ROBERTO FORMIGONI, IL TENUTARIO DEL “CASINO” TERRESTRE

di GIANLUCA MARCHI

Povero Roberto Formigoni, aveva immaginato per sè un ruolo paragonabile a quello del tenutario del Paradiso (terrestre, aggiungiamo noi…) e invece si ritrova a capo di una Regione la cui immagine sta cadendo a pezzi, e in questa irrimediabile debacle anche la figura del Celeste Governatore ne esce sporcata, oserei dire rovinata. Si badi bene, ad oggi non c’è una sola inchiesta che  coinvolga direttamente il presidente giunto ormai al dieciassettesimo anno di mandato (non è che il numero gli stia portando un po’ sfiga??!!). Ma una domanda ci sia consentita: intorno al Pirellone (a cui di recente si è aggiunto il Formigone, alias Palazzo Lombardia) capitava di tutto e Lui niente, non s’è accorto di una virgola. Come è stato possibile? Forse che il nostro viaggia troppo con la testa immersa nelle nuvole celestiali e non si cura, o non si è curato, di color che tramavano nell’ombra? E adesso viene a raccontarci che assumerà provvedimenti, introdurrà regole di più stringente trasparenza: ma Celeste Governatore, ci sta forse un pochino prendendo per i fondelli e dopo diciassette anni, diconsi 17 di potere quasi assoluto, vorrebbe farci credere che adesso Lei mette a posto tutto e la giostra tornerà a girare come prima se non meglio di prima? Ma per piacere, abbia rispetto prima che della nostra, della sua intelligenza…

Si renda conto e prenda atto che la festa è finita e si mangi un po’ le unghie al pensiero che nel 2008, quando fu eletto senatore, avrebbe potuto restare a Roma e svolazzare nel Ciel dell’avvenire italico, salutando definitivamente la Lombardia: tredici anni di presidenza erano più che sufficienti per dire addio e forse per aspirare a qualcosa che appagasse la sua autostima. Oggi, invece, comincia a essere un po’ vecchiottello, nonostante il rinnovo del look (la soglia dei 65 anni l’ha da poco superata), e recuperare terreno nel pollaio del Pdl, ammesso e non concesso che suddetto pollaio sopravviva ancora a lungo, non sarà facile, per non dire impossibile. Scegliere allora la capitale le avrebbe consentito di evitare questo triste e insopportabile (per Lei) declino di immagine, Lei che sull’immagine ha giocato tutta la sua carriera, mobilitando schiere di esperti e pasturando frotte di giornalisti adoranti. Chi di immagine ferisce (perché a noi lombardi ci ha letteralmente triturato le palle con le sue dichiarazioni sul nulla, sempre servilmente riprodotte dalla Rai regionale) alla fine di immagine sta perendo. Di immagine andata a donne di facili costumi, si intende.

La Regione che Lei amministra – oserei dire che Lei pensa di possedere – da paradiso celestiale si è trasformata in un “casino terrestre”. E di quei suoi due amichetti co-ciellini finiti di recente ancora dietro le sbarre – Pierangelo Daccò già ci stava, mentre Antonio Simone già aveva assaporato la sbobba ai tempi di Tangentopoli -, magari l’avranno solo coinvolta in qualche “vacanza di gruppo”, come Lei si affanna a specificare in queste ore, non s’è mai domandato se per mettere insieme tutto quel bendidio (yacth, aerei personali, mega residenze, ecc., ecc.) avessero trasgredito qualche regola di troppo?

L’impressione, ribadisco, che la festa sia finita e il suo rimanere seduto in cima al Formigone è solo un accanimento terapeutico. O forse il dramma personale di un Celeste Governatore che non vuole accettare di essersi tramutato nel “tenutario di un casino”. Se Lei non ha il pudore e l’umiltà di lasciare, penso che dopo la celebrazione dei congressi, dovrebbe essere la Lega a darle il benservito. La quale Lega, sia detto per inciso, dovrebbe cominciare invece a far dimettere da subito l’altro presidente, quello del Consiglio regionale, l’indagato Davide Boni, se vuol proseguire con qualche speranza di successo l’operazione di rifarsi un’immagine.

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8 Comments

  1. floriano says:

    A REDAZIONE:

    BUONA SERA, CIRCA DIECI GIORNI FA’ AVEVO DATO INDICAZIONI SU UN CERTO SITO http://WWW.TANTISOLDI INNOMEDIDIO, SICURAMENTE LEI DIRETTORE NE SARA’ INFORMATO, MA I VISITATORI SCOPRIRANNO DELLE COSINE ASSAI PIACEVOLI O SPIACEVOLI A VOI UN GIUDIZIO.

    SERENISSIMI SALUTI.

    W SAN MARCO

  2. max says:

    La sanità e nient’altro sono il business che interessa la Regione,stanziati a bilancio circa 23miliardi di euro,tradotti in lirette circa 45.000.000 miliardi,del bilancio il resto sono palle,certo poi ci sono le bonifiche santa giulia ecc..,ma li come al sanraffaele tre pezzi da 100 sono già ascesi alla destra del padre,in maniera non proprio limpida.
    La domanda che ci si pone ma quei minchioni di consiglieri e assessori che abbiamo spedito in Regione che cazzo hanno fatto fin ora,guardavano il perizoma della Minetti?
    Mai una protestina contro CL,proprio servi della dc,roba da far scoppiare il finimondo,così ora il progetto di Monti,Berlusconi,Fini,Casini,Bersani,Passera di mettere le mani sui denari lombardi,e più in generale sull’economia lombarda troveranno la strada spianata,non so come potremmo uscire da questa guerra.

  3. Mauro Cella says:

    Giusto ieri ho commentato sull’inadeguatezza della classe politica lombarda ed ho volutamente lasciato fuori la Regione, che oramai si può tranquillamente identificare col Presidente Formigoni. Questa scelta la ho fatta per evitare di diventare prolisso e, magari, offensivo.
    Potrei citare mille episodi riguardo alle scelte della Regione ma mi limiterò ad un paio di considerazioni sul Faraone Cristiano.
    Come ricorda giustamente il Dr Marchi nel 2008 poteva tranquillamente divenire senatore. Voci che ho sentito (e che quindi vanno prese colla dovuta cautela) dicono che abbia rifiutato il “trasferimento” perché non gli poteva più essere garantita la poltrona da ministro che gli era stata originariamente promessa. Qui Formigoni ha seguito il detto di Giulio Cesare “Meglio comandare un villaggio in Gallia che servire a Roma”. E si sa che in Lombardia lui fa il bello ed il brutto tempo, al punto che la Sinistra non prova neppure più ad opporglisi seriamente da diversi anni.
    E questo ci porta ad un’altra considerazione: possibile che Formigoni non sapesse nulla su Daccò, su Simone (che per sovrapprezzo era già stato condannato), su Renzo Bossi, su Nicoli-Cristiani, sulla Minetti? Se senz’altro non ha colpe per ciò che questi signori (e signore) hanno compiuto, ho qualche dubbio che fosse all’oscuro di tutto, In particolar modo per la Minetti, visto che il suo inserimento nel “listino” del Governatore avvenne proprio all’indomani di un’incontro “d’urgenza” ad Arcore con Berlusconi e Bossi. Solo una sfortunata coincidenza?
    O forse non sarà che a Formigoni importa poco o nulla delle persone di cui si circonda perché sa che i Lombardi continueranno a votarlo per inerzia? Alle prossime elezioni potrebbe presentarsi circondato da una banda di pirati somali armati fino ai denti e quasi sicuramente verrebbe rieletto al primo turno.
    Qui voglio ricordare l’immortale frase di Massimo D’Alema, che rispose così a chi gli chiedeva perché avessero candidato Di Pietro nel collegio elettorale del Mugello “Lì potremmo anche candidare un’asino e ce lo voterebbero comunque”.

  4. Franco says:

    Non c’è nulla di immutabile,salvo la “celeste”presunzione di chi vive con la testa fra le nuvole.Peccato che ora,le nuvole siano foriere di forti piogge e grandine,avere lì la testa,ora genera soltanto importanti contusioni e fortissime emicranie.Non sara sufficiente qualche analgesico,probabilmente occorrerà la “sostituzione del capo”.

  5. Giacomo says:

    Formigoni è il fondatore e l’autore di un dei più spaventosi sistemi di maneggio mai visti all’opera non dico in Lombardia, non dico in idaglia, dico nel mondo intero. Forse occorrerebbe che fermassimo il mondo, scendessimo, riflettessimo, e ci interrogassimo su cosa significhino categorie filosofiche quali “un primario in quota CL” o in quota lega o in quota coop o in quota PdL. Con l’augurio di non finire mai sotto le sgrinfie e i bisturi di certi ciarlatani buoni a nulla “in quota”.

    Parte della coglionaggine dei lombardi, di cui si parlava ieri, è consistita nell’assistere un inqualificabile degrado dei costumi, spostando sempre più in là il limite del tollerabile, e non interrogandosi mai sulle sue conseguenze. Fino al primo intervento chirurgico alla clinica Santa Rita, e magari neppure allora. Per ignavia, imbecillità o sopravvenuto decesso sotto i ferri.

    E non inizio neppure a parlare di compagnia delle opere…

    Il letame è una sostanza ricca di proprietà fertilizzanti e merita di essere chiamato col suo nome. In Lombardia meritiamo di esserne sepolti, con tanto di maschera, pinne e boccaglio.

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