RISCALDAMENTO GLOBALE: 250 MILIONI DI ANNI FA CAUSO’ ESTINZIONE DI MASSA

di REDAZIONE

Alcune piante e animali stentarono a riprendersi dopo la piu’ grande estinzione di massa mai avuta di 250 milioni di anni fa a causa del riscaldamento globale. A causa delle conseguenze ambientali e delle temperature in aumento, quelle specie che sopravvissero all’estinzione non si ripresero pienamente per circa 5 milioni di anni.

Lo studio della Ohio State University aggiunge un capitolo nuovo alla storia di come la vita sul nostro pianeta sia stata alterato per sempre dalle gigantesche eruzioni vulcaniche del primo periodo Triassico. I risultati della ricerca sono stati presentati durante il meeting della Geological Society of America in North Carolina. Matthew Saltzman e colleghi hanno analizzato rocce sedimentarie che si sono formate sul fondo dell’oceano tropicale circa 250 milioni anni fa.

Alcune sostanze chimiche rinvenute hanno confermato che dopo le eruzioni vulcaniche del Primo Triassico, un’enorme quantita’ di superficie terrestre venne alterata dai gas a effetto serra nell’atmosfera e il clima si modifico’ di conseguenza. I vulcani, infatti, emisero abbastanza roccia fusa da coprire milioni di chilometri quadrati, e una quantita’ tale di gas serra sufficiente ad aumentare drasticamente la temperatura del Pianeta.

I ricercatori hanno misurato la quantita’ di carbonio nei sedimenti e hanno trovato che il ciclo del carbonio naturale della Terra, e il clima, sono rimasti instabili per circa 5 milioni di anni dopo la Grande Estinzione di Massa.

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2 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Ma glielo avete detto alla nostra associazione a delinquere di stampo politico-burocratico che i vulcani e la ciclicità del Sole danno naturalmente vita a cambiamenti climatici?
    Già, ma io penso lo sappiano bene, solo che viene loro comodo attaccarsi anche a questo se ciò gli dà la possibilità di sentenziare e sanzionare.

  2. giuseppe S says:

    Sarà bene incominciare a preoccuparci del nostro futuro ambientale.
    Se le previsioni degli studiosi sono esatte, gli ultimi avvenimenti sembra dimostrarlo, ci stiamo incamminando verso una situazione “indiana”, cioè lunghe siccità seguite da piogge torrenziali..
    Come è noto la nostra situazione geologica è a rischio, perciò dovremo fare i conti con una moltitudine di frane, sarà bene , per quel che si può fare, correre ai ripari.
    Purtroppo per salvaguardare il territorio occorrono soldi, ma come sappiamo, sono stati sperperati.
    Si salvi chi può!.

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