Rubare per fame non è reato. E quanto ci è costato un processo per 4 euro di wurstel fino alla Cassazione?

wursteldi ROBERTO BERNARDELLI* – “La Cassazione ha stabilito un principio sacrosanto. Un piccolo furto per fame non è in alcun modo equiparabile a un gesto di delinquenza, perché l’esigenza di alimentarsi giustifica il fatto”. E’ quanto afferma Carlo Rienzi, presidente Codacons, che plaude alla sentenza della Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha stabilito come non sia reato rubare piccole quantità di cibo al supermercato per soddisfare le basilari esigenze alimentari, annullando la condanna nei confronti di un giovane senzatetto.

Ma finisce tutto qui? E lo Stato che ruba con l’alibi delle tasse, processato dal mondo per arretratezza nello sviluppo, non è invece da condannare?  E che dire del costo del processo fino alla Cassazione?

Con questo verdetto la Suprema Corte ha giudicato legittimo non punire un furto per fame del valore di 4 euro per wurstel e formaggio.

Vediamo i fatti. A fare ricorso in Cassazione non è stato il giovane senza fissa dimora, Roman Ostriakov. Il ricorso lo ha fatto il Procuratore generale della Corte di Appello di Genova che chiedeva che l’imputato fosse condannato non per furto lieve, come stabilito in primo e secondo grado, ma per tentato furto dal momento che Roman era stato bloccato prima di uscire dal supermercato, dopo essere stato notato da un cliente che aveva avvertito il personale vigilante.

Il clochard alla cassa aveva pagato solo una confezione di grissini, non i wurstel e le due porzioni di formaggio che si era messo in tasca. La sentenza degli ermellini – numero 18248 della Quinta sezione penale – non riporta l’entità della pena inflitta a Roman, che aveva già dei precedenti di furti di generi alimentari di poco prezzo perchè spinto dalla fame. Ad avviso dei supremi giudici quello commesso da Roman è un furto consumato e non tentato, ma – a loro avviso – “la condizione dell’imputato e le circostanze in cui è avvenuto l’impossessamento della merce dimostrano che egli si impossessò di quel poco cibo per far fronte ad una immediata e imprescindibile esigenza di alimentarsi, agendo quindi in stato di necessità”. Così è stata annullata senza rinvio la sentenza di condanna inflitta in appello il 12 febbraio del 2015 “perchè il fatto non costituisce reato”. Il collegio degli ‘ermellini’ è stato presieduto da Maurizio Fumo, il consigliere relatore è Francesca Morelli. Anche la Procura della Cassazione aveva chiesto l’annullamento senza rinvio della decisione dei ‘severi’ magistrati genovesi.

Una domanda agli ermellini? E i veri ladri? Quanta solerzia per loro, per il fisco che ammazza il Paese? Attendiamo risposta.

Presidente Indipendenza Lombarda

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5 Commenti

  1. Stefano Gamberoni says:

    La legge e’ tale perche’ vale per tutti.
    Ora la sentenza dice che uno che ruba una mela se ha fame puo’ farlo. Sono proprietario di un albero di mele al quale dedico il mio lavoro per averne bei frutti, circa 200 belle mele a stagione. Capita che 200 disperati che hanno fame mi rubano 1 mela ciascuno. L’albero resta spoglio. Dov’e’ la giustizia? Hanno agito secondo la loro individuale necessita’, anch’io ho lavorato secondo la mia individuale iniziativa….. Gli ‘ermellini’ sono commestibili?

  2. luigi bandiera says:

    Mi scappa di dire che: ecco perche’ non si puo’ sparare ai ladri che entrano in casa; hanno fame. O hanno protettori..?
    E’ una battuta ben s’intende ma a questo punto vien da esternarla no..?
    Il mondo gira davvero al contrario…
    Viva il komunismo e la liberta’, di rubare.

  3. luigi bandiera says:

    MA LA GIUSTIZIA E’ GIUSTIZIA. Diranno…
    Come nei vari processi che finirono male per non spendere troppo. Eppoi basta guardare i tempi… TEMPO = DENARO.
    Se facessimo davvero i conti si sarebbero eliminati da tempo i tribunali: per troppe spese e senz’altro inutili vista la NON giustizia.
    Se non si fa pagare a chi sbaglia non ne usciremo mai dalla spesa INUTILE… che paga sempre il solito (mona di sicuro) che ha TUTTI I DIRITTI ACQUISITI: a pagare.
    Bisogna rifare tutto perche’ l’e’ tutto sbagliato, diceva Gino Bartali.
    Ma se non si comprende che stiamo per essere invasi ed e’ una cosa molto evidente di cui la facilita’ nel comprendonio, come faremo a capire una cosa un po’ piu’ difficile come quella che qui o si disfa l’italia o si muore..?
    …avanti un altro…

  4. giancarlo says:

    Nulla da eccepire sulla sentenza.
    E’ stato un atto di civiltà e moralmente giusto.
    Quello che mi lascia esterrefatto è che si debba arrivare in cassazione per un furto effettuato in stato di necessità.
    Ecco ,da una notizia che poteva essere positiva e quasi esaltante sul buon senso dei giudici….siamo scaduti nel basso fondo di una fogna giudiziaria che per stabilire quanto sopra ha dovuto inventarsi un iter coì lungo e “difficile”.
    Veramente non abbiamo mai nulla di cui andare fieri o felici.
    Anche per i due Marò….ci esaltiamo per la sentenza dell’Aja….ma stiamo a vedere cosa faranno gli Indiani e soprattutto dopo quasi 4 anni non c’è da essere contenti di nulla se non che i responsabili di questo disastro a livello internazionale non sono ancora stati individuati e puniti seriamente e mi riferisco a coloro che hanno permesso l’arresto dei nostri due Marò qui dall’italia !!!!
    WSM

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