Romney, Obama è più simpatico ma io sono l’uomo giusto per gli Usa

di REDAZIONE

 ”So bene che non piaccio a tutti. Barack Obama e’ più simpatico di me. Ma sono io l’uomo giusto per far tornare a crescere l’America e creare più posti di lavoro”. Mitt Romney concede a Politico.com l’ultima intervista prima del suo attesissimo discorso di accettazione della candidatura alla Convention che, Isaac permettendo, si apre domani. Al momento si trova ancora nella sua splendida villa con vista sul lago nel lontano New Hampshire, dove sta limando gli ultimi dettagli dell’intervento di giovedi’ sera, il più importante della sua lunga vita politica. E al sito specializzato del Palazzo di Washington, Romney quasi si arrende, dichiarandosi battuto in partenza in una disputa con il suo avversario su chi sia il più ‘likable’, cioè quello piu’ capace di ‘piacere’ a più persone possibile. Lo fa con orgoglio, non in difesa. In quasi mezz’ora di intervista, ripete tre volte una frase tipica di Popeye, il nostro Braccio di Ferro, ”I am who I am”, come dire sono cos’ come sono, dovete accettarmi in questo modo. Non cambio. Una formula che sintetizza bene la svolta impressa alla campagna da Romney, a partire dalla scelta del suo numero due, il ‘tosto’ Paul Ryan.

Per settimane s’e’ giocato la carta del referendum contro Obama, cercando di raccogliere nella societ… tutte quelle fasce elettorali deluse da Barack, magari indipendenti, nuovi elettori poco politicizzati. Ma i risultati sono stati deludenti. Da qui la decisione di cambiare radicalmente strada, puntando tutti sugli elettori piu’ conservatori, galvanizzarli, dare garanzie di essere uno di loro, far dimenticare il suo passato di ‘moderato’ governatore del Massachusetts e spingere forte su un’agenda politica chiara, anti-aborto, anti-immigrati, anti-gay e soprattutto a favore di un rigido controllo della spesa pubblica e della liberta’ d’impresa. ”Il mio governo sarà come uno consiglio d’amministrazione. So come fare perché quella e’ sempre stata la mia vita”, conferma oggi l’ex finanziere d’assalto della Bain Capital. Secondo tanti, questa strategia potrebbe rivelarsi pericolosa, perch‚ restringerebbe troppo il mercato dell’offerta politica del Grand Old Party. Ma c’e’ anche chi ritiene che malgrado i media parlino molto di nozze gay e contraccezione, anche stavolta si voterà sullo stato dell’economia. E questo resta comunque il tallone d’Achille di Barack Obama.

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3 Comments

  1. Giancarlo says:

    Una vagonata impressionante di miliardari lo finanziano, il Tea Party e i predicatori evangelici oscurantisti del Deep South lo sostengono, se non riuscirà a vincere vuol dire che è proprio indigeribile.

  2. Veritas says:

    Della politica U.S.A. non me ne intendo un granchè. Peraltro posso affermare che la faccia dice tutto e e quella di Mitt Romney mi sembra proprio che non prometta niente di buonoi

  3. mr1981 says:

    Sulla stampa italiana non ho letto una riga sul film anti-Obama che questo fine-settimana ha fatto un exploit issandosi all’ottavo posto tra i film più visti e superando i 9 milioni di incasso totali. Si tratta di una critica di stampo conservativo alla politica di Barack Obama e presenta uno scenario grigio di come sarebbero gli USA nel 2016 se l’attuale quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti venisse rieletto. Normalmente la fine di agosto, dopo l’abbuffata estiva di Blockbuster è un periodo morto per i cinema americani, però sembra che i cittadini americani siano interessati in massa nel periodo pre-elettorale a questo tipo di previsioni.

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