Grillo ha ragione: Italia dittatura. Rincoglionita

di IVAN ALEXANDROVICHduce

“E’ da un anno e mezzo che siamo qui, non siamo più i “grillini” del primo giorno. Non prendiamoci in giro. Sappiamo qual è lo scopo di questa manovra: vietare il voto segreto sul Senato elettivo. Tutti sanno che nel Pd, in Forza Italia, in Ncd ci sono tanti mal di pancia. Quindi non vogliono che si voti “secondo libertà” sulla possibilità per i cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Questo è l’ordine impartito dal governo. Queste sono prove tecniche di dittatura”. Lo si legge in un post sul blog di Beppe Grillo firmato dall’ex capogruppo al Senato Vito Crimi dal titolo appunto di “Prove tecniche di dittatura”, corredato dal video del suo intervento in aula sulla riforma del Senato.

E’ una lettura condivisibile. A essere in crisi non sono i partiti, e nemmeno le ideologie, ma un certo tipo di democrazia. È perché la democrazia è in crisi che sono in crisi i partiti come tali, non perché la democrazia stessa ne abbia bisogno in sé e per sé, ma perché essi sono la forma principale che la democrazia occidentale si è data. La democrazia è ampiamente scaduta in demagogia, dove pochi tirannucci da strapazzo, con la complicità di pennivendoli più o meno a buon mercato, si contendono l’unica cosa che per loro conta davvero: il consenso.  Il cittadino è ridotto a elettore, a gonzo cui estorcere un voto e contribuente bifolco da tassare. Più la spari grossa, più qualcuno ti viene dietro. La democrazia si è  deformata in democrazia elettorale, vale a dire in distribuzione di sedie ottenute o confermate grazie a un consenso, magari a naso turato, carpito con l’appoggio dei media. Massificazione e rimbambimento: Pasolini parlava di omologazione, qualcuno, più terra terra, di rincoglionimento di massa. La prova di quanto fragile e inconsistente sia l’idea di “democrazia”, di cui si riempiono la bocca i cultori del sistema, sta nel fatto che quando nei paesi islamici, come in Algeria o in Egitto, si instaura la democrazia e vincono le elezioni a stragrande maggioranza i partiti islamici fondamentalisti, l’Occidente se la fa sotto ed è disposto a tutto pur di fermare lo “scempio”. In fondo, anche Hitler è andato al potere con il voto. E Mussolini, come Berlusconi, era maestro nell’ottenere il consenso. Per non parlare del vecchio PCI, il tronco da cui sono spuntati vari cespugli dell’attuale galassia PD, che, con il suo fondatore, Antonio Gramsci, ha addirittura teorizzato l’egemonia, il controllo centrale della democrazia attraverso la cultura, prima, e la politica poi. La vera questione non è la democrazia, è la libertà, e troppo spesso constatiamo quanto esse siano realtà differenti. La libertà suppone uomini liberi e, dunque, l’educazione. La democrazia è un contenitore: dipende da che cosa ci si mette dentro. I Greci parlavano di Paideia, un grande e nobile percorso per tirare fuori (e-ducare) uomini liberi, cioè “formati”, dalla massa in-forme, priva di forma. Sarà anche per questo che i demagoghi da strapazzo non amano né la cultura né l’educazione, come, giusto per fare un esempio, un barbuto segretario nazionale, che non considera scuola ed educazione temi degni di essere trattati. Meglio sbraitare sui vagoni separati della metropolitana milanese, per italiani (o padani) ed extracomunitari (chi, poi, i norvegesi? gli americani?).  Sarà per la stessa ragione che il “saggio” padano, in odore di Bilderberg, piazza certi personaggi nei meandri ministeriali con la stessa disinvoltura con cui Caligola faceva senatore il suo cavallo: ambedue per dimostrare, se ce ne fosse necessario, che il potere, in Italia, è di chi ti sbatte in faccia il suo «Me ne frego!».

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Certo che a rileggere gli articoli presenti qua ne l’indipendenza nuova vien da scappare da questo stato in status di dittatura rossa.
    È da tanto che lo scrivo e chissà quanto ancora dovrò farlo.
    Il brutto sta nel fatto che il tempo passa e come il baco da seta messo lì nei telai a brucare foglie di gelso per arrivare al bozzolo, sono messi lì i nostri giovani perché facciano il loro bozzolo trikolorito.
    Tutti lì in KST per uscire BRANDELLI DITAGLIA.

    I più meritevoli ovviamente fanno carriera politica: dipende dal bozzolo che faranno.

    Come i mostri dei films di fantascienza bisognera’ bruciargli il bozzolo, le uova.

    Però nessuno ha il lancia fiamme.

    Soccomberemo.

  2. luigi bandiera says:

    Andreotti:
    IL POTERE LOGORA CHI NON CE L’HA..!

    Qualcuno spera di implementarsi con Andreotti da vivo ben s’ intende.

    Per quella squallida spinta, corsa per il potere che è = al dominio, l’intellighenzia si è molto malata e a livello mondiale purtrppo.

    Non ne usciremo a breve, troppo grave è sta kax di malattia.

    An salam

  3. Igor says:

    Chi è il “saggio” padano, in odore di Bilderberg?

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