Veneto e indipendenza, il consiglio regionale tutto fumo e niente arrosto?

di PATRIK RIONDATO*

Siamo ormai alla vigilia del Consiglio Regionale straordinario del Veneto  convocata per domani, dalle ore 10.30 in avanti, presso la sede di palazzo Ferro Fini del Canal Grande. Una riunione caricata forse da troppe attese da parte di qualche neonata sigla, più o meno in buona fede, che ha cercato di far credere a molti cittadini veneti che sia questione di attendere pochi mesi se non settimane per  vedere le urne aperte in Veneto per un referendum  che porti ad uno stato veneto indipendente.

Ma con l’avvicinarsi del Consiglio straordinario sono sempre di più coloro i quali cominciano a dubitare che le cose stiano veramente in questi termini e che  scommettono che anche questa volta la montagna partorirà il topolino. Ovvero che l’attuale Consiglio Regionale, dominato dai partiti unionisti e autonomisti “geneticamente” allergici alla questione del diritto all’autodeterminazione del Popolo veneto, approvi probabilmente un bellissimo documento pieno zeppo di dichiarazioni di principio, forbite quanto inefficaci,  ma privo di qualsiasi impegno e scadenza reale relativamente al referendum indipendentista.

I precedenti sono numerosi e il più clamoroso avvenne ormai quindi anni or sono quando nel 1998  in Regione fu approvato un testo preparato dal gruppo della Liga (gruppo staccatosi coraggiosamente dalla lega di Bossi che vedeva tra i protagonisti principali Fabrizio  Comencini e Ettore Beggiato) non dissimile dalla mozione che mercoledì presenterà il consigliere autonomista Mariangelo Foggiato. Allora il testo venne appprovato a larga maggioranza, con la benedizione dell’allora Presidente Giancarlo Galan.  I risultati furono però pari a zero. Oggi si rischia di tornare indietro di quindici anni (a parte che ci troviamo  Zaia governatore al posto di Galan… prima i veneti si diceva” ma qualcuno se ne è accorto?), visti che a parte i roboanti principi scritti sulla carta non c’è uno straccio di impegno sul referendum. Il Consiglio Regionale straordinario di domani ha infatti ha per oggetto “La Regione del Veneto, tra neocentralismo, federalismo, autonomia ed indipendenza”.

Per l’appunto, un grande minestrone. Per questo Veneto stato ha fin da subito chiarito che non avrebbe sostenuto l’ennesimo bluff di qualche politicante riciclato pseudo indipendentista : pur auspicando che venisse convocato il Consiglio straordinario, VENETO STATO ha sempre chiesto che ci fosse  trasparenza e che fosse chiaro di che cosa si andasse a discutere in Assemblea e che fossero limpide le decisioni e gli impegni da parte di quello che tutti noi amiamo considerare il Parlamento del Veneto. Dalla nostra manifestazione del mese scorso (che ha benevolmente “assediato” palazzo Ferro Fini “costringendo” di fatto la grande maggioranza dei consiglieri a firmare per la convocazione) in poi, Veneto Stato non ha mia smesso di “marcare” la propria posizione politica stando costantemente sul pezzo. Prima di tutto presentando una autentica mozione indipendentista anche al Presidente dell’assemblea veneta, Clodovaldo Ruffato, con la raccomandazione che sia votata (anche a  rischio di una bocciatura tanto sonora quanto chiarificatrice). Ancora, portando in Veneto, in carne ed ossa, i protagonisti dell’indipendentismo europeo, scozzesi e catalani. A Treviso davanti a seicento persone , solo quindici giorni fa, i rappresentati dei movimenti indipendentisti delle due nazioni che più sono vicine al referendum ci hanno spiegato come si può e si deve fare, senza seguire percorsi italioti che possono sembrare scorciatoie ma si rivelano alla prova dei fatti vicoli ciechi.

Il mese prossimo torneranno a trovarci, questa volta a Vicenza, e saranno accompagnati, dai baschi, dai tirolesi, dai fiamminghi, insomma da tutto quell’universo di popoli che in europa percorrendo seguendo la strada dell’autodeterminazione attraverso referendum pacifici e legali. Una grande famiglia, della quale i Veneti, grazie anche alle attività e alla promozione di Veneto Stato, entrano a far parte a pieno titolo.

Allora, in vista dell’assemblea straordinaria di domani mattina, alla quale parteciperemo e invitiamo i Veneti a partecipare (sì, perdendo mezza giornata di lavoro in un momento difficile per tutti, il che è chiedere molto lo sappiamo) il nostro spirito è sereno. Saremo là a sostenere il Referendum per un Veneto indipendente, e chiederemo ai consiglieri regionali di indirlo. Serenissimi, senza troppe aspettative, sicuri che anche se non sarà questo Consiglio Regionale a voler entrare nella storia, ci penseranno i Veneti a scegliersi rappresentanti migliori per guidarli. Tutti a Venezia, anche con l’acqua alta, insieme a san Marco!

*Veneto Stato

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19 Comments

  1. giorgio says:

    E’ una storia che si guardano bene dal raccontare, ma veneti e dalmati hanno sonoramente bastonato gli italioti per ben due volte, quando ne hanno avuto l’occasione. A Custoza per terra e a Lissa per mare li hanno fatto scappare gobbi di botte (per poi trovarsi ad essere merce di scambio tra Vienna e Napo 3).
    Cominciamo a raccontarci chi eravamo e cos’è stata Venezia per più di 1000 anni, altro che i 150 anni di questa banda di ladri di pecore, lazzaroni e farabutti.

  2. Mercanzin Marco says:

    La questione si infrangerà, come al solito , contro la mancanza di coscenza da parte dei veneti.
    E la riproposizione di istanze anche nuove, o proposte in modo nuovo, ma da un partito, qualsiasi esso sia, senza passare per una capillare, lunga, sistematica azione informativa e divulgativa sul territorio, sono, purtroppo, destinate a fallire.
    I danni fatti dalla lega in questo senso, sono devastanti,
    Ma continuare sulla strada di un partitismo, comunque verticistico, anziché una impostazione orizzontale votata non al consenso elettorale, ma a fare informazione a tappeto, porta alle solite divisioni da tifoseria e al distacco dai veneti.
    Mi spiace, ma le vicende del venetismo evidenziano questo, al netto di gente come Patrick, onesta, caparbia e coerente, di cui il veneto potrà sempre essere orgoglioso.
    Ma per ognuno di loro, troveremo dieci pizzati, venti morosin o quaranta foggiati, finché ci saranno poltrone di mezzo.
    Mentre, forse, se ci fosse solo da lavorare e spendere tempo, questi andrebbero in altri lidi.
    Speren ben…… In bocca al lupo Patrick.

    • Antonino Trunfio says:

      mi sembra che la sua posizione non sia lontana da quella che ho espresso qui, nel post di qualche ora fa, e c’è anche Dan che scrive pure qui. E io conosco centinaia di persone che a loro volto conoscono eltre migliaia di persone che sono sulle nostre posizioni. Non contro qualcuno, ma solo per la libertà personale e delle nostre famiglie.
      Vediamo di fare una rete, conoscendoci e tenendo il contatto. Cordialità

      • Marco Mercanzin says:

        guardi, apprezzo la condivisione, ma dopo aver letto il suo post, chiarisco che per me la comunità CHE ABBIA OBBIETTIVI CONDIVISI, E RIPETO, CONDIVISI, è imbattibile in libertà e prosperità.
        E il centro decisionale dei provvedimenti che su quella comunità ricadono, deve essere entro la comunità stessa.
        Parlo di centro decisionale, perchè ci saranno sempre controversie da regolare e da derimere, anche fra i più evoluti fra noi.
        o le regole se le da la comunità come descritto sopra e le difende, o arriverà sicuramente qualcuno più forte ad imporre le sue.

        Saluti

  3. Andrea antipadano says:

    Rileggetivi la costituzione leghisti et similia

    • massimo says:

      caro andrea, minuscolo d’obbligo, tu sei capace a leggere?
      Non credo visto l’esimio commento lasciato, se per caso riuscissi vai su wikipedia, dovrebbe bastarti per provare a capire qualcosa.
      Prima di essere anti, comincia ad essere pro qualcosa…

      Repetita iuvant

      Ciao cervellone

    • lancillotto says:

      Continui a ripetere litanicamente la stessa cosa, arrovellandoti in un imbarazzante onanismo ideologico, che tradisce incertezza, intima inquietudine e desiderio continuo di rassicurazione.

      La verità è che la costituzione italiona è carta igienica di fronte al diritto internazionale.

      Certo, si può pure credere che la morte non esista per vivere più tranquilli, ma prima o poi arriva.

      • Alberto says:

        A si carta igienica? mi dispiace ma non è così (purtroppo o perfortuna a seconda dei punti di vista).

        • lancillotto says:

          E invece è proprio così. Certo, con le differenze che dividono da sempre i deboli e i forti. La costituzione di una nazione forte varrà sempre un po’ di più di quella di una nazione più debole, e sarà addirittura il vangelo rispetto a quelle degli stati zavorra e falliti come ita, che oramai conta meno del Congo al tavolo internazionale.
          Se qualcuno gli dice di andare a cuccia, ita andrà a cuccia.

    • Adriano Giuliano says:

      Rileggiti l leggi internazionali, intelligenza!!!!!!!!

  4. Dan says:

    Chissà perchè la cosa non mi stupisce…
    Vedremo se domani mattina i veneti avranno veramente interesse a manifestare per l’indipendenza o se si tratta solo del capriccio di pochi…

    • Adriano Giuliano says:

      Guarda che domani non saranno i veneti a decidere ma i politici, che dovrebbero dare la possibilità al popolo di decidere una cosa importante come l’indipendenza da un’Italia marcia fino all’inverosimile e profondamente diversa dalla cultura veneta.
      E’ tardi ma l’unica salvezza è l’indipendenza.
      Si discuta pubblicamente per un mese poi si faccia il referendum.
      E gli ignoranti, se non conoscono le leggi internazionali, per favore vi è internet, informatevi.
      I lazzaroni che vivono di politica italiota sono comprensibili, gli ignoranti no!!!

      • Dan says:

        Ho capito che la palla ce l’hanno ancora in mano i politici ma nell’articolo si invita la gente veneta a manifestare.
        Se domani si presentano in venti che messaggio si darà ai cosiddetti “rappresentanti del popolo” ?

        Perchè il governo adesso promette di mobilitarsi in fretta per l’ilva ? Perchè s’è trovato dalla sera alla mattina con almeno due città in stato d’assedio, per adesso ancora pacifico ma con ampi sprazzi di degenerare di brutto.

        Se i veneti non si fanno vedere, quelli decideranno ovviamente e “giustamente” in favore di colui che riterranno più forte ovvero lo stato.

  5. Antonino Trunfio says:

    se l’indipendenza di un territorio è vista come la soluzione possibile o quanto meno praticabile per tirarsi fuori dalle metastasti statali e dei suoi parassiti, il rischio è sempre lo stesso : che ad un casta nazionale, si affidi il destino ad una casta locale. Il problema non è risolto ma solo trasferito da una città (Roma in questo caso) a Venezia (immagino).
    Perchè non pensare invece di costituire un onda “anomala” di tutti gli uomini e le donne, che ovunque dispersi in Italia (espressione solo geografica per me) dal sud al nord, vogliono dichiarare la propria indipendenza da qualsiasi potere politico e qualsiasi rappresentanza politica e governativa, e vogliono vivere autonomamente e liberi, nel rispetto della proprietà altrui e dei principi di umanità, solidarietà che preesistono ai governi, alle leggi di qualsiasi paese e di qualsiasi epoca ?
    Questo permetterebbe di adunare insieme milioni di individui, senza alcuna discriminazione territoriale, ideale, sociale, culturale, religiosa ma uniti solo dal desiderio di dire a roma, a milano, a venezia, a palermo e cosi via : BASTA. Facciamo da noi. Non vogliamo nulla da voi, tenetevi strette le vostre corti e i vostri gran sacerdoti del quirinale, dei parlamenti nazionali e regionali, e pagateveli da soli. AMEN.

    • Dan says:

      E quello che dico io ma purtroppo per quanto mi sforzi finisce che mi ascolto da solo.

      Mancano le palle e facilmente ancora un bel po’ di sana miseria

      • Antonino Trunfio says:

        Dan, fatti dare la mail mia dal direttore del giornale, e scrivimi. Come vedi non sei solo e intorno a noi ci sono milioni di uomini e donne che aspettano solo che si parli loro con semplicità e verità. Tutti gli altri che si attaccanno agli orli dei pirluigi bersano, al biberon del renzo da firenze, ai collant della rosabinda, ai bubga bubga del silvio e alle nuotate dello stretto di grillo e compagni, si tengano pure quello che gli sta cosi tanto a cuore, ma se lo pagheranno da soli.

    • massimo says:

      utopia

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