Rimborsi elettorali, in regione il vero affare dei partiti – 1

di SIMONE BOIOCCHIfinanziamento-pubblico-ai-partiti

Taglio dei rimborsi pubblici ai partiti, trasparenza sulle spese e sulle donazioni dei privati. Questi, in estrema sintesi, solo alcuni dei punti principali promossi a gran voce e con grande enfasi dal centrosinistra che, cavalcando l’antipolitica, ha cercato di “rabbonirsi” parte dell’elettorato presentandosi al Paese come una coalizione rinnovatrice. Ma è davvero così? Come spesso, troppo spesso accade all’interno dei palazzi, assolutamente no.

E a dirlo non è il sottoscritto, ma la Corte dei Conti del Lazio secondo la quale, giusto per restare in casa Pd, il partito di Renzi ha speso per le ultime regionali 282mila euro e ne incasserà oltre un milione. No dai, non è vero…. Si si, è verissimo. Purtroppo.

Ma come è possibile? Semplificando potremmo dire che se il giro di vite è stato inserito a livello nazionale, per quanto riguarda le elezioni regionali (che vanno a rinnovo comunque più spesso dello Stato Centrale, non fosse altro perché sono di più), tutto è rimasto pressoché uguale.

Fatta la legge trovato l’inganno dice un adagio popolare che appare quanto mai attuale.

Se a tutto si aggiunge che le modifiche sono state introdotte ma comunque entreranno in vigore dalla prossima legislatura si scopre che il Partito Democratico che ha speso alle politiche del 2013 poco più di dieci milioni, dal 2013 e al 2016, ne intascherà oltre il doppio.

Tutto regolare, si intende. Magari appena appena fuori luogo in un momento in cui le famiglie non arrivano alla fine del mese. Ma pur sempre regolare.

Se poi ci si sofferma a guardare cosa accade nei parlamentini regionali, ecco che si scopre il vero “affare”. Stando alla relazione della Corte dei Conti, pubblicata in questi giorni e consegnata ai presidenti dei consigli regionali di Lazio, Lombardia e Molise, sui “consuntivi delle spese e dei finanziamenti delle formazioni politiche presenti alla campagna elettorale del 24 e 25 febbraio 2013” i conti, infatti, continuano a non tornare. Almeno per la collettività. Perché per i partiti tornano eccome.

Un esempio? Partiamo dal Lazio dove il Pd ha portato alla vittoria Nicola Zingaretti con una spesa di poco superiore ai 282 mila euro. Ebbene, secondo i magistrati contabili, il Partito Democratico non solo rientrerà della spesa, ma avanzerà oltre 800 mila euro. Perché? Perché è così. Punto e basta. E nessuno ha interesse a metterci mano.

Ma non solo il Pd. Sempre per quella tornata elettorale il Pdl ha speso poco più di 157 mila euro, e si vedrà riversare nelle casse la bellezza di 842 mila euro. Un aumento esponenziale, rispetto a quanto concretamente speso per la tornata elettorale, che tocca anche i partiti più piccoli. Clamoroso il caso di Sel che pur avendo speso solo 13 mila euro, ne riceverà 146. O la lista di centrosinistra del Centro Democratico che riceverà oltre 65 mila euro pur avendone spesi solo quattromila.

Dal Lazio alla Lombardia la musica non cambia con il Pdl a farla da padrone. A fronte di una spesa di 46 mila euro, ne riceverà infatti un milione 196 mila fino al 2016. Unica eccezione la Lega che nella corsa al Pirellone di Roberto Maroni, ha “investito” quasi 4 milioni di euro ricevendone, fino al 2016 solo 926 mila euro.

(1 – continua)

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2 Comments

  1. v4l3 says:

    ………………………..RICEVONO SOLDI…………………NON VOTATI DA NESSUNO,per fare solo danno.

    Devono vergognarsi.

  2. caterina says:

    allo stato i nostri soldi gli arrivano senza neanche chiederceli, o addirittura abolisce l’IMU e gliene restano per pagare tutto il resto, mega burocrazia, mega onorari, mega fotografi…
    e già, il barile che era arrivato a cento euri ora costa meno della metà, ma non mi risulta che alla pompa la benzina costi meno… come mai nessuno ne parla? zitti e mosca… forse sono i miracoli del furbo pierino, il toscanaccio…

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