di votare PD o altro per tutto il ladrame che hanno fatto negli anni e che continuano fare e non solo tramite coop? Per quattro ciliegie la Lega è stata punita e andava punita, ma non così.
    Ma il senso di realismo, lì dentro, c’è qualcuno che lo possegga o no?
    Sapete solo ciarlare. Fuori le idee vere, le cose da farsi!
    E smettetela di piangervi addosso!

  6. Invito tutti ad andare a leggere il ns programma politico al sito : http://www.siamogentecomune.it
    orgSGC

  7. Corrado vada says:

    Brava Stefania , sono d accordo con te e mi sembra tu abbia preso e messo a nudo il nervo del problema .

  8. andrea says:

    non vedo altre entità politiche all’orizzonte che possano intercettare il consenso del Nord. Anzi, tutte le formazioni indipendentiste non fanno altro che litigare e non riusciranno mai ad avere il consenso che ha la Lega in questo momento, cadreghe a parte.
    La politica estera non interessa a nessuno, dato che tutti hanno capito che dall’estero vogliono solo colonizzarci come hanno sempre fatto, e ci riusciranno se noi continueremo ad avere una politica interna che non ci permette di essere competitivi. Oggigiorno purtroppo è l’economia che muove il mondo e le guerre

    • Stefania says:

      Vivere nell’orto di casa illudendosi che questo basti è l’errore che hanno fatto i politici, facendo credere agli elettori che vada bene così. Non si può sempre concepire l’estero come un nemico esterno, avanti così e si diventa davvero colonia. Infatti, lo siamo.

  9. Ezzelino says:

    Parole sante…lega MUORI

    • Stefania says:

      La morte non si augura a nessuno ma occorre capire dove porti la mutazione genetica di una forza nata per fare la rivoluzione e finita per fare altro, come insegna la storia. Occupare la leadership del centrodestra? Nazionale, quindi? Basta dirlo, capire che cosa sia la rappresentanza: dei poteri forti? Delle nomine nei cda? Di che cosa? Di una casa comune degli autonomismi e degli indipendentismi, con un progetto culturale preparato dagli amici intellettuali collaterali santoni dell’indipendenza? Ed è questa la risposta vera ai problemi dei cittadini?

      • Ezzelino says:

        Stefania complimenti per l articolo. Tuttavia ti contraddico quando mi suggerisci di non augurare la morte a nessuno e quindi neppure alla lega. La lega ha indubbiamente il grande merito di aver aperto la via a quella che considero l unica salvezza per il popolo del nord: la secessione. Perché allora augurarsi l annientamento della lega? Perché la lega dei Belsito… dei trota… non é più un movimento del popolo del nord: é un partito del sistema. E con la sua attuale ridicola situazione sta screditando l’ideale che essa ha difeso (inefficacemente) per anni. Nella mente della gente lega=secessione e quindi fallimento della lega=fallimento secessione. È di vitale importanza per tutti noi che la lega e tutti i suoi dirigenti specie quelli poco nordici spariscano per sempre dal panorama indipendentista altrimenti i danni saranno irrimediabili

        • Marco says:

          Sante parole. Che Salvini vada a Napoli e faccia un partito nuovo. Aveva 70.000 amici su Facebook quando parlava di Padania. Da quando è andato al sud ha superato i 200.000. Prima sparisce e meglio sarà per tutti. Che vada a fare il buffone altrove. Il problema che ha già detto che il prossimo incontro sarà in veneto a sostenere l’indipendentismo veneto. Prenderlo a pesci in faccia sarebbe il minimo. Invece….

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