RINNOVABILI E INCENTIVI, SCONTRO NEL GOVERNO

di REDAZIONE

Nonostante la crescita delle rinnovabili, o forse proprio a causa di questa e del peso degli incentivi, le energie verdi sono state al centro di accese polemiche nelle ultime settimane, arrivando a interessare anche diversi ministri del governo. Il ‘là’ lo ha dato l’Autorità per l’Energia, che, a fronte dei costi in salita delle bollette elettriche, ha addossato buona parte della responsabilità ai finanziamenti alle fonti pulite: una presa di posizione che ha fatto presagire un nuovo intervento del Governo sugli incentivi alle rinnovabili, fotovoltaico in testa,  con posizioni contrapposte anche all’interno dell’esecutivo, specialmente fra il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, e quello dell’Ambiente, Corrado Clini.

“Sugli incentivi alle energie rinnovabili in passato si è speso troppo e male, ora il Governo interverrà riallineando gli incentivi a quelli degli altri Paesi – ha spiegato l’ex numero uno di Intesa Sanpaolo, pressato dal bilancio e dalle imprese, che lamentano l’eccessivo costo dell’energia -. Intendiamo raggiungere e superare gli obiettivi europei sulle rinnovabili, ma dobbiamo farlo bene, non come in questi anni in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese non nella maniera migliore, per fare un’operazione troppo accelerata a prezzi troppo alti con incentivi troppo più alti di quelli di altri paesi”.

Una presa di posizione che ha d’altra parte preoccupato gli operatori del settore, che hanno trovato un difensore in Clini, secondo cui “per il fotovoltaico non è in arrivo nessuna sorpresa”. Per il ministro dell’Ambiente, che da tempo segue la partita, “la revisione del Conto energia è prevista dal decreto del 2011 e deve portare a una riduzione degli incentivi”, tenendo conto “dei prezzi attuali dei moduli e dell’esigenza di non superare il limite di 7 miliardi l’anno”. E, soprattutto, dovranno anche essere calibrati verso utilizzi precisi, come “gli impianti di piccole dimensioni per l’autoconsumo domestico e industriale, favorendo l’integrazione del solare con l’efficienza energetica e sostenendo l’innovazione tecnologica. In questo modo, gli incentivi rappresentano un forte fattore di crescita, che si accompagna agli effetti del credito di imposta (55%) e al successo del Fondo rotativo di Kyoto”. Altro punto caratterizzante, dovrà essere quello delle zone industriali dismesse, “per avviare una nuova industrializzazione sostenibile in aree strategiche per il nostro sviluppo”.

Due posizioni diverse che, dopo giorni di botta e risposta, potrebbero trovare una conciliazione. Dopo che nei giorni scorsi, in un incontro fra i ministri competenti e le associazioni del settore, non sono arrivate novità sulle rimodulazioni degli incentivi da parte dell’esecutivo, da Clini, via twitter, è arrivata infatti la proposta di un “tavolo tecnico con il collega Passera, l’Authority e la società civile”, per affrontare il tema dei costi che pesano sulle bollette.

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One Comment

  1. gigi ragagnin says:

    hanno rubato alla grande scaricando il peso sugli utenti Enel.

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