Come fanno le banche a moltiplicare il denaro dal nulla

di ROBERTO GORINI

Come fanno le banche commerciali a moltiplicare il denaro dal nulla. Come funziona e cos’è la riserva frazionaria e chi ci guadagna. La riserva frazionaria è un moltiplicatore che consente l’espansione del credito. In un sistema a riserva frazionaria diversa dal 100% il sistema bancario può accreditare del denaro in quantità superiori ai depositi che ha.

Secondo economisti di orientamento marxista, l’espansione del credito assicura tassi di crescita anche decennali alle economie capitalistiche, ma inevitabilmente porta a crisi di sovrapproduzione oppure a crisi economiche dovute all’insolvenza di molte imprese alla scadenza dei debiti. Più in generale, si critica il fatto che la quantità di moneta prestata possa non corrispondere ad una ricchezza reale e quindi causare inflazione e calo della domanda.

Secondo la scuola austriaca di economia, in particolare Ludwig von Mises, la crescita dei prezzi è l’effetto di una crescita della moneta circolante, non corrisposta da un aumento della ricchezza reale: l’espansione del credito, derivante dalla possibilità di una riserva frazionaria inferiore al 100%, causerebbe una crescita dei prezzi ogni qualvolta lo stock di debito di Stato, famiglie e imprese cresce più rapidamente del PIL. Ovviamente, l’indebitamento può crescere tanto più rapidamente quanto più è bassa la “barriera” della riserva obbligatoria. Si tenga presente che la riserva obbligatoria non determina la domanda di prestiti. Tali considerazioni contribuiscono a formare la teoria austriaca del ciclo economico.

 

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30 Comments

  1. “Come fanno le banche a moltiplicare il denaro dal nulla” lo spiega bene la Banca Nazionale Svizzera:

    http://www.snb.ch/i/welt/portrait/banks/4.html

    Meglio di loro chi può saperlo?

  2. Alberto Pento says:

    Simpatico e bravo sto Gorini che non conoscevo.

  3. Alberto Pento says:

    Credo che in questa pagina si trovi una buona spiegazione sulla questione “moltiplicazione del denaro”.

    Istituto Bruno Leoni

    http://brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8530

    L’origine dell’inflazione
    L’inflazione proviene dall’espansione della base creditizia, che è la componente più importante dell’offerta monetaria, cioè dei mezzi di circolazione: depositi a vista e moneta corrente (banconote e moneta metallica). La tecnica più usata per espandere la base creditizia è rappresentata dalle cosiddette operazioni sul mercato aperto, attraverso cui la Banca Centrale riacquista dalle banche commerciali titoli di Stato già in loro possesso. Lo scopo finale è aumentare la base creditizia per abbassare il tasso di interesse e incentivare gli investimenti. Il controvalore dell’acquisto dei titoli versato sui conti delle banche crea la disponibilità di nuovi depositi a vista sulla cui base le banche possono effettuare nuovi prestiti. Nel momento in cui la banca effettua un nuovo prestito crea nuovo denaro. Ma ogni singolo deposito non dà origine a un solo prestito, ma a un multiplo la cui grandezza dipende dalla frazione di deposito che la banca, per legge, deve trasformare in riserva al fine di far fronte a richieste di immediata liquidità dei depositanti. Ad esempio, se il deposito è 100 e il rapporto di riserva è pari al 10%, la banca può prestare 90 perché 10 vanno destinati a riserva. Tuttavia poiché i soggetti economici spendono e depositano denaro in continuazione, il prestito originario di 90 dà origine ad un altro deposito e quindi ad un altro prestito di 81 che è 90 meno 10% di riserva. A propria volta, il deposito di 81 dà origine ad un nuovo prestito diminuito della riserva e così via fino ad esaurimento dei riprestati, il cui limite espansivo è 1000 e che si ottiene moltiplicando il deposito originario di 100 per il reciproco del coefficiente di riserva pari 1/0,10. Il ciclo della crescita si completa appunto quando i depositi raggiungono 1000 rimanendo le riserve al 10%, cioè a 100. Un singolo deposito è dunque la base per decuplicare il denaro in circolazione. Ma il denaro complessivamente creato è in realtà molto di più. Infatti, il ciclo di deposti schematizzato nell’esempio va a sommarsi ad un altro identico ciclo, generato in precedenza dall’acquisto da parte della banca centrale del titolo originario di 100 emesso dallo Stato per finanziare la spesa pubblica e che poi è servito per effettuare l’operazione di mercato aperto. Sommando i due cicli di depositi o ripresti, la massa monetaria è aumentata non di 10 ma di 20 volte, cioè il denaro creato è stato di 2000 a fronte di un singolo deposito di 100. Questa metodologia di moltiplicazione del denaro si chiama sistema di riserva frazionaria, perché la crescita dei depositi è un multiplo della loro riserva. Se la banca centrale, invece di espandere, volesse ridurre il denaro in circolazione dovrebbe fare l’operazione opposta, cioè vendere titoli alle banche in cambio di denaro, riducendo così i loro depositi da destinare al prestito. Questa è l’essenza della politica monetaria: espandere e contrarre la massa monetaria e, in corrispondenza, abbassare o alzare rispettivamente il tasso di interesse.

    • Alberto Pento says:

      Diciamo che le banche non creano “denaro” inteso come banconote, perché questa è prerogativa delle banche centrali, quello che creano è “denaro virtuale” = valori contabilizzati con le varie operazioni di prestito basate su un minimo iniziale di “denaro reale o banconote” che si moltiplica solo virtualmente non realmente.

      • Mercanzin Marco says:

        No. Non e’ così .
        Ma non vedete che alla fine del giro siamo pari e patta?
        Quando viene erogato un credito, per esempio per la solita auto, poniamo che la base monetaria del paese sia 1000. La banca, dietro richiesta del cliente, eroga un prestito di 10 per acquistare la macchina. Attenzione, a questo punto la banca ha un credito nei confronti del cliente, ma ha anche un debito verso il sistema bancario tutto, perche’ a bilancio lei ha una uscita, che prima o poi andra’ compensata in sede di compensazione cona banca ditalia. Cioe, in base alle sue riserve, ha il permesso di prestare soldi, con l’obbligo pero’ di ripristinare l’uscita alla fine del prestito. Quindi, alla fine il saldo sara’ pari, con solo gli interessi in piu’. Quei dieci vanno al concessionario. E fin qui la massa monetaria sarebbe aumentata di 10 , cioè siamo a 1010 della massa monetaria circolante in quel paese.
        Successivamente, il cliente, lavorando si spera, paga le rate del prestito e le versa alla banca erogatrice, sottraendo moneta al mercato per versarla alla banca, la quale con quei soldi ripianterà il debito ( non si potrebbe chiamarlo così, ma per semplicità citiamo così ) con il sistema di compensazione della banca d’Italia e spariranno o per meglio dire, saranno “sterilizzati”. Quindi quei 10 alla fine esisteranno, ma solo dopo i due o tre anni della durata del prestito e solo perché il cliente lavorando li ha guadagnati
        Quindi non si crea nulla, a parte il normale aumento della massa monetaria che segue la crescita di produzione, cosa che ora non sta avvenendo, essendo in presenza di mancanza di liquidità, dovuta all’euro e alla non emissione sul mercato di moneta da parte della BCE.
        Insomma, la nostra economia funzionerebbe e a che bene, ma questi hanno pensato bene, per massacrarla e comprarla per un tozzo di pane, semplicemente di ridurre le emissioni nell’economia reale, e anzi, di riservarle esclusivamente per il sistema bancario, finalizzato unicamente a speculazioni finanziarie.
        Semplice, togliendo il sangue (la moneta) anche il corpo più sano muore.

      • Alberto Pento says:

        Inoltre a quanto da me precedentemente scritto devo aggiungere che:
        la differenza tra la massa del denaro vero cartaceo o monetario in circolazione e la massa di denaro virtuale (contabilizzato dalle banche) mi pare sia in parte coperta da le carte di credito, da gli assegni e da altri titoli.

        • Alberto Pento says:

          http://brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8530

          Ma la domanda a questo punto è: con quale denaro la banca centrale ha pagato originariamente allo Stato l’acquisto del suo titolo per permettergli di effettuare la spesa pubblica?
          Il denaro proviene forse da risparmio, cioè da potere d’acquisto reale precedentemente creato nel corso di qualche processo produttivo? No, la Banca lo crea arbitrariamente, iscrivendo simultaneamente nell’attivo del proprio bilancio l’acquisto del titolo e, nel passivo, il credito a favore dello Stato, che così può emettere assegni e spendendo può esercitare un potere d’acquisto extra e fittizio che diluisce tutto il potere d’acquisto preesistente a spese dei soggetti economici privati. Così tutto il denaro che è stato creato è fittizio perché, sostanzialmente, la banca e lo Stato si scambiano pezzi di carta che avranno un tremendo impatto sull’economia: la costruzione “piramidale” dell’inflazione. In generale, quando le banche prestano denaro ai privati o allo Stato, non riprestano denaro già esistente che la gente ha risparmiato facendo sacrifici, come si crede. Esse concedono prestiti creando all’istante i depositi sui loro conti correnti. Quando si usa l’espressione stampare denaro ci si riferisce proprio a questo processo, che oggi con un termine propagandistico ed elegante come quantitative easing e altro non è che un gigantesco schema inflazionistico basato sulla contraffazione legale del denaro. Questa è la conseguenza del monopolio dell’emissione del denaro da parte delle Banche Centrali. Essendo le politiche monetarie e economiche inseparabili, lo Stato e il sistema bancario hanno bisogno l’uno dell’altro per crescere e pertanto la conclamata indipendenza dall’istituto di emissione dal potere politico è una semplice finzione istituzionale.

  4. Mercanzin Marco says:

    CONTRARIAMENTE A QUELLO CHE MARTELLA LA PROPAGANDA, IL DEBITO PUBBLICO – DELLO STATO – E’ IL CONTRARIO DI QUELLO DELLA MAMMA, DELLA NONNA E DELLO ZIO.

    PERCHE’ LO STATO FA LUI LE LEGGI E DECIDE SE, COME E QUANDO PAGARLO, MA SOPRATUTTO PERCHE’ LO STATO EMETTE MONETA ALLO STESSO MODO IN CUI EMETTE BTP E PUO’ SCAMBIARE MONETA CON TITOLI DI STATO COME E QUANDO VUOLE.

    Se lo stato vuole comincia domani a comprare 100 miliardi di BTP al mese, a qualunque prezzo, tanto li tiene fino in scadenza e li paga chiedendo alla Banca centrale di accreditargli 100 miliardi al mese. E tra 20 mesi il debito pubblico italiano… paf..! è sparito.

    Magia… niente più spread, niente più aste, niente più future sul BTP, sparito tutto. Non è mica una teoria, ci sono articoli tutti i giorni su Reuters che dicono che in USA e Inghilterra quasi tutto il debito pubblico in asta da due anni lo compra la Banca centrale e se continuano così rischiano di far sparire tutto il debito pubblico.

    Questo è possibile perché debito pubblico e moneta non solo “i soldi” che immagini tu, quelli nella cassaforte, ma entrate contabili presso il bilancio della banca su cui si ha il conto, a cui corrisponde a sua volta un entrata nel bilancio della Banca Centrale. E questo bilancio è “a fisarmonica”, lo si può dilatare a piacere, come del resto poi Draghi, Bernanke e soci stanno facendo. Per cui il bilancio della Banca Centrale può ingoiare tutto il debito pubblico e farlo sparire.

    E’ UN GUAIO SE SI SOSTITUISCE DEBITO PUBBLICO CON MONETA?

    L’unica differenza per chi riceve moneta al posto dei suoi titoli di stato sarà che, invece di ricevere un 4 o 6% di interesse, non riceve niente. Per cui dovrà trovarsi qualcosa d’altro che gli renda qualcosa. Dura la vita di chi cerca una rendita senza rischio. Fino a prova contraria questo non è un dramma come fare chiudere le fabbriche e le ditte e lasciare tre milioni senza lavoro.

    Giovanni Zibordi
    http://www.cobraf. com

  5. Mercanzin Marco says:

    Sbagliato.
    Quando la banca presta 10000 dei 15000 non crea nulla e non aumenta la massa monetaria .
    Semplicemente in cassaforte della banca restano 5000 euro e al concessionario, quindi alla sua banca nel suo conto corrente vengono accreditati 10000.
    Poniamo ora il caso che il primo risparmiatore ( quello dei 15000 euro) vada a ritirare i sui 15000 domani mattina, e, sempre domani mattina il concessionario vada a ritirare i suoi 10000: che succede?
    Entrambi vengono liquidati, ma non perché siamo di fronte a 25000 euro, ma in quanto, in banca d’Italia esiste la camera di compensazione che fornirà alla banca del risparmiatore i 10000 euro mancanti, ma a quel punto, la prima banca ( quella che ha concesso il prestito) sarà debitrice della banca d’Italia .
    Ergo, a bilancio, non si sarà mosso nulla, a parte gli interessi guadagnati per il prestito.
    Molto semplice.

  6. Alessandro P says:

    esempio facile:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Moltiplicatore_monetario#Processo_di_moltiplicazione

    (le formule coi determinanti contengono definizioni non facilissime ma anche quelle sono comprensibili)

  7. Alberto Pento says:

    Scutatemi tanto, per l’ignoranza ma ho appena il denaro per vivacchiare e qualche volta anche no.
    Da quanto ho letto e inteso (?) mi pare che quello che si moltiplica e si crea dal “nulla relativo del primo reale denaro prestato” non è il “denaro” come cartamonteta ma “il valore che viene contabilizzato relativo al denaro” che non è il “denaro in sè” ma il suo riflesso contabile che altri hanno chiamato con diverse espressioni.

    In altre parole il denaro non si moltiplica come per magia o per miracolo divino ma quello che aumenta è la sua contabilizzazione.

    • Dan says:

      In parole ancora più semplici c’è la scatola di surgelati con il cibo al suo interno e la scatola di surgelati senza niente dentro.
      Entrambe si trovano nel freezer e sono mescolate le une con le altre. Finchè sono in pochi a dare l’assalto al freezer le possibilità di far scoprire l’inghippo sono basse. Quando sono in troppi…

  8. Fratel Cadfael says:

    In effetti il ragionamento di Mercanzin presenta un difetto. Ripartiamo:
    Il Sig. X versa alla Banca di Credito € 10.000,00.
    La Banca di Credito presta al Sig. Y € 8.000 che li versa alla Banca di Prestiti. La differenza resta alla riserva dellan Banca ed altre obbligatorietà…
    La Banca di Prestiti concede un finanziamento al Sig. Z di € 6.000,00 che li versa alla Banca di Debito. Anche qui €2.000,00 rimangono alla Banca quae riserva ed altre obbligatorietà.
    Da ultino la Banca di Debito presta al Sig. M € 4.000,00 che € 2.000,00 se li porta a casa ed € 2.000 li lascia sul con5to.. La differenza ovvero Euro 2.000,00 rimangono alla Banca per im soliti motivi.:
    Riepiloghiamo:
    I soldi sono reali sono quelli del Sig. X:a € 10.000,00
    però:
    Il Sig. X ha sul conto e 10.000,00
    Il Sig. Y ha sul conto € 8.000,00
    il Sig. Z ha sul conto € 6.000,00
    Il Sig. M ha sul conto € 2.000,00 ed in tasca altri € 2.000,00,
    Le tre banche hanno ciascuna € 2.000,00 di riserva ed altre obbligatorietà.

    In definitiva gli € 10.000,00 iniziali sono diventati:
    – € 26.000,00 depositati nei c/c (10.000 + 8.000+I 6.000+2000),
    – € 2.000,00 in tasca al Sig. M,
    – € 6.000,00 nelle casse delle Banche quakli riserve ed altre obbligatorietà.

    In conclusione: € 10.000,00 = € 34.000,00.
    DOMANDA. COME PUò IL SISTEMA STARE IN PIEDI?

    • Mercanzin Marco says:

      Quando una banca raccoglie capitali, ne accantona una parte sotto forma di riserva e può prestare il resto. Per esempio se raccoglie 100 euro, 10 euro diventano riserve e la banca può prestare il resto, 90 euro. Supponiamo che la banca A presti 90 euro a qualcuno, che li spende. Chi li riceve in pagamento li versa nel proprio conto presso la banca B, che, come la banca A, destina il 10% è destinato alle riserve, e presta il resto, 81 euro. E il processo riprende finché non resta nulla da prestare.
      Riassumiamo i vari passaggi in una tabella2
      Raccolta
      Riserve
      Impieghi
      banca A
      100
      10
      90
      banca B
      90
      9
      81
      banca C
      81
      8,10
      72,90
      banca D
      72,90
      7,29
      65,69
      …..
      …..
      …..
      …..
      Totali
      1000
      100
      900
      La tabella ci dice che per ogni banca e per il sistema bancario nel suo complesso la raccolta supera sempre gli impieghi e che il rapporto raccolta/impiego totale è 1/r volte la raccolta/impiego iniziale, dove r è la percentuale di riserva. Se r=10%, 1/0.1= 10 volte.
      1/r è il moltiplicatore monetario (massimo): per ogni euro di nuova moneta creata (in gergo si chiama base monetaria), l’offerta di moneta cresce di 1/r volte dove r è un valore compreso tra 0 e 1 (0<r<1).
      Per 100 euro di raccolta aggiuntiva, il sistema economico nel suo complesso (e non la singola banca) produce impieghi (prestiti) che sono pari a un multiplo del primo impiego.
      Il valore effettivo del moltiplicatore monetario non è “costante o perfettamente prevedibile”3. In Italia nel periodo 1958-1983 è variato tra 2,8 e 4,8, ad ulteriore conferma che la singola banca non presta 50 euro per ogni euro raccolto.
      Note
      (1) http://www.ecb.int/ecb/legal/pdf/l_25020031002it00100016.pdf all'articolo 3
      (2) ho scritto banca A, banca B eccetera, ma si può pensare che la banca A e la B siano la stessa banca, ovvero che chi riceve i soldi li depositi su un conto aperto presso la stessa banca di chi li ha ricevuti in prestito;

    • Leghistanco says:

      Lei conosce bene il meccanismo del moltiplicatore ed il Suo esempio è chiarificatore per i lettori.

      Io leggo il giornale quando tratta materia finanziaria, ma ho poco tempo (in verità ho anche poca voglia di intervenire…visti i risultati!).

      Leggo comunque troppo spesso argomentazioni prive di qualsiasi fondamento, probabilmente frutto della fantasia di qualche grafomane.

      La prego di intervenire ancora su argomenti analoghi, nell’interesse dei lettori !

    • Luca says:

      Però non si capisce da dove il Sig. X prende i primi 10.000 Euro. Probabilmente derivano dal pagamento per un bene o un servizio. Ma colui che ha pagato il Sig. X li ha probabilmente presi dal proprio conto su un’altra banca. Ma questo dovrebbe innescare un processo di contrazione dei prestiti concessi dall’altra banca esattamente speculare a quello descritto da Fratel Cadfael e l’effetto complessivo sarebbe nullo.

      • Dan says:

        Secondo me non è importante l’origine di quel denaro quanto il fatto che in un qualunque momento può succedere qualcosa per cui il cliente di una data banca abbia bisogno di recuperare il proprio deposito. Finchè si tratta di un singolo cliente o di un certo numero al di sotto di una soglia di guardia (esiste una formula per conoscerla ?) il gioco regge perchè ovviamente stiamo parlando di cifre molto elevare anche se divise per cento, ma quando sono troppi a ritirare i soldi lì sono guai.

        E come si fa a creare quel “troppi” ? Semplicemente dal punto di vista di un imprenditore, clienti che non pagano (se poi il cliente è anche esattore come lo stato…) ed aumenti delle tasse: al principio si ritirano soldi dal conto poi si vendono delle proprietà infine si passa ai prestiti (ultima ratio si vendono le ultime proprietà come la prima casa) che però risulteranno sempre minori perchè s’è ridotta la quota dei depositi.
        Moltiplica tutto questo per tante piccole imprese ed il crack è assicurato

  9. unioneindipendentistalombarda says:

    Ma è mai possibile che nessuno parli del signoraggio bancario?

  10. Luca says:

    La riserva frazionaria non moltiplia un bel niente. Semplicemente una banca trattiene una piccola percentuale dei soldi che riceve in prestito e il resto lo da a sua volta in prestito. Lo stesso potrebbe avvenire anche se ci fosse il sistema aureo. Nessuna magia, nessuna truffa, nessuna moltiplicazione. Pensiamo ai problemi reali…

    • Mercanzin Marco says:

      Esatto, non c’è nessun moltiplicatore, ma solo perché , se hanno in riserva 3 possono prestare 100, ma intanto quei 100 vanno ( per esempio al concessionario) e la banca li segna come uscita, facendolo effettivamente uscire, quindi quando gli verranno restituiti il saldo sarà zero. A parte gli interessi. Tutto qui. Nessun moltiplicatore di danaro.

  11. Mercanzin Marco says:

    immaginate le banche come un sistema unico, che in effetti è ciò che le banche sono. Il Sig. A va in banca e ottiene un prestito di 10.000 euro. La banca si inventa dal nulla quella cifra, e apre un c/c per il Sig. A. Il c/c rappresenta il passivo della banca verso A (gli dovrà mettere a disposizione quei soldi). La banca riceve da A una carta con su scritto “devo restituirvi questi soldi”, che rappresenta l’attivo che la banca ha in mano in cambio del c/c di A. Situazione: la banca ha dato al Sig. A dei numeri elettronici creati dal nulla = zero valore, e lui le ha dato un pezzo di carta = zero valore. Poi A spende quel denaro per comprare un’auto, che invece è un valore concreto, che lui possiede non la banca. Il concessionario verserà i 10.000 euro del Sig. A creati dal nulla, cioè aria fritta, nella sua banca, ed essa è costretta ad accettare come validi quei soldi aria fritta inventati da un’altra banca. Situazione a livello di banche come sistema unico: c’è una banca, quella del Sig. A che è a credito di 10.000 euro (A glieli deve ridare), e ce n’è un’altra che è debito di 10.000 euro (li deve al concessionario che li ha versati). Esiste quindi a livello di sistema bancario un credito che è annullato da un debito. Pari, nessun profitto per le banche finora, infatti quei 10.000 euro per le banche non sono nulla, solo impulsi elettronici inventati da una banca e accettati come buoni da un’altra banca. A dovrà lavorare per restituire quei soldi, ma non lavorerà per pagare la banca, bensì per pagare la sua auto. Alla banca, attraverso le rate pagate da A, ritorneranno indietro gli impulsi elettronici aria fritta che si è inventata. Ovviamente, col meccanismo degli interessi si generano altri codici sia per la banca che per i c/c di A e del concessionario, ma questo di nuovo non è sempre una ricchezza reale, sono solo codici astratti che possono o non possono essere un bene al netto (se la banca è in passivo anche gli interessi scompaiono).

    • Leghistanco says:

      Io non so se lei abbia voglia di scherzare o abbia operato nel Credieuronord, ma scrive cose fantasiose !

      Confonde il prestito con il fido, non tien conto della riserva obbligatoria, indispensabile per comprendere il meccanismo del moltiplicatore dei depositi e del credito….
      Usa una terminologia di estrazione salsamentaria!

      Perchè si diverte ad inventarsele ed a raccontarcele ?

      Non si sarà per caso laureato all’università Kristal di Tirana ?

      • Mercanzin Marco says:

        Ripeto. Esponga dove sono gli errori in quello che scrivo.
        Sarò lieto di scusarmi.

        • Leghistanco says:

          Se è interessato a vedere come funziona realmente un Istituto di Credito, magari piccolo come quello che mi dà pane e companatico, pubblichi qui un numero telefonico: la contatterò e, se non le sarà di disturbo venire nel profondo Nord, dove le piccole banche funzionano correttamente, le mostrerò, nel pieno rispetto del segreto, le procedure e gli effetti dei vincoli Bankit !
          Il nostro miglior gadget è un ombrello robusto, da montagna !
          Sarà mia premura fargliene dono!

          • Mercanzin Marco says:

            La prego solo di indicarmi e spiegarmi le inesattezze che avrei detto.

            • Leghistanco says:

              Il moltiplicatore dei depositi e del credito non funziona come ha scritto Lei !
              Se l’è inventato !

              A l’è inutil insegnà al mus, si piart timp e in plui si infastidis la bestie!

        • Bacchus says:

          Il suo ragionamento è in parte corretto: le banche non si inventano i soldi dal nulla, ma partono dal denaro versato dai risparmiatori. Con quest’attività di intermediarie del credito, le banche creano nuova moneta. Si può correggere il suo esempio in questa maniera. Ammettiamo che un risparmiatore versi sul suo conto in banca 15’000 euro in banconote. Questo versamento non modifica la quantità di moneta presente nel sistema economico. Le banconote non si trovano più in circolazione, bensì nella cassaforte della banca. I 15’000 euro, tuttavia, sono accreditati sul conto del risparmiatore.
          Per la banca non ha senso lasciare il denaro in cassaforte. Perché non prestarlo, esigendo un interesse? Ecco che un privato A ha bisogno di denaro per un nuova autovettura. Con un credito, la banca gli presta 10’000 dei 15’000 euro che il risparmiatore ha versato. L’importo è accreditato sul conto di A. Cosa significa questo per la quantità di moneta? Sul conto del risparmiatore continuano a figurare 15’000 euro. A dispone di 10’000 euro. La quantità di moneta è quindi aumentata di 10’000 euro. Se ora A si serve del credito per comprare l’autovettura e la concessionaria versa l’importo ricevuto in contanti sul proprio conto, la banca ne cederà di nuovo una parte in credito. La quantità di moneta aumenterà un’altra volta. In questo modo, la creazione di moneta prosegue. Ci sono limiti alla creazione di moneta da parte delle banche? La banca del risparmiatore non ha ceduto in credito l’intera somma di 15’000 euro. 5’000 euro sono rimasti in riserva. La banca deve infatti prevedere la possibilità che il risparmiatore voglia operare un prelievo. La costituzione di riserve limita la possibilità delle banche di creare moneta. Ciononostante, le banche sono vere e proprie «moltiplicatrici della moneta».

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