Roma: il progetto per “Metro C”, un pozzo senza fondo!

di FRANCESCO DI MADDALONI

La data del completamento del progetto è costantemente saltata a causa di una povera pianificazione. Pensato per essere completato nell’anno 2000 in tempo per celebrare il nuovo millennio con una nuova linea metropolitana. Il progetto è adesso pianificato per essere completato in tempo per i giochi Olimpici del 2020, giochi a cui il governo Monti ha recentemente detto no. I numerosi ritardi attraverso gli anni, riflettono i complessi problemi e conflitti di interessi intorno al progetto.

I tempi prolungati per il completamento dell’opera hanno aumentato a dismisura i costi, senza però migliorare la qualità del prodotto finale. Difatti, la tecnologia pensata nel piano iniziale del 1995 con il passare degli anni sta diventando sempre più obsoleta e inadatta inserita nel contesto dei nostri giorni e in quello futuro del 2020. Il prodotto finale rischia in questo modo di non essere considerato come una moderna infrastruttura, vanificando così tutti gli sforzi di costruire un’ opera di trasporto all’avanguardia. Attualmente, il costo per chilometro di Linea è intorno ai 250 milioni di Euro, mentre lo standard è intorno ai 175 milioni di Euro. Il costo iniziale era estimato a 1,75 milioni di Euro ed è adesso estimato non essere lontano dai 5 milioni di Euro.

Il disegno di ricerca è stato basato su un approccio induttivo, esploratorio ed etnografico e adopera una strategia di caso studio. Le informazioni includono dati primari e secondarie. I dati secondari riguardano letteratura accademica, reports, recensioni di giornali accademici, alcuni dati interni all’organizzazione ottenuti attraverso negoziazione e anche copie di lettere, quotidiani, sondaggi e statistiche ufficiali riguardanti aspetti sociali, demografici ed economici. I dati primari (qualitativi) consistono in interviste semi-strutturate.

Senza sottovalutare l’enorme importanza del tempo di realizzazione e del costo in ogni progetto di infrastruttura, uno dei contributi più importanti di questa ricerca è rivolto ai trasformati benefici, spesso ridotti, dovuti al cambio di scopo del progetto. Questo lavoro sottolinea come una volta che un progetto subisce continue modifiche dal suo piano originale, non c’è piu’ nessuna garanzia e certezza che quei benefici promessi all’inizio della sua pianificazione vengano consegnati. La dinamica natura degli stakeholders, con i loro differenti interessi, ha portato a molteplici dispute e conflitti, e condotto il progetto ad essere modificato continuamente durante la sua fase esecutiva. In aggiunta, l’inadatto stakeholder management (scarsamente adottato), non è riuscito a ridurre al minimo l’impatto negativo derivante dai diversi interessi durante tutto il ciclo di vita del progetto.

La gara di appalto è stata assegnata sulla base del prezzo più conveniente. Il Contraente Generale, pur non possedendo la forza materiale per eseguire tutti lavori di costruzione sul campo, offre però un servizio di consulenza e a sua volta affida la realizzazione dei lavoi a piu’ o meno 200 medio-piccole imprese con tempi di consegna ferrei. Roma è una capitale rinomata per la sua antichità e patrimonio archeologico e spesso lo scavo viene interrotto per il ritrovamento di reperti importantissimi per l’umanità. In questo modo, le aziende affidatarie vengono penalizzate dal Contraente Generale per non aver rispettato I tempi di consegna stabiliti anche se queste piccole aziende non sono assolutamente responsabili per i ritardi costituiti da una insufficiente e povera pianificazione.

La ricerca tocca nel profondo la rabbia e frustrazione popolare. Attraverso gli anni la Metropolitana C di Roma è stata l’obiettivo di ambizioni politiche personali e, oggigiorno, questo progetto rappresenta un fattore che contribuisce a inasprire la spirale dell’enorme debito pubblico italiano. In un persistente “Ottimismo Delirante” decisioni sono effettuate da priorità politiche in testa (essere eletti o rieletti) invece di analisi razionali. La principale priorità è avere grandi progetti di infrastruttura approvati per ottenere vantaggi politici o economici invece di operare per il bene pubblico. I promotori dell’opera fanno qualsiasi cosa possibile per far sembrare il progetto assolutamente impeccabile su carta ed ottenere i fondi necessari. Il progetto della Linea C è stato caratterizzato da bassi costi artificialmente costruiti e esagerati benefici (numero di passeggeri per ora) in più, maggiori rischi sono stati sottovalutati e successivamente nascosti al pubblico (rischio della stabilità delle case).

Senza ombra di dubbio, il complesso concetto di “Ottimismo Delirante” merita una maggiore analisi in altri campi, per esempio, il corrente sistema bancario o i problemi legati al cambiamento climatico. Politici, progettisti e maggiori esponenti del progetto deliberatamente e strategicamente sovrastimano i benefici e sottovalutano i costi e rischi per raggiungere vantaggi personali e ottenere approvazioni e fondi. Così, questa rappresentazione fuorviante puo’ essere efficacemente moderata adottando misure che accrescano un processo di trasparenza e responsabilità. Il primo grande passo per poter raggiungere il successo in progetti che operano per il bene pubblico è una radicale de-politicizzazione di questi progetti, troppo spesso usati dai politici come bandiere per ottenere consensi ed essere eletti o rieletti.

Successioni politiche sono la causa di una pianificazione debole ed inefficiente che, attraverso gli anni, è stata guidata da interessi strettamente legati al potere di quella casta che dovrebbe governare per il solo interesse dei cittadini, di coloro che pagano le tasse e finanziano quei progetti pubblici, coloro che invece vengono sistematicamente esclusi da qualsiasi processo decisionale e di consultazione. Un progetto raramente soddisfa tutte le esigenze degli stakeholders coinvolti. Comunque, conflitti e dispute possono essere risolti attraverso un effettivo Stakeholder Management, in un processo che aiuti a massimizzare gli input positivi e minimizzare gli impatti negativi.

Attraverso trasparenza, un’effettiva comunicazione e un processo di consultazione è possibile identificare e coinvolgere tutte le parti interessate, direttamente o indirettamente nel progetto, aumentando così le possibilità di successo. Inoltre, la ricerca dimostra la crescente importanza ricoperta dai cittadini come principale classe di stakeholder nei progetti di costruzione pubblici e in che modo possono offrire un beneficiale e differente punto di vista quando involti in un processo decisionale. I cittadini, se inseriti in un processo di consultazione decisionale, rappresentano una valida risorsa nel proporre valide alternative e beneficiali punti di vista e sottolineare errori commessi attraverso il ciclo di vita del progetto. Difatti, la partecipazione pubblica è un importante elemento di un processo democratico che in maniera assolutamente positiva aumenta la produttività governativa e assicura che i servizi pubblici rispondano esattamente alle esigenze e ai bisogni della comunità e non per i vantaggi di coloro che forniscono il servizio. Sfortunatamente, è stato dimostrato che la nuova Linea C di Roma è un progetto caratterizzato da un generale oscurantismo.

 

 

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5 Comments

  1. Salvo says:

    Quando una cosa seria?

  2. Unione Cisalpina says:

    Bisognerebbe informare Maroni… sikuramente griderebbe:” PASTA… il NORD ha già dato”… 😀

  3. Salvo says:

    Vero, ma non dimentichiamoci di quella di Milano che in quanto a sprechi e corruzione non è stata da meno, anzi.

    • Unione Cisalpina says:

      certamente non ha intakkato la vostra borsa… non versate un solo kuattrino allo stato italiano, giustamente di merda… kuindi le tue affermazioni sono pretestuose e mirano solo a giustifikare la vostra dissoluzione morale e sociale inarrivabile e sommamente deprekabile e detestabile…

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