ROMANIA, GOVERNO SFIDUCIATO. OLANDA AL VOTO A SETTEMBRE

di REDAZIONE

Nuovo scossone politico in Romania, alle prese con una difficile situazione economica e sociale e dove si voterà in novembre per le legislative. Dopo che nel pomeriggio di ieri il governo di centro destra del premier Mihai Ungureanu è stato sfiduciato in parlamento per una mozione presentata dall’opposizione, in serata il presidente, Traian Basescu, ha designato alla carica di nuovo primo ministro Victor Ponta, giovane leader dell’opposizione di sinistra, che ha ora dieci giorni per formare un nuovo governo. «Ho incaricato Victor Ponta di formare il nuovo governo. Non è successo nulla di drammatico, questa è la democrazia», ha detto Basescu anche per rassicurare i mercati finanziari.

La caduta del governo dopo meno di tre mesi e la nuova crisi politica – dopo quella dei mesi scorsi segnata dalle ripetute manifestazioni di piazza contro i provvedimenti di austerità e sfociata nella creazione del governo Ungureanu – è coincisa con una missione di delegazioni del Fondo monetario internazionale (Fmi) e dell’Ue, impegnate in questi giorni a valutare l’applicazione di un accordo concluso lo scorso anno, e con il quale Bucarest si è impegnata a mantenere sotto controllo la spesa pubblica e ad accelerare la privatizzazione nel settore energetico al fine di attirare nuovi investimenti e capitali.

«Si tratta di un mandato limitato fino alle elezioni legislative, durante il quale cercherò di governare al meglio dando ai romeni la speranza che la situazione possa evolvere nella giusta direzione», ha detto Ponta, che è co-presidente dell’Unione sociale-liberale (Usl, all’opposizione). Giurista di formazione, Victor Ponta con i suoi 39 anni è uno dei più giovani deputati del suo paese, e da due anni guida il Partito socialdemocratico (Psd). In passato è stato per breve tempo ministro nel 2004 e nel 2008.

In Olanda, dove solo qualche giorno fa è caduto un altro governo,  le elezioni anticipate si terranno il prossimo 12 settembre: lo ha comunicato alla stampa il premier olandese (uscente), Mark Rutte, dimessosi luned dopo la fine dell’appoggio esterno del partito xenofobo di Geert Wilders. La data comunicata da Rutte è quella asecondata dalla maggioranza del parlamento, ma deve sottostare ancora all’approvazione del consiglio dei ministri.

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    Allegria !
    Solo in Italia “i Cittadini accettano di buon grado i sacrifici perché si rendono conto della gravità della situazione”
    Penso vi rendiate conto tutti che, non contenti di inchiappettarci, ci prendono anche in giro.
    Qui il governo Monti, non etetto dai Cittadini, quelli che sono stati eletti badano bene di non farlo cadere ed il governo Monti ricambia badando bene di no toccare i privilegi della associazione a delinquere di stampo politico-burocratico confidenzialmente detta casta.

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