Rimborsopoli assolta in Val d’Aosta: poverini, i consiglieri non sapevano fosse reato usare soldi pubblici per altri fini

di GIULIO ARRIGHINIVALDAOSTA

Non lo sapevano, non immaginavano che utilizzare i fondi pubblici per finalità non pubbliche ma private fosse un reato. E così i consiglieri (ex) regionali della Valle d’Aosta sono stati tutti perdonati dai magistrati. Una volta la legge non ammetteva ignoranza, oggi le cose sono cambiate. E infatti quello che è accaduto racconta di una moderna e aggiornata sentenza  dei giudici di Aosta.

Gli ex amminustratori a processo non avevano compreso che non si potesse spendere per acquistare  mazzancolle fresche, carne di capra, un motorino, affittare 24 attori per una festa dedicata alla Calabria per  40.000 euro. E poi, ancora… “Potremo pagare il volo per Roma alla nostra consorte, potremo acquistare targhe in alluminio per il citofono di casa, potremo mettere a ferro e fuoco De Marchi e Giannotti, la gioielleria di lusso in piazza Chanoux, potremo usare i soldi del nostro gruppo politico per pagare i muratori che ci fanno i lavori in casa, insomma potremo vivere alla grande. L’unica condizione, tutto sommato un sacrificio accettabile, è quella di non essere consapevole. Come i bambini. Basta non sapere che stai violando la legge”, commenta anche il Corriere della Sera.

Nessuna restituzione, a queste condizioni, del denaro speso per fare altro… Il tribunale di Aosta li ha infatti assolti tutti i 24 consiglieri regionali, nessuna restituzione di 607.000 euro: manca l’elemento soggettivo del reato. “Gli imputati non sapevano che comprare con soldi pubblici un motorino da mettere come premio nella tombola di Natale del partito è una cosa che non si fa”.

Che dire insomma di politici che son o chiamati a che a legiferare… Se non conoscono la legge, che cosa capiranno in materia di lecito e illecito?

Segretario Indipendenza Lombarda

Print Friendly

Related Posts

Leave a Comment