Romney omaggia i veterani e promette un’America interventista

di MANUEL GLAUCO MATETICH

Il candidato del Partito Repubblicano degli Stati Uniti, Mitt Romney, ha tenuto un discorso martedì scorso alla Convention dei veterani di guerra, svoltasi nella cittadina di Reno, in Nevada. L’avversario del presidente Obama alle prossime elezioni ha colto l’occasione per presentare quella che sarà la sua politica estera in caso di vittoria alle presidenziali del prossimo novembre. “Da Berlino al Cairo e dinanzi alle Nazioni Unite, il nostro attuale Presidente ha presentato la sua personale visione dell’America e il suo posto tra le altre nazioni”, ha affermato Romney. “Vengo qui oggi a condividere invece il mio punto di vista.” Il candidato repubblicano ha accusato Obama di mettere in pericolo le vite dei soldati americani, di agevolare con la sua politica la proliferazione delle armi nucleari in Iran e di trattare  come un “deplorevole” alleato lo Stato di Israele.

L’ex governatore del Massachusetts ha sostenuto che la politica estera del presidente Obama ha contribuito a indebolire il suo potere all’estero e ha ridotto il potere di attore internazionale di una potenza mondiale come gli Stati Uniti. “Credo che il nostro paese sia la più grande forza di bene che il mondo abbia mai conosciuto – ha dichiarato Mitt Romney – e che la nostra influenza sia necessaria ora come ora più che mai.”

Le parole del candidato repubblicano sono in netto contrasto con la politica estera adottata dal Presidente Obama negli ultimi anni. Mentre il presidente ha scelto di stringere diverse alleanze con molte altre nazioni, il candidato repubblicano, invece, sostiene che il Ventunesimo secolo dovrebbe essere “il secolo americano”. “Questo presidente ha fatto perdere agli Stati Uniti la propria leadership internazionale, ed oggi ne stiamo subendo le conseguenze”, ha detto Romney. “Il mondo è pericoloso, distruttivo, e caotico. E le due persone che sono in competizione per essere il vostro prossimo Presidente dovrebbero almeno essere capaci di fornire delle risposte alle sfide che dobbiamo affrontare, ma Barack Obama non sembra essere affatto interessato del futuro dei suoi cittadini”.

La lenta ripresa economica, il più grande ostacolo alla rielezione del presidente Obama, è secondo la visione di Romney un altro segno di debolezza degli Stati Uniti nell’arena internazionale. L’ex governatore, che tuttora continua a sostenere che “un mondo giusto e pacifico dipende da un’America forte e sicura”, ha criticato pesantemente la decisione di Obama di ridurre in modo significativo le finanze e il bilancio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. “E ‘devastante – ha ripetuto Mitt alla Convention – e non lascerò assolutamente che possa accadere nuovamente”.

Il candidato del Partito Repubblicano ha criticato inoltre il ritiro delle truppe dall’Iraq e dall’Afghanistan, considerando questo come un “interesse politico” deciso dall’amministrazione Obama, senza aver ascoltato minimamente le raccomandazioni delle autorità militari. “L’America non può essere neutrale nei confronti dell’impatto del conflitto in Medio Oriente”, ha detto Romney. Romney, infine, ha ringraziato le truppe in servizio nella guerra in Iraq e in Afghanistan e ha chiuso il suo discorso promettendo di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la nazione e per ripristinare il prestigio di grande potenza perduto dagli Usa negli anni della presidenza democratica.

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3 Comments

  1. Joy says:

    Tra il tiranno imperialista Obama e ques’altro ciarlatano guerrafondaio non saprei chi è il peggiore…politicanti ,bankieri,e mafiosi ladri con tutta la squadra di servetti e mercenari…l’unico serio è Ron Paul,ma al sistema Pentagono-Wall Street non piace per nulla…

  2. Diego Tagliabue says:

    A questo non è bastato il buco nell’acqua (o il Vietnam di sabbia) in Iraq.

    Tanto questi stampano soldi e comprano il rating.

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