Rizzi: E Forza Italia scopre la macroregione alpina in Europa

di MONICA RIZZI – Macroregioni? La Lega, va da sé, non ne parla. Vade retro Satana… Sorprende che affronti la questione invece Forza Italia. Lo ha fatto in modo marginale, e non sappiamo quanto la nota sia frutto di un ripensamento o di un progetto di rispetto delle identità del territorio o, da ultimo, se non sia solo una modulazione del progetto per le valli, come se siccome si è in campagna elettorale, allora il tema dell’isolamento va affrontato. Ma leggiamo la nota, che è delll’eurodeputata Laura Comi.

“In una fase politica in cui all’ordine del giorno c’è il tema dell’autonomia, è opportuno considerare
in maniera approfondita le peculiarità delle singole realtà territoriali, ma soprattutto i punti che le varie regioni hanno in comune,specialmente se limitrofe, così da valorizzarne il potenziale.
E’ il caso di quella che può essere definita la ‘macroregione alpina’ che induce a una riflessione sulle istituzioni montane, nell’ottica del potenziamento anche interregionale delle stesse per valorizzarne risorse naturali, opere infrastrutturali e beni paesaggistici, anche attraverso i finanziamenti europei”.

In concreto? Nulla. Una riflessione? Mah, veramente un progetto c’è già, poi abbandonato politicamente.
Esiste sulla carta, come una sorta di ente parallelo, un gemellaggio tra Comuni, tanto non se ne sente parlare.

Sul sito però di Eusalp…. cara Comi, leggiamo questo.
“La Macroregione alpina, ufficialmente EUSALP (EU Strategy for the Alpine region), è un accordo siglato nel 2013 dai paesi che fanno parte dell’unione Europea: Italia, Francia, Germania, Austria , Slovenia e da due stati extra europei Svizzera e  Liechtenstein; ne fanno parte le 48 regioni e province autonome che si trovano attorno alla catena alpina. Le regioni italiane sono la Lombardia, la Liguria, il Piemonte, la Valle d’Aosta, il Veneto , Il Friuli Venezia Giulia e le  province  autonome di Trento e Bolzano. La strategia alpina punta a promuovere una gestione sostenibile dell’energia e delle risorse naturali e culturali e la protezione ambientale del territorio, ad aumentare lo sviluppo del territorio favorendo una mobilità sostenibile, una rafforzata cooperazione accademica tra i paesi e le regioni che ne fanno parte, nonché lo sviluppo di servizi, trasporti e infrastrutture per la sua comunicazione”.

Sapete di chi è la presidenza nel 2019? Alla Regione Lombardia. Chiedete ad un qualsiasi lombardo se sa che la terra quest’anno presiede la macroregione alpina.
Siamo seri. Cosa c’è da riflettere?

Vogliamo ridiscutere di un paese fatto da macroregioni? Facciamolo, con un po’ di coerenza e senza le solite uscite elettorali. O la macroregione esiste sempre, oppure lasciate perdere.

Leggiamo ancora che “Dopo le presidenze della Slovenia, della Baviera perla Germania e del Tirolo per l’Austria nel 2019 per l’Italia toccherà alla Lombardia la presidenza della strategia macroregionale europea. L’Italia intende quindi connotare l’anno di presidenza su temi concreti di livello macroregionale quali lo sviluppo della competitività della macroregione nel suo insieme”.
La competitività magari anche fiscale… La Lombardia col suo residuo fiscale di 56 miliardi di euro potrebbe guidare a vita la macroregione alpina, del nord, del nord Europa e dell’Europa intera.

Ps: a proposito, almeno una cartina della macroregione “fantasma” potrebbero metterla. O è così fantasma che non c’è neppure sulla carta? Quella che abbiamo pubblicato non è stata rintracciata sul sito.

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2 Comments

  1. FIL DE FER says:

    A proposito di regioni o macroregioni, la costituzione italiana recita all’art. 5 come segue:
    ” LA REPUBBLICA, UNA E INDIVISIBILE, RICONOSCE E PROMUOVE LE AUTONOMIE LOCALI; ATTUA NEI SERVIZI CHE DIPENDONO DALLO STATO IL PIU’ AMPIO DECENTRAMENTO AMMINISTRATIVO; ADEGUA I PRINCIPI^ ED I METODI DELLA SUA LEGISLAZIONE ALLE ESIGENZE DELL’AUTONOMIA E DEL DECENTRAMENTO”.
    Di solito questo articolo è citato quasi sempre per ” l’una e indivisibile” ma se i lettori lo leggono bene e sino in fondo si accorgeranno di come questo articolo parla esplicitamente che lo Stato non solo riconosce, promuove, adegua, esigenze etc.… ma che prevede esplicitamente il decentramento, cioè una specie di federalismo mascherato…..forse perché non si voleva citare per chissà quali paure.
    Dunque di cosa parlano certi politici vorrebbero non applicare anche questo articolo della Costituzione???
    Parlano del nulla o meglio della loro volontà politica di non attuare né il nr. 2-5-116 ETC.… MA ALLORA a cosa serve una costituzione se non viene rispettata??????
    L’Europa dovrà rinascere solo se federale e sulla base di regioni e acroregioni omogenee in tutto e per tutto alle loro caratteristiche, dalla lingua, alla storia, alle tradisioni, etc..etc.. staremo a vedere come andrà a finire. WSM

  2. giancarlo says:

    Prima di tutto bisogna riformare questa Europa in un’Europa Federale e basata sulle regioni omogenee, solo dopo si potrà ragionare come suddividere il territorio europeo.
    Come si vede la cosa è complessa e se il voto del 26 Maggio cambierà qualcosa, allora ci sarà speranza di poter ragionare su cose concrete e non su ipotesi come fatto sino ad ora.
    WSM

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