RIINA JR, COSENTINO E ROMANO: SE LA COERENZA E’ OPTIONAL

di GIANLUCA MARCHI

Dopo la decisione del Tribunale di Palermo di autorizzare la sorveglianza speciale del terzogenito di Totò Riina, Salvatore, a Padova, il gruppo della Lega Nord al Senato, primo firmatario il capogruppo Federico Bricolo, ha presentato una mozione in cui si impegna il Governo a «rendere vincolante il parere degli amministratori locali nei casi di trasferimento di esponenti mafiosi e di loro familiari in località diverse da quelle di residenza».

Nella mozione si chiede la modifica del codice antimafia «al fine di impedire l’esodo e l’insediamento al Nord di esponenti di rilievo della criminalità organizzata di tipo mafioso e delle loro famiglie». «È una legge che non funziona – rilevano i senatori della Lega – e questo anche alla luce delle dichiarazione del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso». «Grasso più volte ha denunciato come la crisi economica che stiamo vivendo favorisce il sistema mafioso – ha spiegato Gianpaolo Vallardi, capogruppo in commissione Antimafia – perché le imprese non hanno liquidità e le banche faticano a prestare denaro ed ecco allora che spuntano i colletti bianchi della mafia pronti a prestare denaro o a entrare nelle aziende con capitali freschi. Fenomeno che può avvenire soprattutto al Nord».

Infine la Lega chiede un’ispezione del ministro della Giustizia al Tribunale di Palermo che ha deciso sul caso di Salvatore Riina. «Non vogliamo più questi trasferimenti – dice Vallardi – nei nostri territori che hanno consentito, dagli anni ’70, il consolidamento della presenza mafiosa e ‘ndranghetista tanto da inquinare e danneggiare l’economia del Nord, penetrando nel mondo imprenditoriale, nella pubblica amministrazione, negli appalti e nella politica».

Per quello che possono valere le mozioni, cioè poco o nulla, l’iniziativa del Carroccio è condivisibile ed è sicuramente in linea con il pensiero e il sentimento delle popolazioni di Nord che ha subito ripetutamente questi provvedimenti. C’è tuttavia un però che molti hanno sollevato nell’occasione e riguarda, se così vogliamo dire, una certa mancanza di coerenza da parte della Lega fra l’abbracciare questa giusta causa e invece l’aver difeso, in Parlamento, esponenti politici di alto livello sospettati di avere in qualche modo rapporti con le organizzazioni malavitose. La “ragion di governo”, infatti, nel recente passato ha portato il movimento di Bossi a turarsi il naso in un paio di occasioni clamorose. Primo caso, il più recente: Saverio Romano, ex ministro dell’Agricoltura, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, si è salvato da una mozione di sfiducia alla Camera anche grazie ai voti leghisti.

Secondo caso: la richiesta di arresto per Nicola Cosentino, accusato dai magistrati di essere il referente nazionale della Camorra. Nonostante i maroniani avessero tentato di autorizzarne l’arresto, ha vinto la linea di Bossi: salvare “Nick l’americano”.

Si potrà obiettare che nel caso di Riina jr si tratta di un condannato, mentre per Romano e Cosentino di due sospettati. Ma tuttavia è clamoroso il fatto che un movimento nato giustamente “intransigente” su certe tematiche come il Carroccio, sia poi divenuto transigentissimo, per motivi di bottega politica, proprio verso esponenti di governo che non dovrebbero essere toccati nemmeno dal sospetto. Questa posizione non coerente rischia di depotenziare agli occhi di molti anche la giusta battaglia contro il “confino” padovano del rampollo del super boss.

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2 Comments

  1. elisa says:

    io ho visto di peggio ..

    da un post fb di Maroni Lega Nord :

    ” I limiti del governo dei professori emergono evidenti anche in politica estera, ci fanno fare una figura da peracottai. Sono convinto che con il ministro Frattini la vicenda marò si sarebbe risolta subito e positivamente.
    Solidarietà ai nostri valorosi soldati. “

  2. Pietro Caldiera says:

    So che non c’entra molto, ma ho cliccato sul banner della Chiavegato (l’azienda di Lucio Chiavegato, presidente di una fazione di Veneto Stato) nella parte superiore di questa pagina. Una volta apertasi la pagina web sono rimasto di sale. La pagina della Chiavegato proclama: “Oltre mezzo secolo di qualità ITALIANA nel rispetto dell’ ambiente”. …Coerenza Signor Lucio Chiavegato! Coerenza!! Che tipo di indipendentista veneto é lei? Magari la sua é solo una svista. Spero che sia cosí.

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