Russia all’Occidente: rispettate il diritto dei popoli di decidere il futuro

di ALTRE FONTI

Inizialmente l’agenda della conferenza di Mosca prevedeva una discussione sulle prospettive di regolamento dei conflitti nel Vicino e Medio Oriente e nell’Asia meridionale. Da un po’ di mesi questi importanti problemi restavano all’ombra della crisi ucraina. Ciò era dovuto in gran parte alla posizione dei paesi occidentali che alla reale cooperazione hanno preferito una politica di contenimento della Russia, ha rilevato Sergej Lavrov parlando alla conferenza.

Il continente europeo, dove nel secolo scorso scoppiarono due catastrofi internazionali di portata globale, invece di dare a tutto il mondo un esempio del pacifico sviluppo e della cooperazione su ampia scala, sta nuovamente attirando su di se la maggior parte dell’attenzione della comunità internazionale. Questa situazione non può non preoccupare, tanto più che non si tratta di una coincidenza, ma piuttosto di una logica conseguenza dell’evoluzione della situazione in Europa negli ultimi 25 anni.

I nostri partner occidentali non hanno saputo approfittare della possibilità, veramente storica, di costruire una Grande Europa senza linee di divisione e hanno preferito l’usuale logica di allargamento verso l’Est dello spazio geopolitico da loro controllato. In sostanza ciò ha significato, anche se in forma attenuata, la continuazione della politica di contenimento della Russia.

Invece di armonizzare i progetti integrativi in Europa e Eurasia, sono stati compiuti dei tentativi di mettere rigidamente gli Stati postsovietici di fronte alla scelta tra l’Est e l’Ovest. Nelle condizioni della fragile situazione politica interna in Ucraina questa pressione è risultata sufficiente per provocare una grave crisi dello Stato ucraino. Sergej Lavrov ha rilevato: Se tutti noi vogliamo sinceramente aiutare il popolo ucraino a superare questa crisi, dobbiamo rinunciare in maniera risoluta ai famigerati giochi con risultato zero, all’incitazione degli umori xenofobi e neonazisti, all’intenzione di lasciarci guidare dal pericoloso complesso di superiorità che, alludendo alla politica UE nei confronti dell’Ucraina, Helmut Schmidt recentemente ha definito “megalomania”.

Il ministro degli Esteri della Russia ha esortato a trarre dagli eventi ucraini una lezione corretta, ad avviare quanto prima l’attuazione dei principi della sicurezza equa e indivisibile nello spazio euro-atlantico e alla formazione di un unico spazio economico e umanitario da Lisbona a Vladivostok.

Purtroppo gli schemi basati sulla propria esclusività, sull’uso dei doppi standard, sulla voglia di trarre dei vantaggi geopolitici unilaterali dalle situazioni di crisi, vengono applicati non solo in Europa, ma anche in altre regioni. Ciò compromette l’efficacia degli sforzi intrapresi per il superamento delle crisi. Nelle situazioni analoghe si usano approcci totalmente diversi. In sostanza, alle stesse forze in alcuni casi si dà il sostegno (come è stato in Libia, quando i nostri colleghi della NATO hanno attivamene sostenuto gli oppositori del regime) e in altri casi si oppone una resistenza armata, le forze si proclamano terrorististiche (come è successo in Mali, dove le persone che hanno rovesciato Gheddafi contrastavano i contingenti internazionali). Di conseguenza le parti dei conflitti interni sono tentate a ispirare un’ingerenza armata dall’esterno per raggiungere i propri scopi. Questi scopi spesso non hanno nulla a che vedere con la lotta per la democrazia e i diritti dell’uomo.

Le operazioni di cambio dei regimi negli Stati sovrani ledono la stabilità internaionale. Le “rivoluzioni colorate” di ogni sorta, i tentativi di imporre ai popoli delle proprie ricette dei cambiamnti che non tengono conto delle tradizioni e delle specificità nazionli, la cosiddetta “esportazione della democrazia”, tutto ciò incide in maniera distruttiva sulle relazioni internazionali, crede il ministro russo.

Un modello delle relazioni interstatali potrebbe essere l’interazione russo-cinese basata sul reciproco rispetto degli interessi e sull’efficiente lavoro per il bene dei propri paesi e di tutta la comunità internazionale. Proprio su queste basi deve essere creato un nuovo sistema internazionale delle relazioni policentriche in tutti i suoi componenti, compresa la cooperazione internazionale per il rafforzamento della sicurezza regionale. Un ruolo positivo potrebbe essere svolto dai principi comuni, da concordare, per il regolamento delle crisi, che escludano il doppio standard. Alla base degli sforzi per favorire il regolamento delle situazioni di crisi ci deve essere il rispetto per il diritto dei popoli a decidere autonomamente, senza ingerenza esterna, il proprio destino, ha rilevato il capo della diplomazia russa.

DI SERGHEI DUZ – TRATTO DA http://italian.ruvr.ru/

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3 Comments

  1. Giorgio da Casteo says:

    Basta ciacoear. Uno audace ga dito che ” el dado xe trato” E i Veneti veri (non i italioti) el dado lo ga tira’ il 21 marzo 2014. El resto xe aria frita !
    Se Zaia,UE,Nato continuara’ a non rispetar i tratati internasionai sora i diritti fondamentai dei popoi europei eora , a Republica Veneta, dimande a la Rusia de intervegner come garante e mediatrice.
    In caso difarente, Veneti o non, preparemose a subir el terzo conflito mondiae
    Che San Marco lo impedisa !

  2. ginobricco@ says:

    Cecenia docet 🙁

  3. luigi bandiera says:

    Si usa e purtroppo, spesso il termine INTERNAZIONALE.
    E, anche, DEMOCRAZIA. Ah ah ah…

    Beh, e’ SBAGLIATO.

    Internazionale vuol dire che ci sono NAZIONI e basta. Invece ci sono SOLO STATI.
    Quindi si dovrebbe usare/adoperare correttamente (almeno cosi’ si passa da intellighentis) il termine INTERSTATALE.

    Siamo sempre lì fermi al 1866: L’IMBROGLIO..!!

    IL GREGGE MONDIALE NON SA SCEGLIERSI IL PASTORE E SUBISCE..!!

    Cosa volete, quattro o cinque PASTORI si sono scelti il GREGGE e lo menano nei pascoli che loro vogliono..!

    Rispondete a questa domanda: e vero o non e’ vero che il PASTORE SI SCEGLIE IL GREGGE..?

    E rispondete anche a questa: e’ vero o non e’ vero che il GREGGE NON si scegliera’ mai il PASTORE..??

    Beh, dalle risposte si capira’ dove stiamo andando.

    E cosi’ sia.

    PSM

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