I conti della serva e la vendita del patrimonio pubblico

di CLAUDIO ROMITI

Ho l’impressione che in questa granguignolesca campagna elettorale si faccia a gara a presentare agende e a sparare numeri e cifre in libertà. Soprattutto in chi sa che non potrà raggiungere la stanza dei bottoni è molto forte la tentazione di solleticare l’immaginanzione di un Paese sempre più sprovveduto sul piano economico, proponendo immaginifiche soluzioni ai tanti guasti di questo disgraziatissimo Paese. E nel mare magnum delle chimere in circolazione, ahinoi, un posto di rilevo sono costretto a riservare ad uno dei punti qualificanti del programma degli amici di Fare per fermare il declino: un drastico abbattimento dell’attuale debito pubblico, nell’ordine di 35 miliardi all’anno, attraverso la vendita di una buona parte del patrimonio pubblico. L’idea sarebbe quella di mettere sul mercato una ingente quantità di immobili dello Stato e, nel contempo, vendere molte delle aziende  partecipate dal ­Tesoro.

Ora, facendo i classici conti della serva, come si suol dire, il valore stimato degli asset pubblici è immenso, ma lo è essenzialmente su un piano contabile. Dato che la ricchezza delle nazioni, di cui il capitale complessivo costituisce semplicemente una puro corrispettivo finanziario, si basa sulla capacità organizzativa, finalizzata a produrre beni e servizi, dei suoi abitanti, è ovvio che se quest’ultima va in crisi il valore di mercato degli immobili e dei titoli azionari precipita. Per dirla in termini ancor più semplici, in un sistema in cui si lavora e si produce sempre meno lo stock patrimoniale complessivo perde valore di pari passo. Non solo, soprattutto sul piano immobiliare, laddove una fiscalità feroce tende sempre più a colpire il patrimonio statico, oltre alla scarsità crescente di capitali, è fortissimo il disincentivo a non investire nell’acquisizione di beni il cui destino tributario appare eufemisticamente incerto. In pratica, così come è già avvenuto con tanti carrozzoni pubblici, lo Stato potrebbe formalmente cedere la proprietà di tanti immobili per poi socializzare buona parte dei risparmi dello sprovveduto compratore, attraverso la solita mitragliata di gabelle e balzelli che tristemente conosciamo.

Per farla breve, dato che la natura dei nostri gravi problemi, tra cui il colossale indebitamento pubblico, è sistemica, se non si riequilibra una economia gravata da un impressionante eccesso di Stato, riducendone drasticamente il perimetro, anche vendendo la Scala o il Colosseo non si sposterebbe di una virgola la questione. Anzi, con questo tipo di illusioni contabili non si aiuta certamente a far comprendere ad un Paese molto confuso che solo il lavoro vero, non certamente quello inventato dai pifferai della politica e del sindacato, sarebbe in grado di farci uscire dai guai. L’argenteria lasciamola nei forzieri caro Giannino.

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7 Comments

  1. Castagno12 says:

    Purtroppo la quasi totalità dei commenti postati in coda ai vari articoli conferma che è impossibile modificare la mentalità dell’italiano medio.
    Sulla riduzione del debito pubblico che continua ad aumentare, i “piccoli” politici (e per ora non c’è altro) come pure i giornalisti inseriti nel Sistema, forniscono varie proposte: tagli alla spesa pubblica, ai mega compensi, agli sperperi, dismissione delle proprietà dello Stato che comportano spese senza fornire utili, ecc.
    Si tratta di proposte valide, MA NON RISOLUTIVE !

    E con i loro commenti, i lettori di questo quotidiano confermano di essersi adeguati alla italica strategia degli interventi parziali.
    Ma non si segnalano i Problemi Fondamentali e non si indicano le soluzioni per risolverli.
    E il popolo non rinuncia alle sue abitudini sbagliate che portano quotidianamente acqua al mulino del Governo Mondiale.

    Chi si arricchisce a spese degli altri, suscita proteste, ma nelle menti bacate, non manca l’ammirazione.
    Quindi, per tenere aperta (anche inconsciamente) la pista della supericchezza a spese degli altri, il Problema del Debito Pubblico non viene affrontato alla radice e risolto definitivamente. La causa N.1 NON VIENE RIMOSSA.
    Se si tiene aperto quel canale che danneggia i più, ma è accessibile a pochi, chi riesce ad infilarsi fà TOMBOLA !

    Ora va di moda la lotta all’evasione fiscale (che, fra l’altro, consente la sopravvivenza a chi sta per chiudere l’attività).
    A sentire i “piccoli” politici e i “piccoli” economisti (bocconiani compresi), vinta questa battaglia, tutto sarà risolto e l’economia potrà ripartire. BALLE !
    Perchè intendono mantenere in attività l’idrovora della Emissione di Valuta a Debito.
    .
    In un mio commento del 4 Gennaio u.s., avevo scritto:
    A) Tollerano ancora le registrazioni contabili (approvate dai politici) che evitano, a Bankitalia Privata di pagare le tasse sulle entrate della gestione Privata del Signoraggio.
    L’eventuale tassazione avrebbe L’ENTITA’ DI UNA FINANZIARIA.
    – Quindi dette entrate, per Bankitalia, sono ESENTASSE !
    Capito bene ?
    B) Non provvedono al passaggio immediato di Bankitalia dagli azionisti Privati (il 94,75%) allo Stato italiano.
    La scusa della mancanza di fondi non regge: il passaggio sarebbe gratuito – ci mancherebbe altro !
    Ora bell’italia non ha la Banca di Stato …..
    Per Voi, questo è normale ?
    Anche queste mie segnalazioni, ricopiate da vari libri, sono finite nel nulla. Silenzio generale.

    Se si tengono nascosti i Problemi Fondamentali riguardanti l’attuale crisi ed il gigantesco Debito Pubblico italiano, sempre in aumento, i “politici” ed i tecnici (Vecchi e Nuovi) non ne parlano, i cittadini non chiedono loro spiegazioni al riguardo e non valutano la gravità del loro silenzio.
    Quindi voteranno i suddetti, garantendo, FINO AL BOTTO FINALE, la sopravvivenza di questo andazzo che porta altri danni.

    La situazione continua ad aggravarsi. Si disquisisce, si denunciano problemi marginali, non si fa nulla in concreto, si cerca, INUTILMENTE, un partito che possa risolvere la crisi.
    I politici si rinfacciano continuamente colpe – che tutti hanno – riguardanti l’aumento delle tasse e del debito publico.
    Ma tutti (Vecchi e Nuovi) tacciono il problema del Signoraggio a gestione Privata, quello di Bankitalia Privata, quello dell’invasione programmata ed imposta, ecc.
    Non si sentono rimproveri. Dette realtà vanno ignorate e negate. PERCHE’ ?

    Vi raccomando:
    – acquistate i quotidiani in edicola
    – acquistate i prodotti finanziari “suggeriti” dal bancario
    – utilizzate la carte di credito
    – utilizzate generosamente la telefonia mobile: è buona e fa bene
    – anche nel quotidiano, fate cose gradite e utili al Governo Mondiale
    – curate l’alimentazione scorretta che fa rincoglionire
    – continuate a deridere chi Vi segnala i Problemi Fondamentali e ignorate le numerose publicazioni che li hanno trattati
    – scegliete i maggiordomi giusti, quindi votate.

    Tutti hanno il diritto di farsi prendere per i fondelli.

    Io non posso continuare a ripetermi inutilmente.
    In attesa che qualcosa cambi, Vi saluto tutti e Vi auguro Buona Fortuna.

  2. Luke says:

    Ops sorry! Ho mandato due volte il messaggio

  3. Luke says:

    Caro Romiti, il piano di abbattimento del debito e di rilancio dell’economia proposto da FiD è molto più articolato di come lo racconta lei, è un serio business plan, con tanto di tabelle e grafici. Vedere per credere. Inoltre, la dismissione degli asset inutili avrebbe il vantaggio, oltre che fare cassa (sia pure meno di quanto sperato), di abbattere le spese di gestione, incluse inutili prebende dei vari trombati della Casta!!
    Capisco che per alcuni “tanto peggio tanto meglio” cioè più si sfascia l’Italia, più si avvicina l’indipendenza, ma come vogliamo arrivarci alla libertà? In mutande? Inoltre FiD candida in Lombardia un allievo di Miglio nonché convinto autonomista. Vuol dire qualcosa, o no?

  4. Luke says:

    A parte che il piano di abbattimento del debito proposto da FiD è molto più articolato e composito che non la sola dismissione di immobili e società partecipate, con tanto di tabelle e grafici, cioè è un business plan serio, poi i “conti della serva” dicono che vendendo, anche se a prezzi meno interessanti di quello che si vorrebbe, abbatte tutte le spese enormi di gestione, inclusi i costi legati alla Casta dei trombati!!!

  5. Michelangelo36 says:

    Quanto meno però lo stato si sgraverebbe dalle spese di mantenimento del patrimonio che esso tra l’altro non è capace di rendere fruttifero ma serve solo ad una caterva di incapaci di servirsene e sentirsi proprietari senza averne mai pagato lo scotto. E’ vero che oramai lo stato italiano non fa nemmeno più la manutenzione ma vendendolo si eviterebbe il danno ed almeno esso incasserebbe le relative tasse. Non capisco perché si fa tanto cancan contro la Chiesa che non paga l’IMU e poi si rinuncia l’IMU sui molti palazzi e caserme inutilizzati o male utilizzati che, se in mano a privati con adeguato controllo, potrebbero essere fonte di reddito per stato e proprietari. La deriva statalista è assai dura a morire nella mentaliutà italiana, anche tra i liberisti

  6. Dan says:

    Non uno che ha le palle di sostenere il taglio netto della spesa pubblica in seno ad eccesso di dipendenti e soprattutto super stipendi a dirigentume vario.

    Basti pensare che se si prendessero Befera, Manganelli e Mastrapasqua e si mettessero solo loro a dieta a 1500/2000 euro al mese rispetto gli attuali 50000/115000 e rotti, tutti quei soldi risparmiati basterebbero a risolvere in larga parte se non addirittura totalmente il problema degli esodati.

    Ma del resto bisogna capirle tutte ste canaglie che vogliono entrare in parlamento ed unirsi alla festa: perchè lottare contro la corrente quando ad andarci in accordo si possono tirare su più soldi di quanti se ne vedrebbero in cinque vite di lavoro onesto

  7. Castagno12 says:

    La vendita del Patrimonio Pubblico = una pecetta che non può risolvere niente e che potrebbe solo tappare qualche buco.

    Se non si elimina quella dannata idrovora “L’Emissione di Valuta a Debito”, si continuerà a versare acqua in un recipiente bucato.

    Giorni fa, a Radio 24, Giannino reagì violentemente gridando “E’ una sciocchezza” contro chi gli parlò del problema Signoraggio a gestione Privata. E lui, come economista, è tenuto a conoscerne i meccanismi, i danni e le conseguenze.

    Inoltre il Patrimonio pubblico, venduto con urgenza per fare subito cassa, verrebbe svenduto, a prezzi di liquidazione. A chi ? ? ?

    In conclusione, il FiD (Fermare il Declino):
    1) Vuole salvare l’italia tenendola unita.
    Cosa impossibile, dimostrata dai fatti.
    2) Vuole (s)vendere il Patrimonio Pubblico.
    3) Non riconosce i danni e le conseguenze derivanti dalla Emissione di Valuta a Debito.

    Nella migliore delle ipotesi, trattasi di DaS = “Dilettanti allo Sbaraglio”.
    Uno spettacolo increscioso che ci doveva essere risparmiato in questo momento doloroso e triste per tutti, ma non per Loro. Hanno anche trovato dei consensi.

    Caro Romiti, se il lavoro vero non viene affiancato dallo Stato Sovrano, che emette valuta in proprio, viene annullato dal Debito crescente, infinito.
    Che i lettori vengano informati, capiscano, ricordino, passino parola, agiscano in proprio, dimentichino il FiD.

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