RINVIARE I PROBLEMI DA UN MONTE(I) ALL’ALTRO

di FRANCA OBERTI

Lo sconcerto, tra la gente, è palpabile; la diffidenza verso la “classe politica” è tanta, e solo il fatto che si definisca una certa categoria politica “classe”, offre la misura di quello che è diventata la politica in generale. I ministri, dal latino minus, dovrebbero essere al servizio della gente, mentre tutto è stato ribaltato e sono quelli che pretendono dalla gente. Come del resto in tante altre categorie di coloro che ci governano o che detengono il potere religioso. Siamo ad una svolta epocale che ci vede spettatori apatici e impotenti. Tutto ciò che un tempo stimolava alla costruzione della società, ora sembra essersi sgretolato sotto massi di ipocrisia e furberie di ogni genere. Quale politico, attualmente in essere, può sentirsi “pulito” e pronto per offrire al popolo questa santa e attesa svolta epocale? Rabbrividisco quando sento ex-leader che propongono la terza repubblica, con l’intento di instaurare piccole dittature. Mi si afflosciano le ginocchia quando altri leader dell’attuale politica dichiarano che il successo delle elezioni è la dimostrazione che la gente si fida di un certo partito. Ma dove ha fatto i conti questo signore? Quanta gente ha votato? Forse gli “aficionados”, i classici soldatini di partito che dicono sempre “sì”, come gli asini? Il vero atto di coraggio è saper cambiare e i “veri” politici, quelli che sanno di avere le coscienze sporche, forse dovrebbero dimettersi, rinunciare ai privilegi e ammettere che hanno sbagliato. Questo sarebbe un vera azione dimostrativa di cambiamento, non quello di continuare a lottare per mantenere un equilibrio che già non esiste più. I balzelli fanno inviperire e i tanti gesti inconsulti di centinaia di persone dovrebbero far capire, ma sembra che ci governino tanti sordi (opportunisti?), perché si sa, il proverbio lo dice “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”!

Concludo questa breve esternazione citando il grande Cesare Marchi che ebbe a scrivere questo pensiero al quale aggiungo, tra parentesi, piccole modifiche più che mai attuali:

“(…) i sindacati gridano che non è con i blitz che si risolve  il problema della pubblica amministrazione, che è tutto il sistema che va rivisto, insomma il problema va risolto a monte (i). Ma a monte (i) non abita nessuno. A monte (i) c’è soltanto la nostra retorica mistificatrice, che finge di risolvere i problemi rinviandoli da un monte (i) all’altro”.

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