Roma capitale, la summa del parassitismo pubblico

di CLAUDIO ROMITI

Sul caso emblematico del dissesto amministrativo della Capitale non c’è molto da dire: trattasi della summa italiota del parassitismo politico-burocratico. Parassitismo sostenuto dalla più bieca demagogia fondata sul cosiddetto bene comune. Demagogia vigliaccamente usata come una clava dal sindaco Marino allorchè, sotto la pressione della tigre di carta Renzi, ha minacciato di bloccare i servizi pubblici se il governo non avesse provveduto in tempi molto rapidi a mettere una congrua toppa nel bilancio del comune di Roma.

Una Città eterna divenuta nel corso dei decenni, in quanto sede dei più grandi carrozzoni gestiti dalla politica, una sorta di grande mela, la cui economia viene keynesianamente stimolata da un costante flusso di quattrini proveniente soprattutto dalle zone più produttive del Nord e del Centro. Ciononostante le varie amministrazioni che ruotano attorno al Campidoglio vivono costantemente sull’orlo del baratro finanziario. In particolare il comune e le varie società partecipate operano facendo concorrenza ai famosi buchi neri galattici, facendo sparire al pari di quest’ultimi enormi risorse materiali.

A questo proposito occorre ricordare che il buon Berlusconi, onde dare una mano all’allora sindaco Alemanno – uno dei tanti mistici dell’economia sociale di mercato -, creò una cosiddetta bad company in cui allocare gran parte del colossale indebitamento capitolino, ammontante a circa 10 miliardi di euro. D’altro canto occorreva pur sostenere un ex-camerata, convertito al loffio liberalismo  di Silvio, che aveva solo fatto assumere nelle municipalizzate qualche nutrito battaglione di parenti ed amici. Alcuni la chiamano democrazia acquisitiva, altri la definiscono deficit spending all’amatriciana. Sta di fatto che soprattutto Roma, proprio in virtù del suo essere ricettacolo di ogni pubblico sperpero, rappresenta da sempre un modello di spoil system rovesciato. Ad ogni avvicendamento politico cresce notevolmente l’esercito dei nullafacenti che secondo l’attuale primo cittadino sono determinanti nel gestire i chimerici servizi pubblici locali (tanto è vero che lo stesso Marino ha portato il numero degli addetti al proprio staff da 58 a 78, con un aggravio per le casse comunali di un milione e 600 euro).

Dunque, è d’obbligo citare l’esemplare commento dell’ex-sindaco Veltroni il quale, interpellato dalla policamente corretta Gruber, ha sostanzialmente dichiarato che nessuna risorsa è sprecata quando serve ad alimentare la complessa gestione della Capitale d’Italia. Ovviamente costui, a suo tempo altrettanto prodigo in termini di spesa comunale allegrotta, non poteva certo ammettere di aver concretamente contribuito alla linea politica del “metti un posto a tavola, tanto paga sempre Pantalone”. Nel pulcinellesco teatrino della politica “bene comune” Roma e i suoi fulgidi amministratori eletti occupano da sempre un posto di rilievo.

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

13 Comments

  1. Veritas says:

    A proposito di Veltroni: è proprio lui il principale promotore di Roma, lui che è da anni il primo ad esaltarla , in tutti i sensi, il primo a promuoverne le enormi spese che non avrebbero dovuto essere fatte, spese iperboliche che ammnistratori obiettivi avrebbero dovuto considerare proibitive pure per una capitale.

  2. som mb says:

    Sì, roma ladrona e bruxelles ladrona, ma anche Varese fra Umby, Bobo e compagnia insubre non scherza.

  3. Marcaurelio says:

    Albert Nextein
    è un simpaticone, se abitava a Roma era ospite mio tutte le sere al ristorante.
    Mi sono simpatici i cittadini dell’Emilia Romagna.
    E lui approfitta di questa mia debolezza. Non posso e non voglio contraddire quello che ha scritto. A Roma siamo fatti così, siamo generosi, caciaroni, accoglienti ma amici veri e se i soldi arrivano a pioggia, e ne arrivano tanti, facciamo mangiare tutti, non siamo gargarozzoni come se dice a Roma. E poi credo che un motivo ci sarà se i soldi ne arrivano tanti.
    Roma è il crocevia di tutto, chi non è romano non può capirlo.
    Albert non ti preoccupare poi per la cena, il conto lo pago io in contanti così sarai contento. La carta di credito in tua presenza è aborrita, cancellata, fuori uso e poi per farti contento al ristoratore non chiedo neanche la fattura.

    • marco svel says:

      “A Roma siamo fatti così, siamo generosi, caciaroni, accoglienti ma amici veri”

      credo che una simile affermazione, oltre che far rabbrividire ogni emiliano sano di mente, spieghi di che pasta siano fatti i nostri provvisori connazionali:con questa gente non c’è alcuna speranza. Loro saranno sempre i creativi (creativi della menzogna e del raggiro) mediterranei , caldi e amichevoli, noi i freddi nordici che li mantengono. Siamo due realtà immutabili ed inconciliabili. Non c é spazio per il dialogo. É arrivato il momento di liberarci di questi gladiatori abusivi e farlocchi e lasciarli a se stessi nella loro m… poi vedremo quanto se vorrrrannnno ‘bbbbeeeneee sensa i nostri schei

    • Colono Padano says:

      Ti hanno mandato ancora in avanscoperta dalla GABIDALE DEL NORD AVRIGA eh? No, ma devi stare tranquillo, torna pure a dire che non dovete cacarvi sotto, potete magnare rigatoni con la pajata a volontá anche quest’anno, credo. Abbiamo tardato a spedire i soldi e a momenti mi saltavate per aria, ecchecazzo. Tranqui, sono arrivati adesso i soldi no?

      Mi raccomando eh, lí nel GROGEVIA DER MONNO, sempre a testa alta, manina tesa e aperta. Non é che dovete vergognarvi solo perché vivete di elemosina, ognuno fa quel che puó, dai. Voi c’avete provato a lavorare, ma non fa per voi.

      Avete ricevuto l’ultimo carico di euro, bene, finalmente potete tornare anche al ristorante, bene.
      Dunque, le bollete ve le abbiamo pagate, gli stipendi pure, gli ospedali e gli altri servizi pubblici ve li facciamo funzionare, e con quello che resta riusciamo anche a pagarvi il ristorante.

      Non buttatevi giú, se qualcuno vi giudica dei parassiti morti di fame, perché non é tutta colpa vostra. Di certo un pó é colpa nostra che vi abbiamo viziati, sai comé siamo grandi e grossi, ma abbiamo anche un grande cuore.

      Forse pero é meglio che togliate tutte quelle immaginette dei due ragazzetti che rubano il latte alla cagna, vi sputtanano un pó troppo, va bé che oggi vivete come zingari, un pó accattoni, un pó truffatori, un pó ladri, un pó magnaccia, ma se viene fuori che avete alle spalle 2000 anni di saccheggi e che siete la discendenza di due che l’hanno scampata fingendosi cani, non é che ne esce un bel quadretto.

      Ah, fate sparire anche questo sito :

      http://www.romafaschifo.com/

      ci sono troppi tuoi compaesani che parlano, fanno fotografie, video….non va bene, cosí si butta tutto in mezzo alla strada, non va bene, metteteci su un bello straccio tricolore e via, siete a posto.

      Dai, su col morale, aó, siete un importante crocevia subsahariano che sopravvive grazie alla bontá dei Padani, mica cazzi. Non vi cacarete addosso solo perché si parla di indipendenza del Veneto e della Lombardia e di altre regioni della Padania? Tranquilli, anche se ci sono decine di milioni di Padani che vi darebbero fuoco, non c’é ancora la volontá politica e noi siamo ancora troppo divisi e pirla. E poi, quando sará il momento, c’é sempre l’ONU. Ma di che vi preoccupate? Vedrai che qualche bancale di viveri lo lanceranno anche a voi quando fanno il tour dei paesi africani e poi ci sono i missionari, quelli portano da mangiare ovunque nel mondo.
      E ti dimentichi che c’avete il Vaticano! Vuoi che quelli vi lasciano morire di fame quando la Padania si sará rotta i coglioni di mantenervi? Aó, er Vaticano mica cazzi!

      Forza eh, intanto ci siamo qui noi.

    • Breenhin says:

      Ma che cazzo di conto paghi tu accattone ahahaha….sono solo i nostri quattrini che vi dividono dall’Africa, morti di fame. Il crocevia di tutto…di tutta la melma, il malaffare e la corruzione italica sicuramente.
      E’ bastato far partire qualche giorno in ritardo i viveri dalla Padania che stavate per collassare ahahahaha…dovete baciare dove vedete la scritta Padania accattoni.
      A roma la dignitá é un optional e tu ne sei la prova vivente.

    • cristiano says:

      siete generosi e simpaticamente ospitali con i soldi dei fessi italiani che vi mantengono da anni senza batter ciglio….ma la ciccia sta finendo e poi vedremo come ve la caverete senza i soldini dei fessi del “nodde”.Spero che questa italia di fango crolli e fallisca al piu presto…poi faremo i conti anche con voi “caciaroni de roma”.

  4. Paolo says:

    Veneto indipendente subito…… e roma che se la foraggi qualcun altro…

  5. Albert Nextein says:

    A roma è stato condensato il buonsenso italico.
    Quello che ha determinato il guazzabuglio e la miseria attuali.
    Quello che porterà il default finanziario , senza alcun dubbio.
    Siam tutti uguali.
    Volemose bene.
    Tirammo a campà.
    Tengo famija.
    O franza o spagna, purché se magna.
    Accà nisciuno è fesso (da napoli).

    Queste sono le perle di saggezza sulle quali è stata conformata la costituzione del dopoguerra.
    Quelle perle su cui i politici di ogni razza hanno speculato e continuano a speculare.

    • lorenzo says:

      e visto che in 150 anni lo stato italiano si è progressivamente meridionalizzato, aggiungiamoci anche il motto napulitano: “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce ‘o passato..” e quello siciliano: “comandari è meglio che fottere..”, e abbiamo il quadro completo di quale sia la cultura e la filosofia in fallitaglia…

  6. Alcalde. says:

    Dalla grande bellezza alla grande parassita
    Un Roma cappucinara in fase di declino, dove tutti si avventano con foga porcina per spolpare gli ultimi rimasugli.
    Alcalde

Leave a Comment