RyanAir sotto la lente: aiuti di Stato dall’aeroporto di Verona?

di REDAZIONE

Un presunto contributo di 7 milioni di euro all’anno concesso a Ryanair dalla società “Valerio Catullo” che gestisce l’aeroporto di Verona. E’ l’oggetto di un’istruttoria aperta l’8 agosto scorso dalla Commissione europea di cui scrive Panorama – nel numero in edicola da domani e di cui è stata diffusa un’anticipazione – in un’inchiesta ”sui sostegni occulti degli scali italiani alla compagnia irlandese”, e che potrebbe portare a breve all’apertura di un’indagine per aiuti di Stato illegittimi.

Il settimanale scrive anche che ”la Commissione, dal 27 giugno, ha allargato l’ambito di un’altra indagine avviata nel 2007 sui presunti aiuti irregolari dati alla Ryanair dalla Sogeaal, la società che controlla l’aeroporto di Alghero. Adesso sotto la lente di Bruxelles ci sono 43 milioni che sarebbero finiti alla compagnia guidata da Michael O’Leary dal 2001: soldi pagati dalla Regione Sardegna, azionista unico della Sogeaal”. Panorama spiega anche ”il meccanismo attraverso il quale la low cost irlandese ottiene le sovvenzioni: accordi commerciali con le società di gestione degli aeroporti, quasi sempre controllate da enti pubblici. In cambio di una quota per passeggero trasportato, la compagnia si impegna a pubblicizzare lo scalo. In molti casi, come nell’aeroporto di Verona, Ryanair beneficerebbe anche di sconti sui servizi di terra e dell’esenzione delle addizionali comunali per un contributo totale di quasi 25 euro a passeggero”.

Agli inizi di agosto, Meridiana Fly-Air Italy aveva fatto ricorso alla Ue contro l’aeroporto di Verona e contro Ryanair per concorrenza sleale da parte di Ryanair proprio grazie al contratto con l’aeroporto veronese. ”Totale sostegno” all’iniziativa di Meridiana-Air Italy contro ”gli aiuti di stato a Ryanair” era stata espressa da Assaereo (Associazione confindustriale delle Compagnie aeree), che contestava ”l’incredibile vantaggio competitivo di cui gode il vettore irlandese per l’esenzione dalle addizionali comunali, prezzi stracciati per i servizi di assistenza a terra e contributi commerciali per ciascun passeggero trasportato”. Agevolazioni ”finanziate da enti pubblici azionisti delle società di gestione e quindi, in ultima istanza, dai cittadini contribuenti”, ”per attività di un singolo operatore irlandese” che peraltro ”non applica le leggi italiane in materia fiscale, contributiva (in Irlanda e’ del 12% mentre in Italia e’ del 37%), previdenziale, e le norme comunitarie a tutela dei diritti dei passeggeri”, rilevava Assaereo. Cosi’ costringe altre compagnie a cessare le operazioni. L’ispettorato del lavoro di Bergamo, ricordava l’associazione confindustriale, ”ha già contestato a Ryanair una evasione contributiva di 12 milioni di euro e sono in corso accertamenti della Guardia di Finanza per un’evasione fiscale dal 2005, stimata in circa 500 milioni di euro”.

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