TEORIE PER UNA RIVOLUZIONE (PARTE SECONDA)

di GIOVANNI EDOARDO MARINI

Le elezioni sono il ganglo che unisce la popolazione alle istituzioni statali. Con loro, il politico è autorizzato ad agire per conto dei propri rappresentati senza vincolo di mandato ed ad interpretare a piacimento il proprio ruolo ed i vantaggi da trarre per sé ed i propri sodali.

Scrive Hans Herman Hoppe: “(…) l’amministratore di un governo in proprietà pubblica cercherà di massimizzare non la ricchezza totale dello Stato (valore capitale e reddito corrente), ma solo il reddito corrente (senza alcun riguardo, e a spese, del valore capitale). L’amministratore pubblico non può comportarsi diversamente da così neanche se volesse, perché la proprietà pubblica non può essere venduta, e in assenza di prezzi di mercato il calcolo economico è impossibile. È inevitabile quindi che la proprietà pubblica del governo porti ad un consumo continuo del capitale. Invece di valorizzare il proprio patrimonio, come solitamente fa un proprietario privato, l’amministratore pubblico temporaneo userà il più rapidamente possibile le risorse pubbliche, perché se non le consuma ora non potrà più farlo in futuro. In particolare un amministratore pubblico al contrario di un proprietario privato del governo non ha interesse ad evitare la rovina del proprio paese”.

La politica, dunque, non è la gestione dell’interesse pubblico, ma diventa l’uso personalistico dei beni dello Stato.

Che cosa permette un simile comportamento? La vastità del territorio controllato dallo Stato. È per questo che invoca l’unità come valore primario nazionale. Con la Rivoluzione francese si diffonde il mito della patria “una e indivisibile” attorno al quale si costruisce una nuova entità territoriale. Napolitano, dirigente del PCI, che invocava l’internazionalismo proletario ed aveva come simbolo la bandiera dell’URSS che oscurava quella italiana, celebrando il 150° anniversario dell’unità d’Italia, ha proseguito la strada intrapresa dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi, il quale aveva molto insistito sui valori della patria e dell’unità nazionale come collante di una nazione divisa e bisognosa di ritrovare punti di riferimento condivisi e pubblica “Una e indivisibile “ riferendosi alla patria Italia.

Perché questa ricerca d’unità territoriale in omologazione ad una nazione i cui poteri politico e giudiziario sono unici? Per averne il massimo profitto in termini fiscali ed avere il massimo controllo sulle popolazioni affinché non abbiano gli strumenti per entrare in conflitto con lo Stato in par condicio essendo lo Stato contemporaneamente parte in causa ed arbitro del contendere.

Chi suggerisce che Stati di piccola dimensione non possono reggere la concorrenza con quelli grandi sbaglia perché, se ci riferisce alle attività economiche, non può essere la loro dimensione fisica a stabilire la forza economica, ma la capacità ed efficienza produttiva delle imprese che, in ogni caso, si limitano ad aree molto piccole, vale a dire i confini delle loro proprietà immobiliari adibite ad unità produttive. Per esempio, la sola regione Lombardia ha poco meno di 10 milioni d’abitanti, mentre l’intero stato olandese ha circa 6 milioni d’abitanti. L’Olanda è meno competitiva o produttiva della Lombardia o dell’Italia, in termini relativi? No. Anzi la qualità della vita delle popolazioni olandesi è significativamente migliore di quella italiana. Il Giappone ha una superficie ridotta rispetto ad altre nazioni, ma è stata la seconda potenza industriale dopo il colosso USA.

Se ci si riferisce all’attività democratica, è ancora meno vero: la Francia post napoleonica avrebbe potuto scegliere tra il centralismo statale e le autonomie distrettuali, ma gli alleati vincitori imposero alla Francia un forte centralismo per potere controllare in modo semplice ed efficace quella nazione, imponendo con facilità il destino delle sue popolazioni, indipendentemente dalle loro aspirazioni. Scrive Marco Ferrari in “DECENTRAMENTO E ACCENTRAMENTO NELLA FRANCIA DELLA RESTAURAZIONE”: “L’idea dello Stato unitario ed accentrato viene pertanto rinforzata dalla politica degli alleati: con motivazioni differenti, austriaci, russi, prussiani e, dopo Waterloo, anche gli inglesi, si oppongo a quanti vorrebbero correggere l’accentramento, ritenendo più controllabile una Francia centralizzata di un paese suddiviso in entità politico-amministrativo”.

Qual è il rapporto tra popolazione e l’organizzazione pubblica?

Quando, in una nazione estesa e popolosa, la raccolta fiscale rende lo Stato il più ricco e potente consorzio di persone esistente nella nazione, questo può imporre la sua volontà indipendentemente dalle singole scelte delle popolazioni che governa. Può imporla a vantaggio di una parte di popolazione sull’altra. Se dividiamo la nazione con una secessione in due territori equipollenti, si ottiene il dimezzamento delle entrate dello Stato, ma il risultato economico delle attività private nei rispettivi territori rimarrà identico. Il rapporto tra i privati, consorzi di privati, società, cooperative e la parte pubblica si riequilibra in favore dei privati rendendo lo Stato più disponibile alle richieste delle popolazioni interessate perché il rapporto di forze è migliore del precedente. Possiamo procedere per successive secessioni od accorpamenti finché la ricchezza dell’organizzazione pubblica (valore capitale e reddito corrente), sia in equa proporzione per quantità e qualità alla ricchezza disponibile alla somma di quella delle attività private che agiscono sul territorio. Quando questo rapporto è in equilibrio sarà anche il migliore possibile, dove la democrazia del lavoro, le libertà individuali, la crescita civile, le legittime aspirazioni delle popolazioni e l’espletamento delle funzioni pubbliche avranno terreno fertile per essere soddisfacentemente realizzate.

Il Rinascimento è d’esempio di questa simbiosi, così come la guerra del Vietnam è l’esempio che chi è il più grande e il più potente non vince sulle ragioni delle popolazioni in simbiosi col territorio.

FINE PARTE SECONDA – continua

QUI LA PRIMA PARTE

 

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One Comment

  1. Nibiru says:

    IL CONTROLLO DELLE MENTI:
    La televisione i mass media & gli imbonitori del sistema
    Poche sera fa, facendo zapping, sono accidentalmente capitato su Rai 3, nella trasmissione “Robinson”,condotta da Luisella Costamagna. Come ospite (d’onore? Quale e di chi ?) c’era il Magistrato Bruno Tinti, in un collegamento video lo scrittore Leonardo Facco ed in un altro collegamento un gruppo di pensionati di Bologna assemblati in un circolo ricreativo.
    Il magnifico show, per il quale “tutti” gli italiani sono obbligati a pagare il canone RAI, si riassume così: Bruno Tinti (Magistrato ,dipendente statale da oltr 25 anni ad almeno 8/10mila € mese netti) auspica una stretta ancora più forte (!!??) del fisco nei confronti della già defunta parte produttiva italiana, (i piccoli & piccolissimi imprenditori)
    Leonardo Facco (scrittore & giornalista ) viene deriso,e tacciato di demenza ogni volta che apre bocca,i pensionati di Bologna (ridotti alla fame dal loro padrone “lo stato”) si appellano ai Kriminali (con la K come i Kulaki sterminati da Stalin) evasori perchè essi paghino le tasse per non soffrire più la fame e la miseria che stanno vivendo, (sorbole!)….complimenti!!!
    Il pensiero del “magistrato-stalinista-” si regge sull’enunciato:- “Solo i dipendenti pagano le tasse,tutti gli autonomi sono evasori” e poi a confermare con certezza che il suo “pensiero” è la verità assoluta ed incontrovertibile, da vero Magistrato (quindi inconfutabile & senza responsabilità alcuna,per ciò che dice e che fa) con piglio tra lo snob & il radical chic di sinistra che tanto bene ha fatto all’Italia,(basti guardare come siamo messi ora);
    sciorina una serie di numeri elementari del tipo 5+3= 8 x 3= 24 + 6 = 30 diviso 5 =6 : il risultato è sei ! Visto? Ho sicuramente ragione! ………………………Applauso dal collegamento bolognese,del pubblico in sala & sorrisi e cenni di vero consenso della conduttrice.
    Mio Dio! Non ho parole!Ma cosa dice ? Ma come può essere ? La tv di stato lascia kriminalizzare chi lavora e da’ lavoro agli altri e manda in esilio chi dice che i socialsti sono ladri !(Grillo docet)
    Subito mi è venuto un crampo allo stomaco ! Una sensazione di vomito mi è salita su per la gola.
    E la voglia di cambiare canale, anzi no, di cambiare Stato, fuggire e chiedere asilo politico,mi ha fatto prigioniero e tutt’ora mi pervade la mente.
    Durante tutta la serata, la procace imbonitrice asserisce con la testa e rilascia sorrisi compiaciuti a qualsiasi idiozia e ovvietà dica il magistrato,il quale (deviazione professionale) non ha rispetto per 2/3 milioni di lavoratori , di persone ridotte alla fame per pagare lo stipendio a stronzi come lui. Esseri umani che si tolgono la vita per il disonore che lo stato & le banche gli ha procurato!!
    Che cazzo volete che gli importi ?
    ‘ Sto figlio di puttana, rappresenta l’apice del potere, per lui siamo e contiamo meno dei contadini Kulaki che il suo Stalin ha fatto morire di fame tra le più atroci sofferenze.
    Ma brutto figlio di puttana, pagherai i tuoi loschi traffici politici a caro prezzo
    Mollllltooooo presto! STRONZO!!! Tu e la tua famiglia ..la pagherete cara!!!
    Vorrei inoltre ricordare che anche l’imbonitrice Luisella, è una dipendente statale pagata da noi e minimo “becca” 10.000€ nette a trasmissione.
    Vorrei far notare inoltre che un dipendente statale, la crisi, la vede alla televisione e la legge sui giornali, forse ne sente parlare…. ma non la vive sulla propria pelle se non in maniera marginale.
    Lo stipendio per lo statale a fine mese è sicuro,non avrà mai un insoluto!!C’è, c’è stato sempre e sempre ci sarà !!! ………chiuppilupetutti gli iscritti al sindacato!!
    MANDATEVELAPPIJANTERCULO!
    Ribadisco anche un concetto terra,terra, molto semplice
    UN DIPENDENTE NON PAGA LE TASSE
    è il datore di lavoro che le paga per lui (sostituto d’imposta) ed è iniqua la differente percentuale pagata, tra un dipendente e un lavoratore autonomo.
    Ma é inutile discutere con il Potere,cosa pensate ci possa rispondere ?
    Cosa sperate ci possa dire ? Cosa speriamo che …..???
    IL POTERE non processa mai se stesso
    I dipendenti statali sono una parte integrante del “Sistema”,loro sono quelli che dal II° Governo De Gasperi in poi, (56 anni di governi di centro sinistra ( di orde barbariche) & 9 anni di governi di centro destra,(di berlusconismo) hanno spolpato l’Italia, detto alla romana : -“se so’ magnati tutto!!”
    Il primo,il secondo,il contorno,il dolce, la frutta….. e l’amaro lo hanno lasciato a Noi e ai nostri figli.

    Chiedo vendetta,chiedo giustizia che mai avrò,che non ci è concessa, che non ci sarà data fino a quando, una mano con il fucile inizierà con il piombo a ribellarsi e farsi sentire.
    Io sono pronto! Spero anche voi che leggete.

    LA RIVOLUZIONE:
    Come uscire dalla crisi? Questa crisi è sistemica e il nostro pensiero in inferiorità numerica.
    Siamo circa 2/3 milioni di Kriminali con partita IVA, contro 35 milioni di dipendenti pubblici, statali,parastatali,giornalisti,scrittori,industriali,lobbisti,banchieri,
    artisti,presentatoti, canatutori ecc,ecc, che per un motivo od un’altro (sempre e solo di tornaconto personale) fanna parte del SISTEMA, anzi, sono il sistema!
    Occorre una rivoluzione, dobbiamo fare la rivoluzione
    Proviamo con una rivoluzione pacifica
    LE REGOLE
    1- Spegnere la televisione per sempre
    2- Non acquistare più giornali
    3- Non andare a votare
    4- Non pagare più le tasse
    5- Chiudere i conti correnti bancari

    Difficile? Debbo ammettere che ….si! è difficile ma non esiste un cambiamento facile,tantomeno può esserlo una rivoluzione.

    Andiamo per gradi
    1- LA TELEVISIONE
    Per tenere sotto controllo le persone, il sistema usa la televisione, ne potremmo disquisire per ore ed ore, ma oggi purtroppo in sintesi è così. Hanno trasformato una delle più belle e fantastiche invenzioni del secolo scorso in un arma di controllo delle menti.
    QUINDI: è NECESSARIO fare un piccolo sacrificio buttandola dalla finestra.Questo ci riempirà di enormi vantaggi,primo tra tutti : si ritornerà a parlare a dialogare in famiglia.Si tornerà a guardarsi negli occhi seduti a tavola,si parlerà di problemi reali.
    Non avremo il sogno irraggiungibile sbattuto in faccia ogni momento!
    Facilmente in poco tempo quel senso di insoddisfazione che ci invade la mente ed il cuore ogni giorno…scomparirà.
    Diffidate da chiunque faccia parte della macchina organizzativa televisiva ,siano essi giornalisti che dicono di voler dare voce al popolo -non è vero !!!-(Santoro,Costamagna & soci), siano essi programmi paladini della legalità -non è vero !!!-(le Jene, Striscia, Report,etc),o siano essi attori, comici, registi,produttori, operatori….insomma: tutti fanno parte del sistema. Tutti, più o meno inconsapevolmente, sono il nemico. Essi sono gli “IMBONITORI” un mezzo usato dal sistema, per non farci pensare o per “uniformare” i nostri pensieri alle direttive Statali
    Non preoccupatevi! Per qualsiasi necessità di svago e/o informativa e/o educativa….. c’è INTERNET

    2- I GIORNALI
    Gli organi di stampa di disinformazione, si “ciucciano” oltre un miliardo di euro all’anno…..BASTA!per ogni necessità di lettura…e di informazione c’è INTERNET.

    3- NON ANDARE A VOTARE
    Francamente non credo si debba neanche spiegare il perchè.Comunque sia destinato, il voto è sprecato, votando diamo il diritto ai vermi che siedono in parlamento di continuare a rubare e rovinarci lavita.

    5- NON PAGARE LE TASSE & BALZELLI
    Disobbedienza civile! con una pressione fiscale oltre il 70% credo sia legittimo non pagare le tasse, è un diritto di sopravvivenza,almeno fino a quando non saranno abbassate al 25%, poi ne riparleremo.
    6-CHIUDERE I CONTI CORRENTI
    Forse fra tutte è la cosa più difficile, ma necessaria, i nostri ladroni (opps,solito lapsus freudiano)
    padroni,le Banche, devono vedere il flottante azzerato, per smettere di fare gli usurai.
    Il sistema economico basato sulla centricità bancaria deve finire.
    Se tutto ruota attorno alla concessione creditizia saremo sempre schiavi del sistema.
    Dobbiamo creare noi un’alternativa valida. Si attendono suggerimenti in merito,io per ora non ho idee attuabili e valide.Ma di sicuro se vogliamo fare la rivoluzione,qualcosa ci dovremo inventare.

    Ultimo pensiero
    Vi esorto a ragionare: esistono in questa società i ricchi- i poveri- e la classe media.
    1-I ricchi non hanno problemi
    2-i poveri hanno problemi irrisolvibili
    3-la klasse media rappresenta il problema
    Lo scopo politico è quello di eliminare i problemi,quindi appiattendo la sfera vitale sociale, cioè eliminando il ceto medio, i problemi per chi governa et impera sono finiti.
    Ma secondo voi è più semplice governare poche grandi industrie o migliaia di piccole imprese ?
    La risposta è scritta nel vento.
    Noi tutti, se uniti, siamo l’uragano

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