Riforme, chi regge il moccolo a questi pallonari

soldi ai partitidi ANDREA CARLO MONTI

Il terreno delle Riforme è una landa desolata, dove adesso finalmente riusciamo a vedere questi poveri imbecilli predicare nel deserto le loro ragioni irragionevoli. Ancora nulla di fatto, i ragazzini e le ragazzine litigano su chi ha più potere e chi ha meno senso del pubblico, noi li osserviamo e non capiamo ancora se ridere o piangere.

A guardarla in faccia si potrebbe pensare che la ministra Boschi non possa essere anche intelligente, appena apre bocca il dubbio è sfatato. Purtroppo questa ragazza vanesia, malata di potere e fondamentalmente ignorante sta dando battaglia per far approvare il suo personale ddl. Averci messo il suo nome le ha procurato una carica tutta nuova, che purtroppo però non raggiunge le sinapsi e non le impedisce di avventurarsi in territori dove la sua totale incompetenza la porta a frasi e uscite che solo chi non ama, conosce e apprezza la libertà e la democrazia può immaginare.

Oggi i protagonisti sono tre: Sel, che mai si venderà se non al giusto prezzo; il Pd, che ormai brancola nell’oscurità in cui Renzi ha avvolto le proprie intenzioni; ovviamente il M5S che per voce di Grillo da sfogo a tutta la rabbia e la frustrazione di chi vuole lavorare e si trova in mezzo ai ladri. Perché di ladri si tratta e qualsiasi eufemismo ormai è inutile.

Sel, per bocca di Nicola Fratoianni (Giovane comunista secondo in lista dopo il magico Vendola) afferma “quello di Sel non è un ricatto” poi continua “Siamo pronti a qualsiasi passo in avanti a proposito delle riforme, purché il dibattito riparta da modalità e linguaggio totalmente diversi”, che alle mie orecchie sembra un “ prima il grano e poi parliamo”; Loredana de Pretis (l’ennesima ambientalista che sembra però più interessata alla carriera politica che a quella di attivista) afferma che la disponibilità di Sel sulle riforme c’è, sono disponibili a ridurre gli emendamenti proposti, ma “Non siamo più disponibili a giochini, vogliamo sapere senza più indugi quali sono le modalità per nuove modifiche“. Evidentemente l’incompetenza e il totale pressapochismo del governo che non ci siamo scelti è evidente perfino a chi di politica mai a capito nulla se non come sfruttarla per i propri interessi.

Lasciando perdere Sel, che francamente non è mai veramente importante se non per farsi due risate, vediamo come reagisce il governo a questa pratica di democrazia che io chiamo discussione, loro ostruzionismo.

Il presidente del senato prova la carta della mediazione, ovvero quello di accantonare i primi due articoli (le competenze, composizione ed elezione del Senato) e passare direttamente all’esame del terzo, sui senatori di nomina presidenziale. Dalla maggioranza di governo si fa avanti un tale Luciano pizzetti, che se lo vedeste in faccia capireste perché parla da ottuso, e salendo in cattedra spiega “la logica è sequenziale, prima 1 e 2” che da una parte e confortante, perché almeno uno nel Pd sa contare fino a tre, ma dall’altra fa cascare le braccia. “Voglio smentire in modo categorico che la criticità siano il governo e la maggioranza – e se lo smentisce Pizzetti, vogliamo non credergli? -, perché in commissione e con la lettera del presidente del Consiglio il governo ha dato ampi segnali” a proposito dell’apertura sulle riforme, segnali che però sono in quella lettera e forse nella mente di Pizzetti, perché nella concreta e fredda realtà, non ci sono. “Ieri siamo andati a dormire con un accordo fatto e per noi è ancora così”. L’accordo è a proposito della fine dell’ostruzionismo, forse se oggi siamo ancora qui, non avrebbero dovuto andare a dormire così beati ieri.

Vannino Chiti, uno studioso della storia del cattolicesimo che bazzica la politica dagli anni settanta, aveva avanzato per il suo partito, il Pd, una proposta di mediazione piuttosto dubbia: ridurre gli emendamenti, votarli entro agosto e rimandare a settembre il voto finale ovviamente è stata prontamente accettata da Fi e Ncd, sempre pronti, rifiutata dalla Lega e dal M5S. Sel però stavolta sbotta perché in fondo a loro il patto del Nazareno da più fastidio che ad altri, e sentono il convitato di pietra alle porte, pronto a rilanciarsi in una nuova e fresca carriera da padre costituzionalista.

La ministra Boschi non riesce a stare zitta nemmeno quando dovrebbe, figuriamoci quando è in ballo la fiducia che il divino Matteo ha riposto in lei, e le sue parole vanno analizzate attentamente perché altrimenti ci si potrebbe anche credere: “Il governo come sempre è disponibile a trovare ulteriori punti di incontro” sì vero, ma finché lo fate con condannati, pedofili e mafiosi (tutti raccolti in una sola incredibile persona) non conta Maria. Il governo “non può sottostare a un ricatto ostruzionista, per questo avevo visto come favorevole la proposta di Chiti” e il governo non deve farsi ricattare, l’ostruzionismo, che tra l’altro nemmeno è applicato in questo caso, è uno strumento legittimo dell’opposizione, ed è un sintomo di un paese sano e democratico. Poi esagera “Ritengo sia doveroso l’intervento del governo per ripristinare la realtà”- ora sono preoccupato, cosa è successo alla realtà? Forse in parlamento avvengono cose così tremende che sfilacciano il tessuto dello spazio e del tempo, mettendo a rischio non solo l’Italia, ma il destino dell’universo?
Continua senza vergogna “Credo che l’atteggiamento del governo in tre mesi e mezzo in commissione sia la prova provata”- inutile pleonasmo retorico da seconda elementare -“della disponibilità a trovare punti di incontro. Mai c’è stata contrapposizione del governo con i relatori e con la maggioranza ampia che ha portato a un testo approvato in commissione. Oggi non si tratta di discutere i sì e i no del governo ma i sì e i no di una maggioranza ampia che ha votato in commissione quel testo, che a questo punto non è più il testo base del governo”. D’accordo, queste sono tutte mezze verità, ma vogliamo ricordare con chi hanno fatto la maggioranza? Infine si scopre dimenticando totalmente da dove viene e perché si trova in parlamento “Probabilmente non su tutto sarà possibile trovare un punto di incontro tra maggioranza e opposizioni, come avviene su qualsiasi provvedimento e nel gioco democratico. Ma non è pensabile che sia una minoranza ad affermare le proprie ragioni a scapito della maggioranza”. Infatti non succede, infatti queste maggioranze raffazzonate, senza ideali o morale hanno fatto man bassa del paese e del suo popolo, portando la vera maggioranza al non voto, e riducendoci ad avere un governo fittizio, con un presidente del consiglio non eletto che si circonda di bella e giovani donne incantate dal potere e dal lusso che di politica non sanno nulla, ma sopperiscono con l’arroganza e la faccia tosta, esseri informi e mentalmente disagiati che ripetono pedissequamente le parole di un leader che leader non è, ma è solo un altro burattino.

Si può concludere infine con Grillo, che esce dal seminato: “Che ci rimaniamo a fare in Parlamento? A farci prendere per il culo, a sostenere un simulacro di democrazia mentre questi fanno un colpo di Stato? Rimarremo fin quando sarà possibile” vogliono impedire quello che secondo loro è un golpe che si attuerà attraverso l’eliminazione del senato elettivo. “Se non ci lasceranno scelta, ce ne andremo”- sul dove c’è ancora da discutere perché i sentatori 5S sono legati al patto elettorale. “Meglio uscire e parlare con i cittadini nelle piazze di Roma e d’Italia, meglio fare agorà tutti i giorni tra la gente che reggere il moccolo ai traditori della democrazia e della Patria. Li lasceremo soli a rimestare le loro leggi e usciremo tra i cittadini. Aria fresca”. Parole molto belle, ma se lasci i lupi nell’ovile…

 

 

 

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Dopo aver letto l’ottimo articolo (mi permetto di dare voti io analfabeta) mi pongo una domanda: ma la maggioranza dei cittadini italiani quando saranno in cabina elettrica. No kax ho sbagliato. Volevo dire cabina elettorale, sapranno per chi votare in piena libertà ma anche in totale e piena coscienza?
    Voglio dire in piena facoltà di intendere e volere oppure votera’ come succede sempre in questi casi, con la testa fra le nuvole o nel SACCO TRIKOLORITO..?
    Fino a questo momento la gran massa ha votato un SACCO di volte e per cose importanti come per il DIVORZIO (non si sa da chi) ed altro. Bene, sono stati ascoltati secondo voi? O sono stati usati per ottenere quello che volevano i tre o quattro della banda taffari?
    Non è forse vero che se assecondano il potere di cui il dominio sono ascoltati e subito, mentre se votano contro non li ascolta nessuno?
    E quanta cognizione di causa poi lì vi si trova per tutti gli appunti?
    Sarà vera VOLONTÀ POPOLARE DI CUI LA SOVRANITÀ O LA SI E’ PRESA PER IL CU DI CUI IL RAME? (per non essee scurrili no?).
    Per quanto tempo ancora durerà questo modo operandis?
    E siccome si parla di camere(non delle case chiuse) mi tocca ripetermi con questa: mai il popolo è stato sovrano e visto come la gira o visti gli andazzi non lo sarà mai e poi mai.
    E così sia in aeternum amen…

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