Roma nel caos: parentopoli in Comune. E in Piemonte spese folli

di REDAZIONE

Quando non si e’ ancora spenta l’eco provocata dallo scandalo dei fondi alla Regione Lazio, il Pdl romano si trova gia’ ad affrontare un’altra vicenda che alimenta i malumori e le divisioni nate dopo il ‘caso Fiorito’. E l’inchiesta sulla cosiddetta Parentopoli fa vivere un giorno di bufera al Campidoglio con dimissioni dell’assessore all’ambiente Marco Visconti, indagato per abuso d’ufficio, respinte dallo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno dopo la pubblicazione di una intercettazione, agli atti dell’inchiesta della procura di Roma, nella quale l’assessore parlando al telefono, nel 2010, con un consigliere diceva di aver dato ‘una mano’ alla sua compagna per un posto di lavoro ”ai trasporti”. Ma il diretto interessato si difende spiegando che ”non permettero’ nella maniera più assoluta che il mio nome venga associato a quello di qualsivoglia Parentopoli.

Dimostrerò la mia totale estraneità ai fatti nelle sedi opportune. Non consentirò a nessuno di infangare venti anni di onorata carriera politica sul territorio al servizio dei cittadini, per una frase di una conversazione telefonica che nei fatti non corrisponde alla realtà”. Nel’intercettazione del 2010 agli atti dell’inchiesta del pm Francesco Dall’Olio, l’assessore all’Ambiente capitolino diceva che ”So’ cose che se so’ sempre fatte, sia chiaro ma chi ricopre un ruolo da assessore, purtroppo marchette sue ne può fare veramente poche. Io stavo al Patrimonio e la mia compagna è entrata con Bertucci, le ho dato una mano ai Trasporti non l’ho mandata alle risorse per Roma”. E, in serata, dopo telefonate ed incontri Alemanno mette fine alle indiscrezioni sulle dimissioni del suo assessore dopo una giornata passata a ‘valutare la situazione’. ”Ho incontrato oggi l’assessore Visconti, che dopo aver ribadito la sua assoluta estraneità ai fatti che gli vengono addebitati, mi ha offerto la sua disponibilità a dimettersi per evitare strumentalizzazioni politiche contro la Giunta capitolina: ho respinto tale ipotesi”, dice netto il sindaco della capitale.

Ma la polemica politica non e’ affatto sopita. ”Alemanno e suoi incollati a poltrone”, tuona il Pd di Roma. ”Non si dimette il sindaco Alemanno, non si dimette l’ad di Eur Spa, Riccardo Mancini e non si dimette neanche l’assessore all’Ambiente, Marco Visconti. In Un Campidoglio sferzato da scandali, indagini e malgoverno, l’unico atto che il sindaco riesce a imporre ai suoi è quello di rimanere incollati alle poltrone”, dice Marco Miccoli, segretario del partito democratico romano. Ma l’assessore incassa in serata, oltre alla solidarieta’ di molti consiglieri del Pdl anche quella del capogruppo di Roma Capitale, Luca Gramazio: ”e’ ora di finirla. Marco Visconti Š persona perbene e politico con la schiena dritta. Il suo grande lavoro non rappresenta solo un valore aggiunto per questa amministrazione ma una garanzia per tutta la città di Roma. Altro che dimissioni: ora deve pensare a portare a termine l’impegno che tutti noi abbiamo preso con i nostri elettori”. Intanto con la chiusura delle indagini sono in otto a rischiare di finire sotto processo con l’accusa di abuso d’ufficio. Nel capo di’imputazione si contestano le assunzioni di una cinquantina di persone ”prive dei requisiti di legge richieste per le mansioni loro destinate”.

Si tratta di si tratta di Adalberto Bertucci, Luca Masciola e Tullio Tulli, indicati nelle vesti di amministratore delegato, direttore delle risorse umane e direttore generale di Trambus, Antonio Marzia, Vincenzo Tosques, rispettivamente amministratore delegato e responsabile gestione personale di Metro spa, Riccardo Di Luzio e Mario Marinelli, direttore delle risorse umane e direttore dell’ufficio amministrazione personale di Atac, fino all’attuale assessore all’Ambiente del comune di Roma Marco Visconti.

E IN PIEMONTE SPESE PAZZE RIMBORSI A GO-GO

La “Regionopoli” italiana si estende a macchia d’olio. C’e’ chi e’ andato alla Sagra della rana di Vercelli, chi ha partecipato ad un evento culturale a Borgonatto Alessandrino e chi, in un sussulto di antifascismo, si e’ gustato quattro o cinque spettacoli di ”Voci dei Luoghi”, rassegna itinerante organizzata per celebrare la Resistenza. Poi si e’ fatto rimborsare il viaggio, piu’ il gettone di presenza di 122 euro. Perche’ anche questa, per i consiglieri regionali del Piemonte, e’ attivita’ istituzionale che puo’ essere addebitata all’Assemblea regionale con una semplice autocertificazione. I primi dettagli emergono all’indomani della mossa della Guardia di finanza che, su mandato della Procura di Torino, si e’ fatta consegnare le carte relative ai conti dei partiti rappresentati a Palazzo Lascaris dal 2008 al 2011. L’obiettivo delle Fiamme Gialle e’ verificare come e’ stata utilizzata la massa di denaro che dal Consiglio fluisce ai gruppi consiliari in base alla loro consistenza numerica: si va dal milione e 200 mila euro destinati al Pdl ai 260 mila dei cosiddetti ”monogruppi”, formati da un consigliere che e’ anche capo di se stesso.

Ma anche le autocertificazioni, i cui dati essenziali sono stati pubblicati ieri sul sito del Consiglio, incuriosiscono gli investigatori, che solo oggi hanno potuto completare l’acquisizione di tutti i documenti. L’esame delle carte, custodite in trenta scatoloni, comincera’ lunedi’ e durera’ parecchi giorni. Per adesso l’inchiesta e’ a carico di ignoti e non contiene ipotesi di reato, ma se emergeranno irregolarita’ la rosa e’ ampia: dalla truffa al peculato. Anche la Procura della Corte dei Conti sta valutando la possibilita’ di aprire accertamenti. Il meccanismo dell’autocertificazione, comunque, e’ perfettamente legale: lo prevede una legge regionale del 2001. Ma oggi non lo vuole piu’ nessuno. Nemmeno Maurizio Lupi, dei Verdi Verdi/L’ambientalista per Cota, che dell’autocertificazione e’ stato uno dei frequentatori piu’ assidui e che si vedra’ cucire addosso i panni del pentito: nell’agosto del 2011, quando il consiglio regionale era chiuso per ferie, ha collezionato 17 gettoni di presenza a eventi legati alla sua attivita’ politica, ha dichiarato di aver percorso 2.848 km e ha ottenuto 3.500 euro, che salgono a 31 mila (secondo posto assoluto fra i recordman) prendendo in considerazione l’intero anno. ”Alla seduta di martedi’ prossimo – annuncia – votero’ con i colleghi per cancellarla. E’ una questione di sensibilita’, visto il momento che sta attraversando il Paese. Ma non c’e’ nessuno mistero nel fatto che io abbia ottenuto rimborsi anche ad agosto: io non vado in ferie, e continuo a lavorare sul territorio”.

Dalle tabelle emerge un consiglio regionale spaccato in due. Tredici consiglieri di tutti gli schieramenti, da quanto risulta, non se ne sono addirittura mai serviti. Tra questi c’e’ Aldo Reschigna, capogruppo del Pd: ”Non sono necessarie – dice – Siamo pagati abbondantemente. E credo che se qualcuno va a una celebrazione di partigiani e’ perche’ ci crede: non e’ giusto che chieda anche dei soldi”.

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8 Comments

  1. Carlo De Paoli says:

    Concordo con Porcù,
    il pesce puzza dalla testa; a quel tale Oscar Luigi Scalfaro che percepiva 100 milioni al mese dai “Servizi”, in nero, ha fatto seguito l’attuale Giorgio Napolitano che, se non avesse fornito “garanzie” di continuità con l’illustre predecessore dubito sarebbe stato eletto all’Alta Carica.
    La “garanzia” ai colleghi di partito, di destra o di sinistra non importa, l’ha fornita con questa “prova”.
    Dubito sarebbe stato nominato “Presidente” senza questa “garanzia di serietà” e di “aderenza” alla moralità vigente nei Palazzi di Rubilandia.

    http://www.youtube.com/watch?v=8L-e5Cvm-wQ&feature=player_embedded

  2. Roberto Porcù says:

    I politici rubavano.

    Presi con le mani nel vaso della marmellata, si scusarono affermando che era per il partito e che la politica costava (ma già costavano loro più dei loro colleghi nella UE).
    Si inventarono una legge per il finanziamento dei partiti.

    Continuarono a rubare.

    Con un referendum una maggioranza superiore al 90 % dei Cittadini, chiese di revocarla.
    I politici cambiarono qualche virgola e maggiorarono di quel po’ la legge che li finanziava (oltre a retribuzioni, ecc.) ed il tanghero che più di tutti stipendiavamo affinché fosse “il garante della Costituzione”, tal Oscar LUigi Scalfaro, la avvallò.
    Avvenne allora anche il furto della Democrazia ed ha ben da blaterale il suo successore Napolitano, la Democrazia da allora in Italia è finita.

    Nonostante questo esagerato finanziamento, i politici hanno continuato a rubare con la differenza che oltre che farlo a spese della società civile, presero a farlo anche a spese dei loro colleghi che davano a vedere di non accorgersene, tanto ricco era il forziere a loro disposizione.

    Adesso stanno preparando un meccanismo per dar ad intendere di controllare la gestione dei fondi (rubati ai Cittadini), ma è la totalità di essi, interessi compresi che deve essere recuperata dall’erario considerando tutti i politici, in carica ed a riposo, complici in solido.
    Ladro è chi ruba e chi regge il sacco.

    Il controllo che stanno dando ad intendere di voler fare (a spese dei Cittadini), è per evitare che alcuni di essi abbiano ad appropriarsi più degli altri del tesoro comune (tra loro), ma a noi, i Cittadini più tassati nella UE e forse nel mondo, cosa ne facciano i ladri del bottino, importa men che niente, noi vogliamo che l’intero bottino sia recuperato dall’erario con i metodi ed i tassi di Befera.

    Delenda Cartago

  3. livolsi bert says:

    La Lega e i suoi amici, i vari Errani, Del Rio ecc ecc, tutti bravi, tutti onesti, tutti a criticare gli altri…E Cota con quelo faccin….che schifo.

  4. Dan says:

    “Perche’ anche questa, per i consiglieri regionali del Piemonte, e’ attivita’ istituzionale che puo’ essere addebitata all’Assemblea regionale con una semplice autocertificazione.”

    Prima sono andato a trovare i miei elettori: ero al cesso. Rimborsatemi

  5. Veritas says:

    Ieri parlavano di Piemonte ed Emilia Romagna.
    Ora si parla solo del Piemonte… Come mai??

    • Salvo says:

      Perchè ogni tanto in Italia le cose vengono a galla.

      Conti alla mano, il Piemonte è la Regione con i conti più disastrati.

      Ci hanno fatto credere che la Sicilia era sul lastrico, quando nel migliore dei casi, rappresenta una situazione simile alle migliori regioni.

      Nonostante Statuto inapplicato, patto di Stabilità illogico,impossibilità a spendere i fondi europei,ecc.

      • livio says:

        I conti della Sicilia rappresentano una situazione simile alle migliori regioni? Siii, vabbé, viva l’asino!!!

        • Salvo says:

          informati poi ne riparliamo.

          Ho dato un’occhiata a qualche bilancio regionale.

          Rapporto debito/pil, debito per abitante,ecc…senza considerare che la Sicilia ha molte più funzioni da espletare rispetto tutte le altre regioni.

          La Sicilia al massimo sta nella media.

          Non significa che le cose siano tutte rose e fiori, questo è ovvio, ma non piace aprire bocca per far prendere aria ai denti.

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