Risposta a un grillino: perché il M5S è statalista e centralista

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

di  GIACOMO CONSALEZ [1]

Rispondo al bloggista grillino Claudio C. di Albavilla, che mi interroga su alcune affermazioni comparse su di un recente blog di Grillo, dedicato all’articolo 138. Il link è questo. Le domande di Claudio sono in corsivo.

“Il M5* “statalista e centralista” ??? Mi spieghi che significa per te e perchè dovrebbe essere un difetto ???” [sic]

Risposta

Che voi siate statalisti è lampante. Voi ritenete che lo Stato italiano non sia un problema, ma che sia solo transitoriamente occupato da vertici di cattiva qualità morale. Proponete anche che la soluzione debba arrivare dallo Stato (vedi reddito di cittadinanza, per citare un solo esempio). Io penso che lo Stato italiano sia un’idra a sette teste da mozzare tutte in un colpo con la motosega. Credo sia un leviatano insaziabile servito per 60 anni a comprare il consenso elargendo privilegi ingiustificabili (e.g. pensioni baby, ma la lista è chilometrica) e facendo da ufficio di collocamento per posti di lavoro costosi e inutili, nella migliore tradizione del clientelismo di stampo socialdemocratico in salsa all’amatriciana.

Così facendo, lo Stato è diventato sempre più autoreferenziale e usa le sue tre branche (che voi trattate con deferenza) per mantenere in piedi il baraccone delle pensioni, degli stipendi e dei vitalizi milionari [ai quali attingono senza pudore anche i nostri eroici condottieri padani]. Questa porcheria si mantiene grazie alla tassazione diretta e indiretta più alta del mondo, che ha creato il rapporto debito/PIL più ingestibile del pianeta, senza dire che il computo del debito ignora il disavanzo previdenziale che ammonta a 3700 miliardi di euro in aggiunta ai 2050 del debito. Questo debito ulteriore non verrà mai saldato e lo Stato infrangerà per l’ennesima volta il contratto sociale stipulato coi cittadini non pagando le pensioni, salvo le proprie.

Il costo dell’estorsione fiscale è: 1) l’impoverimento irreversibile delle famiglie, e 2) l’uscita dal mercato delle aziende. Infatti oggi trovare un lavoro dipendente è come trovare l’araba fenice. Se invece uno vuole rischiare e apre una partita IVA, dopo tre anni di torture lo Stato gli pignora la casa. E voi vi appellate allo Stato come soluzione ai problemi.

“Il Movimento è composto da persone di tutta Italia (e non solo) che lotta per migliorare la vita delle persone di questo Paese tramite la politica (e non solo)…

Le sue azioni sono svolte a livello centrale dai Cittadini eletti ed a livello locale, sul territorio, da tutti gli iscritti, dai simpatizzanti, dai partecipanti ai meet up etc. etc.”

Risposta:

dalle vostre politiche manca totalmente la parola federalismo, parola che è stata inzaccherata dai traditori cialtroni pagliacci e poltronari che ne hanno abusato sin dal primo giorno del loro cianciare a vuoto. Voi ritenete che il parlamento romano abbia la volontà politica di cambiare le cose in questo paese. Quest’idea è folle, almeno per due ordini di motivi.

1) perché l’italia è un’accozzaglia artificiale di talenti, vocazioni, aspirazioni, culture totalmente diverse tra loro e inconciliabili. Quest’accozzaglia è stata promossa da monarchici e massoni a spese di tutto il paese, specialmente a spese del sud che ha pagato un tributo di sangue spaventoso (anche noi in Lombardia abbiamo pagato la nostra quota ai piemontesi, vedi Bava Beccaris). Eppure il sud, che al referendum era monarchico, oggi è il pilastro di questa repubblica farlocca. La ragione è il clientelismo dello Stato unitario che ha funzionato da ufficio di collocamento e che ha scritto la parola fine alla possibilità per il sud di svilupparsi fino all’autosufficienza, mantenendolo invece per 150 anni allo stato di zona depressa a sussidio statale. “Poveretti (=poveri pirla) come farebbero senza lo shtato?”.

Ma la seconda ragione è ancora più importante e ora mi spiego.

2) più il potere si allontana dai cittadini e più cala dall’alto la propria linea politica dai suoi <i>headquarters</i> romani (o varesotti, non importa) in maniera verticistica, più lo Stato diventa autoreferenziale, e più il cittadino diventa polpa scelta da tritacarne.

La storia dell’italia unita è un’unica storia di Stato autoreferenziale e satrapico che fa danni e li “ripara” facendone di peggiori, in un avvitamento in caduta libera verso lo sfacelo, seguendo un solo filo conduttore: comprare coi soldi nostri il consenso necessario a farsi rieleggere. I cittadini italiani sono tra i più esautorati in tutto l’occidente. L’articolo 138 che voi osannate IMPEDISCE AI CITTADINI DI PROPORRE MODIFICHE ALLA COSTITUZIONE CHE, ALL’ARTICOLO 1 comma 2 RECITA “…La sovranità appartiene al popolo…”.

La costituzione italiana è una truffa. Alcuni tra i costituenti avevano proposto di inserire il diritto di rivolta tra quelli garantiti al popolo cosiddetto sovrano (art. 50, poi bocciato)[2]. I tanto incensati padri costituenti lo hanno cassato[3]. Avrebbe spostato il potere un pelo di troppo verso i cittadini. Questi 65 anni di storia sono anni di abuso di potere sistematico garantito da una costituzione che non conferisce in alcun modo ai cittadini la possibilità di cambiare le cose.

Voi M5S siete stati vittime di un articolo della costituzione che permette ai cittadini di promuovere iniziative popolari corredati da centinaia di migliaia di firme, così come permette al regime di pulircisi l’orifizio anale. Ma avete pensato che si sia trattato di un incidente, lo avete addebitato alla classe politica criminale che ci ritroviamo. No. È un errore sistematico del nostro ordinamento centralista, ed è un abuso tutelato dalla costituzione italiana.

Lo Stato centralista si è allontanato dai cittadini arroccandosi nel proprio fortilizio, protetto da nutritissime e costosissime truppe di occupazione civili, militari e fiscali, fino a potersi fare un baffo delle urla strozzate di tutti noi.

Il mio Stato, quello in cui credo, è uno Stato sminuzzato in tantissimi brandelli periferici. Uno Stato in cui i politici tornino a casa negli stessi quartieri dove abitano i cittadini sovrani e miliziani in servizio. E ne abbiano il giusto grado di PAURA.

Ora aspetto le vostre bordate sarcastiche e le vostre condanne sommarie. Viva l’Italia Stato di polizia sorretto da folle di servi plaudenti.



[1] Aderente a Pro Lombardia Indipendenza, www.prolombardia.eu

[2] Si veda in proposito la posizione di John Locke, qui riassunta: en.wikipedia.org/wiki/Right_of_revolution

[3] http://www.lindipendenzanuova.com/del-potere-e-del-diritto-di-rivolta-dei-cittadini/ [grazie anche a Fabio Castellucci]

 

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

33 Comments

  1. Giacomo Gori says:

    Io sono un portavoce M5S e condivido in larga parte le affermazioni di Consalez. E allora?
    Allora vuol dire che per arrivare a cambiare democraticamente questo paese devi andare a pigiare i bottoni all’interno della cabina di regia, cambiare le regole del gioco e ricominciare. Se il M5S facesse come dice Consalez, il potere e i massoni di cui parla farebbero i salti di gioia e ci riderebbero in faccia (per fortuna Grillo non è uno sprovveduto, ma ha le idee molto chiare, e si vede!).
    Conquistiamo le istituzioni e poi, con gli strumenti di partecipazione e democrazia diretta rifondiamo il paese in un’ottica federalista vera con la presenza di uno Stato ridotto ai minimi termini (la strada sarà lunga e tortuosa). La stragrande maggioranza degli attivisti M5S la pensa come Consalez. Le persone come Giacomo dovrebbero iniziare a frequentare il M5S avendo ben in mente quello che ho detto.

  2. Giacomo Consalez says:

    erratum

    “Questa porcheria si mantiene grazie alla tassazione diretta e indiretta più alta del mondo, e ha creato il rapporto debito/PIL più ingestibile del pianeta”

  3. luigi cifra says:

    Ma fabio castellucci è quello invasato per la mmt?

  4. Grazie Giacomo del perfetto articolo.

    I grillomani sono fascisti e comunisti delusi dai loro partiti-chiesa ed ora sperano in una robusta spallata statalista sostenendo il totem della costituzione italiana che come minimo è da riformare, meglio, da riscrivere totalmente.
    Ma questi sono affari loro, degli italiani.

    A noi invece ora serve solo l’indipendenza dall’occupante romano.

  5. Garbin says:

    Articolo lucidissimo complimenti.

    Ps… i patrigni della patria sapevano benissimo che l’italia era uno stato composto da culture troppo diverse per restare unito, e hanno pensato bene di incatenarle.

  6. FRANCO says:

    Condivido l’analisi di Consalez al 100×100. La costituzione itagliana è un macabro esempio di cialtroneria ottocentesca dove i sudditi invece di un re o un dittatore hanno 950 dittatorelli irresponsabili e con una burocrazia irresponsabile e inamovibile a vita. Beppe strillo è un continuatore, fuori dalle righe, del centralismo assoluto ed è più statalista di quanto non lo fosse beppe stalin.

    • Dino Caliman says:

      In merito alla burocrazia : In varie occasioni ho postato questa https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/ Nessuno ha commentato, valida,non valida,non è possibile realizzarla per i Sist. Informativi con linguaggi diversi ecc.Eppure i 18 milioni di lavoratotori +mogli e figli sono il 1° partito d’Italia. Sono omogenei perchè si sfruttano in quanto responsabili verso le famiglie e verso il territorio. nessuno ha pensato che questa è la strada per ottenere in un secondo tempo una situazione svizzera? Pensate che sia più facile partendo da grandi proclami come sono d’uso i nostri politici. E’ solo un fatto tecnico avendo ora a disposizione il sistema infotelematico, è solo una razionalizzazione operativa senza scomodare le guerre di religione.Oppure a tutti,dico tutti, ci và di arrischiarci a muoverci nella border line di questo sistema molto italiano?

  7. francesco says:

    Si trova ospitalità su un giornale di cui si disprezza l’editore e per giunta si fa una domanda irrilevante ai fini del raggiungimento dell’Indipendenza. La domanda giusta sarebbe: Grillo e il M5S sono indipendentisti?

    • Giacomo Consalez says:

      Non disprezzo affatto l’editore di questo giornale. Se l’editore non gradirà più vedere miei interventi su queste pagine mi ritirerò in buon ordine. Finora non ho avuto alcun segnale in tal senso, dunque cerchi di non essere più realista di un eventuale re. In secundis, la mia era una risposta rivolta a un pubblico molto vasto di persone sbandate quali sono i seguaci di Grillo. Il mondo è più vasto delle ormai sparute schiere degli ex padanisti, e occorre parlare con tutti. Credo sia utile far sapere che tra le file indipendentiste ci sono idee serie e non soltanto invettive cialtronesche e da trivio (infatti i cialtroni sono tutto fuorché indipendentisti). Per chiarire, le idee che riporto in questo articolo non sono idee mie, ma idee condivise dalla gran parte di noi, come può leggere nei commenti. Io sono molto felice di sapere che l’indipendentismo sta crescendo e annovera molte persone serie, preparate e dignitose. Le cose stanno cambiando. Anche grazie a questo giornale.

  8. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Perfetta analisi (come sempre) dell’amico Giacomo. Ci spiace osservare però, la mancanza di un coordinamento generale europeo che raccolga le forze Indipendentiste il cui credo politico sia la Democrazia Diretta – Sovranità Popolare in ambiente Confederale e di contrapposizione alla politica di natura statalista nazionalista e centralista (fonte di guerre fratricide secolari in Europa).

    • Giacomo Consalez says:

      Ciao Venexian. Io ora lavoro con i ragazzi di Pro Lombardia Indipendenza. Io, coi miei 55 anni, sono il nonno del gruppo assieme ad Alberto Schiatti. Loro sono il tuo punto di riferimento lombardo per la democrazia diretta sul modello elvetico. Spero di incontrarti per discutere di queste cose. Ad majora.

  9. Vinsil says:

    sono TUTTI proci 😉

  10. Toscano Redini says:

    Bravo Giacomo! Son con te da cima a fondo, immaginandomi quanti altri argomenti hai trattenuto in gola per non appesantire troppo il pezzo.
    Delenda est italia. Qui i grillini fanno orecchie da mercante.

  11. Kirk says:

    Il M5S è pieno di superficiali e incolti animati da indignazione e da tante buone intenzioni: l’effetto concreto di questo connubio è l’inefficacia dell’azione, perchè l’indignazione può essere un buon motore, ma se non è resa profonda dalla comprensione e dalla cultura non ti porta a vedere le cause sistemiche e ti lascia la falsa convinzione che si possa correggere un andazzo che non è causa ma conseguenza. La cultura dell’Onestà e dell’Etica si basa sulla convinzione che questa sia l’unica discriminante tra Malgoverno e Buongoverno: falso. Gli interessi incrociati giocano un ruolo molto maggiore ed è questo che socialisti e buonisti non arrivano a capire o non vogliono accettare. Se poi uno è anche onesto e per bene, ancora meglio, ma non ci si può affidare al buon cuore del politicante per mandare avanti la baracca in modo accettabile. Ora io spero che l’ingresso in Parlamento dei “Grillini” serva a riavvicinare i cittadini alle istituzioni, con lo scopo di riprenderne il controllo, ma potrebbe avere anche conseguenze nefaste, data l’inesperienza dei singoli, la loro profonda ignoranza in materia e dulcis in fundo la struttura stessa del loro partito.

    Senza offesa, ma le buone intenzioni non sono sufficenti.

    • Dan says:

      Secondo me lo scopo di grillo fin dal principio era quello di avere un alibi per scatenare qualcosa.
      L’alibi sostanzialmente consiste nel poter dire “abbiamo messo della gente lì dentro perchè credevamo….” dopo di che, dopo un certo periodo di fallimenti (perchè è ovvio che proposte come il taglio dei soldi a politici e partiti non possono che fallire) semplicemente grillo alzerà le mani e dirà alla gente “fate vobis”.

  12. Dino Caliman says:

    In attesa che si possano avverare quelle condizioni da tutti auspicate, iniziamo a chiedere di far un pò d’ordine in casa It. https://secure.avaaz.org/it/petition/Eliminare_gli_abusi_di_potere_nelle_PMI/ Ci vorrà del tempo per integrare i S.Informativi. Ci troveremo avantaggiati quando si ripartirà, qualsiasi sia la posizione, se ottenuta, come da supplica rivolta a Maroni. Al limite, anche uniti potermmo lavorare meglio.

  13. DarioBs says:

    Complimenti Giacomo! Hai descritto perfettamente perché lo stato italiano è autoritario e irriformabile!

    • Giacomo Consalez says:

      Circa il prino post: è uno scritto eccellente. perché non chiedi a Leo Facco di pubblicarlo? Inoltre tu ignori, credo volutamente, il fattore astensionismo, che rende molto più incisiva la quota di voti ancorata alla spesa pubblica.

  14. Raoul says:

    Ho letto solo metà della FILIPPICA di FACCO: HA RAGIONE.COME SI FA A CONFUTARE QUELLO CHE DICE,BISOGNA ESSERE IN MALE FEDE O ESSERE STATALISTI BUROCRATI-PARASSITARI.

  15. Paolo Bonacchi says:

    Condivido totalmente. La storia dell’articolo 50 della bozza di costituzione, votato all’unanimità dai componenti della Commissione dei settantacinque e bocciato dai nascenti partiti di regime dopo la discussione finale, si deve a Marco Bassani che nel 1995 mi inviò il resoconto della discussione avvenuta in parlamento e che da allora ho pubblicato numerose volte su internet e che solo adesso, grazie a Enzo Trentin a te e a Fabio Castellucci, comincia a circolare. Questo è il testo di quanto ho scritto nel mio primo libro che proprio tu mi hai aiutato a pubblicare a Treviglio nel 1997. Questo è quanto ho scritto in “Per una lega chiamata UNIONE:

    “Ci chiediamo ancora per quale ragione davanti alla grave crisi istituzionale del paese non si proceda speditamente verso le tanto declamate riforme costituzionali, eliminando o correggendo o rinnovando le parti della Carta che siano di ostacolo al buon funzionamento dello Stato ed al progresso civile dell’Italia. Ancora una volta la risposta è semplice: nessuno vuole rinunciare ad una Costituzione che ha splendidamente garantito il potere politico ed economico ai professionisti della politica ed alle loro consorterie.
    Le strade del nuovo inganno sono due: la Commissione bicamerale già insediata e se questa non avrà risultati come è possibile, l’elezione di una Assemblea Costituente.
    C’è da giurare che entrambe riformeranno la Costituzione lasciando intatto il parlamentarismo integrale, il referendum abrogativo, ed al solito per Repubblica e Democrazia, intenderanno il gioco delle tre carte in cui il banco è dei politici, mentre l’allocco è sempre il popolo. Il regionalismo accentrato poi, sarà spacciato per federalismo e nuovamente lo Stato non si identificherà nel popolo. Del resto i pericoli sono scarsi: i ceti poveri non hanno mai fatto le rivoluzioni; quelli ricchi sono troppo occupati a godersi i benefici del loro stato sociale; la classe di mezzo si sente impotente e disorientata. Eppure uno strumento per la ribellione civile, avrebbe potuto esserci. Non tutti i costituenti furono politici assatanati di potere. Alcuni mostrarono lealtà ed onestà verso il popolo italiano, ma furono una ristretta minoranza. Lo dimostra la storia del secondo comma dell’articolo 50 del Progetto di Costituzione presentato per la definitiva approvazione all’Assemblea Costituente, da parte della Commissione dei 75 e discusso il 4 e 5 dicembre 1947.
    Ecco il testo proposto dalla Commissione: “Quando i poteri pubblici, violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla Costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino”.
    Per capire lo spirito di questo articolo, riporto alcune parti del dibattito avvenuto il 5 dicembre 1947 all’Assemblea costituente.
    Dall’intervento dell’On. Mastino Pietro: “Il cittadino ha l’obbligo di difendere contro ogni violazione le libertà fondamentali, i diritti garantiti dalla Costituzione e l’ordinamento dello Stato……Lo stesso codice fascista lo ammetteva ( il diritto all’insurrezione) ripetendo un concetto già affermato nell’art. 199 del Codice Zanardelli. Non è, quindi, in discussione il diritto di resistenza dell’individuo verso i soprusi esercitati a suo danno. Si tratta di un diritto da trasportare dall’individuo alla collettività. … Il codice attualmente in vigore (mi si consenta questo accenno) stabilisce lo stesso concetto; lo stabilisce anzi in termini più lati, in quanto l’art. 51 riconosce e fissa un concetto di legittima difesa che non si riferisce soltanto ai diritti della persona o – in certi casi – alla difesa della proprietà, sibbene ai diritti in genere. … Si tratta ora di portare questo concetto nel campo del diritto costituzionale. … Oltre a questo profilo giuridico vi è però una ragione morale, per cui lo Statuto acquisterà di importanza quando si sarà stabilito l’obbligo del cittadino di difendere i diritti fondamentali, ma nell’interesse dello Stato e della collettività tutta.”
    Dall’intervento dell’on. Rossi Paolo: ” La pretesa di giustificare legalmente l’insurrezione, come si vorrebbe, infantile. La rivolta contro i pubblici poteri è giudicata, giustificata o condannata volta a volta dal successo o dall’insuccesso … Non inseriamo disposizioni ingenue; salviamo la serietà del nostro testo statutario. O rimarremo nella intrinseca legalità costituzionale, e la Corte della garanzie funzionerà contro errori ed abusi, oppure la Costituzione da un lato o dall’altro, sarà fatta a brani con la violenza; e purtroppo allora la parola della legge non sarà più efficace.”
    Dall’intervento dell’on. Nobili Tito Oro: ” …. Sono spiacente, onorevoli colleghi, di trovarmi in così profondo disaccordo con l’onorevole Rossi. La legittimazione della resistenza opposta alla violazione dei diritti garantiti dalle Costituzioni non è una novità creata dalla ingegnosità capricciosa della Commissione e sostenuta dalle correnti estremiste dell’Assemblea per spirito fazioso o magari soltanto demagogico. Che a sostenere, nel momento in cui si trova investita dalle correnti antiliberali o pseudo liberali, la disposizione del secondo comma dell’art.50, non si ritrovino oggi nemmeno coloro che ne furono gli autori e che la proclamarono e la fecero approvare in sede di Commissione, può essere prova delle considerazioni di opportunità e di convenienza che orientano mutevolmente, in relazione ai mutevoli momenti della vita politica, le altre parti dell’Assemblea; ma non è certamente prova dell’insostenibilità giuridica del principio che la disposizione afferma. ……Il diritto di resistenza all’arbitrio fu rigorosamente consacrato nel diritto pubblico inglese fin da quando l’Inghilterra, dopo la memorabile sua rivoluzione, conquistò le libertà politiche (Loch, Algermon Sidney, Milton, ecc.). E la costante tradizione inglese osservò il principio della limitata obbedienza, della quale era corollario il diritto di resistenza, anche collettiva, all’arbitrio degli organi del potere. … La resistenza non è un’aggressione e tanto meno una rivoluzione; essa è una difesa. Perché astenersi dall’insegnare al popolo che questa difesa, in situazioni eccezionali, sarebbe non tanto legittima ma doverosa? … S’intende che la legittimazione della resistenza trova la condizione limite nella perpetrazione da parte dei pubblici poteri di un eccesso, di un abuso, di un sopruso. … L’essenziale che le proclamazioni dei principi di libertà e di giustizia e dei diritti politici non restino una lustra beffarda e che nella Costituzione si stabilisca almeno la più elementare delle sanzioni per il caso che i pubblici poteri abbiano a manometterli e a farne scempio.”
    Dall’intervento dell’on. Gullo Fausto: “A me pare che nella nuova Costituzione noi dobbiamo affermare il diritto del cittadino a ribellarsi all’arbitrio e alla tirannia. Noi non legalizziamo così la rivoluzione, perché, on. Rossi, se noi muoviamo da questa premessa , si deve andare anche più in là del suo insegnamento. Ma quale Costituzione ha mai fermato un popolo dal conquistare i suoi diritti o un tiranno dal calpestare i diritti stessi? Nessuna Costituzione riuscita a ciò. … E’ un monito che si dà all’autorità. … Affermare questo principio non significa altro che dare concreta attuazione a quegli altri diritti che noi abbiamo affermato nella parte generale della Costituzione, i diritti del cittadini, i diritti dell’uomo: Se questi diritti sono violati ed offesi dall’autorità costituita, i cittadini offesi, e come collettività e come singoli, hanno diritto di ribellarsi.”
    Dall’intervento dell’on. Mortati: ” Noi abbiamo creato un insieme di garanzie atte a preservare dalla violazione dei diritti anche di fronte ai supremi organi dello Stato … é tradizionale nel pensiero cattolico l’ammissione del diritto naturale alla ribellione contro il tiranno. Ci sono scrittori cattolici che riconoscono la legittimità perfino della soppressione del tiranno. … io ed i miei colleghi di Gruppo riteniamo che non sia opportuno sancire un tale principio nella Costituzione, ed è per questi motivi e con questo significato che dichiariamo di votare per la soppressione dell’art. 50 .”

    Cosa accadde quando l’Assemblea costituente esaminò il testo dell’art. 50 , è facile immaginare: fu bocciato!
    Consapevoli i più, che le affermazioni di principio di Repubblica e Democrazia sarebbero state solo buone intenzioni; illuso il popolo di contare qualcosa con il referendum abrogativo e con la crocetta da mettere ogni quattro anni su una scheda preparata dopo infinite lotte al coltello dalle segreterie dei partiti; ingannati i cittadini sulla concretezza della loro partecipazione alla vita politica mediante l’iniziativa delle leggi, non rimaneva che impedire una possibile e legittima resistenza popolare contro la violazione dei diritti e dei principi che la stessa Costituzione garantiva ed affermava.
    I diritti costituzionalmente garantiti, sono stati violati numerose volte; i principi in essa affermati spesso disattesi in danno del popolo ed a favore del potere politico consociato; abusi di ogni sorta sono stati commessi contro il popolo con tasse ingiustificate ed assurde, ma nessuna resistenza seria, a parte quella forse incoerente da un punto di vista del consenso politico, ma certamente onesta e vigorosa dei Radicali, è stata tentata dai partiti per opporsi alle violazioni ed agli inganni nei confronti della Costituzione.
    E’ quindi l’ora di scegliere, consapevoli che in questa scelta si gioca il destino del nostro popolo. O vogliamo essere liberi e responsabili del nostro avvenire, oppure continuiamo ad essere subordinati alle forze politiche che nuovamente decreteranno la superiorità del Parlamento nei confronti della sovranità popolare. L’Unione è sorta per tentare la via della resistenza.”

    L’UNIONE che con Enzo Trentin e pochi altri auspicavamo, nonostante numerosi tentativi non è mai nata, ma tutto quello che avevo scritto allora si è puntuamente verificato aggravato dall’incapacità di unire le forze che avrebbero potuto evitare questa drammatica situazione che nel tempo finirà nel sangue.

  16. Paolo Brembilla says:

    Completamente d’accordo con l’articolo di cui condivido anche le virgole

    inoltre il M5s ha anche un altro problema (e non di poco conto)… manca la democrazia interna, l’hanno già sperimentato tutti quelli che dicono qualcosa non conforme ai “bigini” dei 2 guru
    mi ricorda tanto un partito finto-rivoluzionario che non ha mai fatto nemmeno i congressi per eleggere il a segretario e che, con espulsioni continue, ha eliminato tutte le teste pensanti che si erano iscritte

  17. giordano says:

    Condivido tutto,eccezion fatta per la neanche tanto velata critica alla social-democrazia (sebbene indicata all’amatriciana).
    Ma questo il signor Consalez già lo sa…

  18. Heinrich says:

    Grande Giacomo!

  19. Albert Nextein says:

    Occorrerebbe regalare a Grillo ed ai suoi amici di 5stelle alcuni testi libertari.
    Qualche titolo di Facco e di Usemlab.

    • Liugi mobile says:

      Bisognerebbe almeno regalare loro qualche copia della costituzione italiana, sperando che se la leggano con attenzione e capiscano che i pilastri del loro programma politico sono INCOSTITUZIONALI.

  20. nic says:

    Mi piace questo post!
    Anche perché riconosce il problema del sud per quello che è: un problema voluto dallo stato.
    Gary North in un suo articolo usava la metafora dei delfini: lo stato americano vieta ai turisti di nutrirli perché è pericoloso. Disimparerebbero a cacciare, le mamme non saprebbero più insegnare ai cuccioli la sopravvivenza e poco per volta finirebbero per dipendere completamente dall’uomo.

Leave a Comment