Rimborsi alla Lega: Lamagni (UP) presenta un esposto

di REDAZIONE

Ancora nell’occhio del ciclone i rimborsi regionali del consigliere uscente della Lega Claudo Bottari. Due in particolare, individuati e resi noti da Roberto Lamagni, ex compagno di partito e attualmente consigliere comunale a Castel Goffredo. Scorrendo la lista delle spese contestate dalla Guardia di Finanza all’esponente del Carroccio e pubblicate dal nostro giornale l’antivigilia di Natale, Lamagni osserva due circostanze piuttosto curiose. «Tra i rimborsi, alla data dell’11 ottobre 2010, – commenta l’ex leghista – ho notato uno scontrino di 20,70 euro rilasciato da una caffetteria. Ebbene, quel giorno Bottari era ad Asola dal giudice di pace, per un’udienza dove io ero l’imputato e lui l’accusatore. Prima del processo ci siamo trovati in quella caffetteria: Bottari con il suo avvocato e due testimoni, io con il mio e tre testimoni. Mi chiedo quindi se quello scontrino sia lo stesso emesso ad Asola». Per Lamagni non si tratta di una semplice curiosità ma di una richiesta di verifica per un presunto reato di peculato nei confronti della Regione, inviata alla procura di Mantova, a quella di Milano e ai carabinieri di Castel Goffredo. «A mio parere – commenta infatti l’ex esponente del Carroccio – assistere all’udienza di un processo non comporta nessun fine istituzionale atto a farsi rimborsare la spesa sostenuta in un bar».

Ma quella della caffetteria di Asola non è l’unica “pulce” trovata nel lungo elenco dei rimborsi contestati. Ce n’è un’altra molto più consistente che riguarda un rimborso di seimila e rotti euro, soldi spesi alla pasticceria “Antoniazzi”, in data 16 dicembre 2011, per una cena offerta a trecento persone.

«Ho controllato – commenta Lamagni – e ho verificato che tale rimborso corrisponde alla data di un evento svoltosi a Villa Riva Berni, “ex parlamento del nord”, a Bagnolo San Vito. Anche in questo caso Lamagni chiede che le procure di Mantova e Milano indaghino, in quanto sembra che i partecipanti avessero pagato almeno 25 euro a testa «e dunque – osserva Lamagni – anche questo rimborso non sarebbe giustificato, a meno che i soldi dei paganti non siano andati in beneficenza».

FONTE ORIGINALE: http://gazzettadimantova.gelocal.it

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3 Comments

  1. Franco says:

    ma che schifo di uomini si è preso lal lega, non so quale dei due sia peggio

  2. Unione Cisalpina says:

    umiliante …sia x ki froda ke x ki denuncia… meskinità … altro ke giustizia, trasparenza ed onestà…

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