Riscaldamento globale, tanto allarmismo… per nulla!

di FILIPPO SPAGNOLI

In quest’ultimo secolo la temperatura media della Terra è aumentata di circa 0,7 gradi. Bisogna partire da questo importante dato per contestualizzare il dibattito sul global warming. Quello che preoccupa è che da un semplice dato termometrico si debba ripensare ai nostri sistemi energetici e attraverso essi alle nostre economie di mercato. Tutto ciò è portato avanti da organizzazioni composte da persone volenterose ma quasi sempre mal informate che sono riuscite, non si sa bene come, ad influenzare governi ed istituzioni internazionali tra cui l’ONU e l’UE.

Gli ambientalisti da più di trent’anni ci bombardano con impetuose campagne allarmistiche sull’innalzamento della temperatura del globo dovuta all’aumento delle emissioni di CO2 nel tempo. Essi sostengono che la crescita economica porti ad un aumento delle emissioni di CO2, dunque si è portati a pensare che una crescita industriale senza limiti comporti una crescita costante delle emissioni di CO2. Come possiamo vedere dal grafico presente nel libro di V. Klaus “Pianeta blu non verde”, le emissioni pro capite di anidride carbonica sono aumentate fino al 1979 e da quel momento sono andate calando.

Smentito il mito dell’aumento delle emissioni di CO2, affrontiamo ora, in modo condensato, il problema del riscaldamento globale. Molti scienziati si scagliano contro tutte quelle persone che accusano autoritariamente l’uomo di adulterare il clima; come ad esempio il professor F. Singer, fisico dell’atmosfera dell’Università della Virginia, afferma che “il riscaldamento globale ha luogo addirittura su Plutone” [1].

II professor G. Kukla della Columbia University, sostiene che “l’attuale riscaldamento è un processo naturale causato dal cambiamento della geometria dell’orbita terrestre intorno al Sole; non esiste alcun modo con il quale l’uomo può fermarlo, pur se lo volesse”2. J.M. Hollander, professore di Energia e Risorse dell’Università della California sostiene che “senza  i gas ad effetto serra, la terra sarebbe troppo fredda, tutta l’acqua del pianeta sarebbe congelata e la vita non si sarebbe mai sviluppata” 3. I.M. Goklany dimostra che, dal 1979 al 2002, a causa del caldo sono morte 8589 persone e 16.313 per condizioni di freddo estremo4. Possiamo dunque affermare che l’umanità contribuisce in misura minima al riscaldamento globale (+0,7 nell’ultimo secolo) ma di certo non è la causa principale.

Lunedì 8 aprile 2013 sul settimanale “New Scientist”, Fred Pearce, conferma le teorie degli scienziati, citate da me poc’anzi, secondo le quali il riscaldamento globale è una bufala. Due giorni dopo le conferme arrivano anche da una testata sensibile ai problemi ecologici come “la Repubblica”. In prima pagina infatti Elena Dusi, con il suo articolo, segnala il non problema “smentendo però ogni facile ottimismo”in quanto, prosegue la giornalista, “molti fattori confermano che lo squilibrio climatico del pianeta è sempre molto forte”; il tutto è infine ripreso da “Libero” il quale stabilisce, con la firma di Maurizio Stefanini, che le politiche intraprese per il riscaldamento globale ci sono costate circa 300 miliardi6. Perché dunque dovremmo dedicare le nostre scarse risorse a quello che in sostanza è un non problema e ignorare le problematiche reali che il mondo si trova davanti, limitando uno sviluppo che potrebbe ovviare a problemi quali malnutrizione e negazione dei diritti umani?

Cosa dunque possiamo fare? Dobbiamo restare con le mani in mano? Dopo aver letto quest’articolo, la risposta più razionale, condivisa anche da V. Klaus, Presidente della Repubblica Ceca dal marzo 2003 al marzo 2013, è “niente” oppure “niente di peculiare”2. Hayek e Mises della scuola austriaca di economia, hanno dimostrato che è possibile controllare solo i sistemi semplici non quelli complessi. È necessario creare un sistema sociale che sia in grado di garantire la libertà umana per mezzo di meccanismi di mercato per gestire le risorse, le quali abbiano razionalità economica, rappresentata da un mercato con prezzi flessibili. Su tali basi un sistema combina razionalità ecologica, prosperità e ricchezza. Sarebbe cosa buona e giusta che molti ambientalisti isterici cambino, ossia che si misurino con il proprio tempo nel rispetto delle esigenze degli uomini e che trovino fiducia verso l’unico essere vivente che, grazie alla ragione, alla coscienza e allo sviluppo dell’intelligenza, è riuscito a superare le difficoltà iniziali passando dalle grotte ai grattacieli, dal fuoco alla stufa elettrica e molto altro, grazie alle sue potenzialità e alla libertà. E’ inutile negarlo, il miglior ambiente per l’uomo è quello gestito in massima libertà; quella libertà tanto conclamata in passato; quella libertà che è costata la vita a molti valorosi uomini; quella libertà che oramai è solo un miraggio.

NOTE


1 “The Great Global-Warming Swindle”, 2007.

2 “Pianeta blu, non verde”, 2007.

3 “Rushing to Judgment”, 2003.

4 “The improving state of the world”, 2007.

5 “Il mistero della Terra che non riscalda più”, 2013.

6 “Il riscaldamento globale non c’è ma ci è già costato 300 miliardi”, 2013.

 

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15 Comments

  1. Vhermeren says:

    Tra 30 anni la terra sarà congelata.
    Il vero corso climatico che sta prendendo il pianeta viene da molti insabbiato.
    Stiamo andando verso un raffreddamento globale.
    Un veloce ripristino dei ghiacciai.
    Ciò che oggi ignoriamo, potrebbe coglierci di sorpresa domani: facciamo attenzione.

  2. qwerty says:

    ci vediamo fra 50 quando moriremo tutti di caldo
    o sotto 2 metri d’acqua

  3. Autodeterminato says:

    Bell’articolo, semplice e professionale. Avercene di giornalisti così chiari!!

  4. Ste says:

    @lurenz: i più importanti giornali nazionali non sarebbero delle fonti? Data la natura delle notizie non mi sembra si possano avanzare pretesti di tipo politico che impediscano la lettura di questi giornali. Se poi una persona non legge un giornale a prescindere per sue ragioni politiche allora di politica non ci capisce nulla. Come una notizia può essere influenzata nel giornale di un partito, può esserlo l’altro.
    L’articolo è buono,anzi un buon inizio, conosco di persona l’autore e sicuramente non è un giornalista, ma da qui a dire che l’articolo sia pieno di “dilettantismo e approssimazione” (luke) o paragonare un quotidiano nazionale ad un settimanale fumettistico per bambini mi sembra una GROSSA affermazione. Inoltre voi che parlate di esperti come siete convinti di quelli che dicono, se non siete esperti voi stessi? Leggere un giornale che parla nel dettaglio di Global Warming non vi rende certo degli scienziati, in questo caso quoto Riccardo Pozzi (3-4 commenti prima del mio). Ora lasciate che vi parli io, sono il uno scienziato, un ricercatore, studio in particolare la gravità e le particelle, e come ogni altro ricercatore lì fuori sono costretto a volte di avvalermi di menzogne assolute ( del tipo che dalla collisione di hadron si possano creare buchi neri) solo per guadagnare risorse per proseguire la ricerca. Se non si usano tutti i mezzi possibili per interessare la gente come pensate che vivremmo la nostra vita dopo anni passati sui libri, a sentirci presi in giro? Per le strade a chiedere l’elemosina?
    Il mio punto è che al posto di fidarvi di “grandi scienziati” che se ne escono con altrettanto “grandi” cavolate, manco un film catastrofico, sul riscaldamento globale per ricevere denaro, interessatevi realmente alla materia; al posto di leggere giornali e dati, o preoccuparvi se la notizia abbia degli scopi politici, studiate da libri di fisici e chimici. Ma per piacere basta con i commenti da sapiente del cavolo, se avete qualcosa da ridire sull’articolo, scrivete e voi uno al posto di postare (scusate il gioco di parole) boiate.

  5. alez says:

    Io penso che quello del surriscaldamento sia davvero un po’ una bufala.
    La cosa secondo me rilevante è che noi dobbiamo cambiare le nostre abitudini energetiche non per salvare il mondo da questo dubbioso surriscaldamento globale ma per migliorare le nostre condizioni di salute perché le emissioni di CO2 forse non sono rilevanti per il cambiamento climatico ma lo sono per la nostra salute. Aspirare ad avere la propria città alimentata da pannelli solari e da altre fonti energetiche a basse emissioni (non dalle orrende e mafiose pale eoliche) mi sembra una cosa di buon senso.

  6. fabio says:

    Parliamo di dati oggettivi?
    Bene qualcuno mi spiega come mai nel 20° secolo il mari sono aumentati di livello di circa 20cm e il processo di crescita sta continuando?
    Con l’andamento attuale si prevede nel 2030 una crescita di altri 15cm.
    Se il ghiaccio sulla terra fosse in aumento, da dove arriva tutta quest’acqua?
    Chiedere ai Veneziani per credere…
    http://qualenergia.it/articoli/20130717-riscaldamento-globale-scenari-apocalittici-per-innalzamento-livello-dei-mari

    • AUVERNO says:

      Quando si parla di dati oggettivi non possiamo risolvere la questione con un “chiedere ai Veneziani”.
      Nel 2013 l’estensione dei ghiacci artici è aumentata di 1,3 milioni di km quadrati, mentre l’estensione dei ghiacci antartici ha battuto l’ennesimo record storico.
      Vero che il Polo Nord usciva dallo scioglimento record del 2012, e altrettanto vero che occorre valutare anche lo spessore, oltre all’estensione, della calotta.
      Non è semplice, lo so, ma per capire non aiutano le sparate di 80 cm, 1m, 2m in più di altezza del mare entro fine secolo.

      Tanto più che l’attuale livello dei mari è quello di 6.500 anni fa, quando esistevano poche industrie che emettevano gas serra, direi anzi nessuna… 🙂

  7. nik says:

    Andatevi a guardare le foto della NASA che mostrano come dall’agosto 2012 all’agosto 2013 il ghiaccio al Polo Nord è aumentato del 60%.
    Poi bevetevi un caffè e sensate un attimo sgombrando la mente da pregiudizi.
    http://www.infowars.com/nigel-farage-confronts-eu-communist-barroso-on-global-warming-hoax/

  8. Luke says:

    Un articolo pieno di dilettantismo e approssimazione.
    Nessuno scienziato che si occupi seriamente del problema oggi mette in dubbio l’origine antropica del cambiamento climatico. Leggete Nature o i rapporti dell’IPCC, invece di Libero e Topolino, e ve ne accorgerete

  9. Riccardo Pozzi says:

    Nel medioevo i cronisti dell’epoca scrivono che in Scozia crescevano gli ulivi e a volte maturavano i loro frutti.
    Se succedesse oggi grideremmo alla catastrofe imminente. Oggi diventiamo tutti esperti guardando Licia Colò o ascoltando l’ecologismo televisivo degli ambientalisti.
    L’entropia è una verde pianta da appartamento, Tesla è una velina di striscia, tutti parlano di gigabyte, non sanno cos’è un byte, non sanno nemmeno cosa sia un giga, forse non sanno nemmeno come spegnere la tivù.
    Per rispettare l’ambiente ed emettere meno CO2 potremmo promuovere l’apnea.

  10. AUVERNO says:

    Ma come si fa a “smentire” l’aumento di CO2 in due righe, attraverso un grafico che riporta le emissioni pro capite?
    E’ intuitivo che in relazione ai presunti effetti serra conta la quantità assoluta della CO2 presente in atmosfera e visto l’incremento della popolazione quel grafico dà conto di un notevole aumento dell’anidride carbonica.

    Se per contrastare le cazzate ambientaliste ne dobbiamo raccontare di più grosse siamo a posto…

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