Ripresa economica? Impossibile, imboccata la via del non ritorno

di FABRIZIO DAL COL
Mentre i politici sono affaccendati nel farsi ricandidare per le prossime elezioni politiche, i cittadini non sanno più cosa inventarsi per mettere in salvo le proprie famiglie. Cercare di difendersi  dalla selva di nuove leggi, imposizioni fiscali, tasse locali, redditometri, vessazioni e gabelle incostituzionali partoriti da un governo tecnico che nessuno ha eletto, per le famiglie è diventata una impresa titanica e difficile da sopportare. Il Paese Italia si è ormai avvitato su se stesso e adesso, si sta avviando verso una deflazione che sempre più disgrega i nuclei famigliari del ceto medio. Tale disgregazione, ogni giorno di più, assume le sembianze  di  una emergenza nazionale, e se non sopraggiungeranno aiuti veri alla popolazione, sarà inevitabile  lo scatenarsi  di reazioni imprevedibili e l’inosservanza delle regole. A Nord come a Sud della penisola, tutti gli abitanti hanno già capito che nessuno è più in grado di resistere, e con i dati economici che peggiorano di mese in mese, il rischio di ritrovarsi dopo le elezioni come nuovi sudditi di un sistema di potere che continua ad autodifendersi potrebbe essere una cruda realtà.

La campagna elettorale che gli italiani stanno subendo da pochi giorni si sta evidenziando solo per quella che veramente è, ovvero uno sporco gioco politico finalizzato a garantirsi il potere per i prossimi cinque anni,  e chi  fino a ieri predicava e prometteva di modernizzare lo Stato, oggi è invece impegnato a mantenere e rafforzare lo statalismo, il dirigismo e la burocrazia, perché questi, fin dal dopoguerra, sono stati gli strumenti che più hanno garantito il mantenimento dei partiti. La politica in Italia non esiste più da decenni, mentre i politici hanno invece preferito la garanzia di uno scranno eterno al fine di poter poi trasformarsi in manager di sé stessi, utilizzando di volta in volta lo Stato come proprio datore di lavoro, senza correre il rischio di essere licenziati. Nonostante la situazione economica italiana rischi di franare da un momento all’altro, lor signori attendono senza nessuna preoccupazione che la burrasca economica passi, per poter poi ripristinare quelle logiche di potere che tante soddisfazioni gli hanno procurato.

Il premier uscente Mario Monti, che fino a ieri si sentiva orgoglioso di essere un tecnico prestato alla politica, è riuscito  a capire in fretta come funzionano i meccanismi politici in Italia:  bastano le balle, le promesse e non importa se prima si dice una cosa e la si smentisce due minuti dopo, tanto gli italiani non hanno memoria ed è sufficiente garantire loro ciò che vogliono nell’immediato per fargli dimenticare qualsiasi schifezza. E dopo che si sarà votato, con una legislatura di cinque anni davanti, si può continuare a bastonare il Paese perché si è certi di poterlo fare.

Già, è proprio così, e non potrebbe essere diversamente visto che da più di trent’anni si continua a mantenere lo status quo con il medesimo sistema. Ma stavolta lo scenario è diverso  perché nessuno ha una ricetta per fermare questa crisi economica, una crisi  che, lungi dall’essere fermata , continua invece a galoppare imperterrita verso la via del non ritorno. In questa campagna elettorale, dove si sarebbe dovuto vedere quel ricambio (tanto strombazzato) dei dirigenti di partito, si è potuto invece  assistere all’esatto contrario di ciò che tutti avevano promesso, tanto come al solito gli elettori da qui al voto avranno già dimenticato e il tutto alla faccia dei sondaggi elettorali, che in questa fase stanno condizionando molto i cittadini. Ma ci azzeccheranno? Personalmente non lo credo, in quanto ho la netta sensazione che gli elettori si riveleranno una vera sorpresa, se non addirittura la vendetta tanto attesa.

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6 Comments

  1. E. B. says:

    Concordo con Francesco, aggiungo che comunque quel 60% appena non riceverà ciò che è convinto di avere per diritto, a causa della diminuzione delle entrate fiscali, probabilmente saranno loro che scenderanno nelle piazze.

    • wow says:

      Aggiungi pure gli extracomunitari che nel frattempo avranno capito di essere stati sfruttati ancor peggio e a quel punto, se fossi un governante, a qualsiasi livello, avrei sì paura …quelli mica sono drogati dalle ideologie dx e sn come gli europei

  2. Albert Nextein says:

    Dici bene.
    Ma il popolo sta ancora sufficientemente bene.
    Non ha voglia ed interesse a ribellarsi.
    Non ancora.
    E siccome al peggio non c’è limite, noi che le cose le percepiamo e valutiamo con un metro diverso dalla massa attenderemo ancora molto prima di vedere folle inferocite e possibilmente armate farsi giustizia autonomamente.
    Sono tanto ignoranti e babbei che non capiscono neppure il vantaggio di intraprendere la vera rivolta che schienerebbe il potere.
    Quella fiscale.
    Ignoranti come sono , attendono.
    Attendono fintanto che non avrà più senso la protesta fiscale.
    E si passerà direttamente alle vie di fatto.

  3. Antonino Trunfio says:

    consiglio di leggere a proposito della crisi e delle possibilità per uscirne l’ultimo libro di Pascal Salin “Ritornare al mercato per uscire dalla crisi”.
    Serve a farsi domande e cercare risposte nuove, non serve affatto per delegare a maroni, a berlusca, a giannino, a grillo, ai comunisti cozze alla matriciana, il nostro personale futuro.
    Loro al massimo sapranno del loro mercato : quello delle poltrone. Ma è un mercato che non produce posti di lavoro, ricchezza, sviluppo e benessere ma solo rapina a termini di legge : TASSE:

  4. Antonino Trunfio says:

    Come per tutte le malattie ci sono diagnosi e terapie.
    Sulla diagnosi è chiaro a tutti che la gente comune, cioè circa il 99,999 % del totale, senza distinzione tra nord e sud, tra ricchi e poveri, tra operai e imprenditori, tra giovani e anziani darebbe solo un nome a questa crisi : CANCRO CON METASTASI.
    Sulle terapie invece, i politicanti e boiardi di stato e di governo (quel circa 0,00001 % ) sguazzano alla grande, indicando decine e decine di terapie.
    Ahinoi, ce nè solo una per quella malattia :
    il bisturi. E il bisturi taglia via per asportare non per eleggere o per dire al cancro “vattene via che noi dobbiamo riprenderci dalla crisi”. Chi non accetta l’idea che solo un bisturi per ognuno di quel 99,99999 % possa dare una speranza, è destinato a schiantarsi contro le finzioni di libertà che gli hanno inculcato da piccolo quel 0,000001 % di parassiti e boiardi il cui unico scopo, come quello del verme solitario e distruggere un organismo sano dal didentro. AMEN

    • FrancescoPD says:

      Dovresti sapere che chi vive di stato è almeno il 60% della popolazione, ed è proprio per questo che non siamo arrivati alla guerra civile.
      Non disperare però,.. alla fine anche le minoranze faranno sentire la loro voce, anche se ora stanno a pancia a terra per mantenere questa masnada di delinquenti di stato,.. arriverà il giorno (a breve) che rialzeranno la testa e la schiena.

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