IL FIGLIO DI RIINA IN SOGGIORNO OBBLIGATO A PADOVA

di REDAZIONE

Giuseppe Salvatore Riina, il figlio 34enne del boss mafioso Totò Riina potrà lasciare Corleone, in Sicilia, dove sta scontando la sorveglianza speciale dopo essere uscito dal carcere e trasferirsi a Padova per lavorare presso una onlus. Lo hanno deciso i giudici della sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, che hanno accolto l’istanza dei legali di Riina junior. La notizia è confermata dal legale di Riina, Luca Cianferoni.

“Il mio cliente è sereno”, si è limitato solo a queste parole l’avvocato Luca Cianferoni, uno dei legali di Giuseppe Salvatore Riina, 34 anni, figlio del capomafia: “Non ho altro da aggiungere”.

“No comment”, invece, del sindaco di Padova Flavio Zanonato rispetto alla decisione dei giudici siciliani di consentire a Giuseppe Salvatore Riina di andare a risiedere nel suo comune, dove continuerà a scontare la sorveglianza speciale in quel di Padova per lavorare in una onlus. “Evito di commentare decisioni della magistratura – ha spiegato all’Adnkronos Zanonato – Anche questa è una misura e bisogna accettarla”. E sulla possibilità che la decisione dei magistrati scateni proteste nella città veneta, ha detto: “Credo – ha concluso il sindaco – che le cose verranno fatte in modo tale da non creare nessun problema”.

 

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11 Comments

  1. ferdinando says:

    Soeo cussì se pol dirse taliani, bisogna anca qua bisogna far come che i fa in sicilia o caeabria cioè cortei, fiacolate e altre putanae del genere. Tanto i mafiosi i se ne ciava de ste robe. Però semo deventai tuti taliani!
    Maedeta italia e maedeti i mafiosi taliani.
    Veneto e Veneti sbrighemose a deventar Indipendenti se nò qua perdemo l’ultimo treno( se no lo gavemo già perso) dea nostra libertà!

  2. luigi bandiera says:

    Mi son el mona del viajo, pexo de Tontoeo, ma se vien ea mafia sicuea in veneto, region taliana, mi go karo. Ea fermara’ tute kealtre mafie za presenti nel teritorio veneto talian. Da quea trikoionia a quea sinexe e ecc..

    E mi go senpre dito che RIINA no xe ea mafia… parke’ ea mafia vera xe ben altro..!!

    No a xe tra el popoeo. Ma nee istitusion..!!

    So ben ke i venethi fara’ fadiga a mandarla xo e a kapirla sora de tuto, ma RIINA, a nialtri venethi, ke mal ne gaeo fato..??

    XE KEALTRA MAFIA, ea vera, KE NE FA MAL..!!

    VARDA MO EL PIXO DE STATO..!!!

    Ma venethi, mo quando mo ve svejeiuo..??

    Deolte faxe’ proprio pena..!!

    CIODO PA MANDAR FORA CIODO (chiodo scaccia chiodo) NO VE DIXE PROPRIO GNENTE..??

    E su questo argomento, i vari inteetuai i ghe ne gavaria da pacioear o da dir, ma sarai mo al liveo justo par tratar sto kax de argomento..??

    Mi no, faria confu, ma me o speto da ori.

    CHIODO SCACCIA CHIODO..! VALE A DIRE LEVA E PUNTO DI APPOGGIO..!

    Sim sala bim

  3. Venexia Libara says:

    Metastasi continua.

    Quando xe che scumisiaremo a difendarse?
    Semo nialtri che ghemo da respinxare sta invasion de sterco continua. NIALTRI! E chi altro se no??
    El potere xe, e xe senpre sta ne£e nostre man, anca se i va vanti a far de tuto par scondarne sta verità trasversa£e interplanetaria. E nialtri mone che ghe caschemo come dei ebeti. EBETI che semo, mi par primo.

    El popo£o UNIO, col dixe qualcosa co voxe ciara, no £o ferma nisun, manco che manco sti minus habens.

    WSM

  4. luigi bandiera says:

    Se chiodo scaccia chiodo ben venga la mafia al nord.

    Forse serve a scacciare la mafia itagliana.

    Amen

  5. Enrico says:

    PADOVANI !!!!! MANDEMOLO VIA……. DA RESTITUIRE AL MITTENTE !! PACCO ALTAMENTE AVARIATO E CONTAMINANTE !! VIA DAL VENETO !!!

  6. Vittore Vantini says:

    Complimenti a mr1981, che ha sintetizzato assai bene ciò che è già avvenuto e ciò che avverrà. Mi spiace solo che non firmi con nome e cognome. Mi piacerebbe sapere chi è per stringerli (magari solo idealmente) la mano- Vantini – Unione Padana

    • mr1981 says:

      Grazie, ma preferisco rimanere mezzo anonimo; con un paio di ricerche mirate si può arrivare facilmente al mio nome. Altre zone stracolme di pregiudicati mandati al confino sono Luino, Marchirolo, Lavena Ponte Tresa, in quest’ultima hai commercianti è regolarmente chiesto il pizzo, visto che è un punto strategico per la vicinanza alla Svizzera. Un nome sopra tutti, quello della cosca dei Ferrazzo, ‘ndrina di Mesoraca, che aveva messo in piedi traffici di droga, di armi e di riciclaggio di denaro con connessioni a nord di Lugano (Lamone) e alla periferia di Zurigo (Uster), recentemente a processo a Bellinzona.

  7. mr1981 says:

    Il Veneto è dagli anni Settanta che è diventata comoda residenza di mafiosi inviati al confino. Qualcuno ricorderà Salvatore Badalamenti, Gaetano Fidanzati, Totuccio Contorno. Che non perdevano i contatti con le cosche di provenienza, ma anzi ne fondavano altre. Ecco la mafia importata, arricchita da forze nuove della malavita locale. Totuccio Contorno, allora tutt’altro che un pentito, dal 1975 al 1979 ispira dal soggiorno obbligato a Fossò e a Dolo l’organizzazione della “banda della riviera del Brenta” costituita soprattutto da nomadi e giostrai: decine di anni di droga, rapine, sequestri, collegamenti con la camorra. Diciassette omicidi, una guerra scatenata nella zona per il controllo di attività illecite e riciclaggio di denaro sporco. Una “mala” che rispetta anche gli ordini di un altro siciliano: Gaetano Fidanzati, spedito nel 1981 al domicilio coatto a Monselice, nella Bassa padovana. Fidanzati guida soprattutto una rete di traffico di eroina e cocaina che rifornisce il Veneto. Un flusso settimanale di chili di droga con centrali operative tra Palermo, Milano, Bolzano, Padova, Vicenza e Venezia. Con i proventi dello spaccio piccoli e grandi boss acquistano case, aziende, negozi, imbarcazioni. Nel dicembre 1990 scatta il blitz: trentacinque ordini di cattura firmati dal giudice istruttore di Venezia, Francesco Pavone, per associazione a delinquere. Fidanzati, già arrestato in Argentina, è tra i destinatari dei provvedimenti. Ed è accusato anche un fedelissimo del capo dei corleonesi Luciano Liggio: è il palermitano Antonino Duca, già condannato nel maxi processo a Cosa Nostra, reduce da un soggiorno obbligato in Veneto. Il confino si traduce in attività criminale anche per Salvatore Badalamenti, giunto nella regione nel 1985. Il nipote di don Tano è il cervello di un traffico di eroina tra la Sicilia e il Veneto. L’asse Palermo-Venezia si conferma su un’indagine coordinata da Giovanni Falcone nel 1990. Le rivelazioni del pentito Marino Mannoia portano alla scoperta di un commercio di stupefacenti da Nord a Sud con la regia dei clan. Si individuano affari e investimenti di uomini vicini alla mafia a Caorle, nel Veneziano. Insospettabili colletti bianchi sono gli esperti delle vie tortuose del riciclaggio. Si può saper quale onlus è disposta a far lavorare Giuseppe Salvatore Riina, visto che può essere una copertura per avere un contatto mafioso in più al Nord?

  8. Albert says:

    Ma no dai siamo tutti italiani! volemose bne! dai veenti che un po’ mafiosetti siete pure voi!

    affanculo l’italia!

  9. Trasea Peto says:

    Ke beo, naltro ke vién esportar l’italianità inte’e Venesie, ghe ne ghevimo de bixogno.

  10. Crisvi says:

    “Il mio cliente è sereno”, si è limitato solo a queste parole l’avvocato Luca Cianferoni, uno dei legali di Giuseppe Salvatore Riina, 34 anni, figlio del capomafia: “Non ho altro da aggiungere”.

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    Il popolo Veneto invece è furibondo !

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