Riforma pensioni in arrivo: tanto rubano sempre a noi

di MARIO BETALLIriforma-pensioni-poletti-contro-padoan-no-alzare-et

Premesso che in più occasioni la Corte si è richiamata all’art. 38 della Costituzione (diritto all’assistenza per gli indigenti) per invitare il legislatore al rispetto del parametro dell’adeguatezza della prestazione pensionistica, limitando di fatto, in maniera significativa, la soglia entro la quale sia possibile ipotizzare un legittimo intervento perequativo. In particolare la Consulta sottolinea l’importanza che, in sede di definizione di una eventuale misura solidaristica, si operi un bilanciamento fra le concrete disponibilità finanziarie e le esigenze di bilancio, con “le esigenze di vita dei beneficiari”. Secondo il Giudice delle Leggi, infatti, simili interventi esporrebbero il sistema “ad evidenti tensioni con gli invalicabili principi di ragionevolezza e proporzionalità, perché le pensioni, sia pure di maggiore consistenza, potrebbero non essere sufficientemente difese in relazione ai mutamenti del potere d’acquisto della moneta”. La giurisprudenza costituzionale, dunque, è orientata a riconoscere la legittimità di simili sacrifici a patto che siano “eccezionali, transeunti, non arbitrari e consentanei allo scopo prefisso”.

LA PROSSIMA RIFORMA

TRE I PUNTI FONDAMENTALI DELLA RIFORMA

  1. La richiesta di un contributo di solidarietà a chi ha i redditi pensionistici più elevati in virtù di trattamenti molto più vantaggiosi di quelli di cui godranno i pensionati di domani. Questo contributo dovrebbe servire a finanziare uscite dal lavoro più flessibili nel breve periodo, anche per evitare le eccessive penalizzazioni;
  2. E’ la flessibilità sostenibile nel lungo periodo, posto che il sistema contributivo contiene al suo interno tutti i meccanismi per permettere ai lavoratori di lasciare in anticipo rispetto all’età di maturazione dei requisiti di vecchiaia. Sarà cioè sufficiente spalmare il montante dei contributi versati su un numero di anni maggiore, anche se quanto prima si lascia il lavoro, tanto più bassa sarà la rendita pensionistica. Peraltro ma solo così-secondo Boeri- sarà possibile non aumentare il debito pensionistico ed evitare di scaricare il costo sulle generazioni future;
  3. La proposta di riforma consiste in una “rete di protezione sociale” dai 55 anni in su, che prevede di inserire un reddito minimo garantito per dare una risposta alle nuove povertà generate dalla crisi economica.

Nella conclusione della sua esposizione, il Presidente dell’Inps ha accennato alla necessità di distinguere la previdenza dall’assistenza, ponendo la prima a carico della fiscalità generale e la seconda di carattere assicurativo; simile distinzione potrebbe consentire la reintroduzione dell’integrazione al minimo nella previdenza e dunque a carico del sistema e non finanziata con le tasse.

Osservazioni e proposte al Presidente Inps Dr. Boeri:

Non risulta che sulla proposta di riforma risultino contributi di solidarietà a carico di chi Governa il nostro paese siano essi  parlamentari governativi (Senato e Camera)che regionali. Detto ciò si propone che per quanto prospettato al punto 3 (tre) ossia la introduzione dell’ integrazione al minimo nella previdenza che dovrebbe essere a carico del sistema, siano invece i nostri parlamentari a farsene carico con il loro vitalizio o “pensioni d’oro” maturate in solo 5 (cinque) anni e forse anche meno di attività politica.

 

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1 Commento

  1. Giancarlo says:

    Vorrei toccare un tasto dolente sulle pensioni.
    Qualsiasi riforma verrà fatta se a favore del popolo è ben accetta.
    Qualsiasi riforma invece ai danni del popolo deve essere condannata fermamente.
    Mentre ci si distrae sulle varie riforme… ci si dimentica la forte tassazione delle pensioni.
    Ricordo che all’estero non vengono tassate così pesantemente, addirittura in Germani si paga una tassa simbolica . Es. su 1.500 euro nette di pensione si pagano 90 euro all’anno di tassa irpef.
    LA PENSIONE non è un reddito, ma una rendita che ha previsto a suo tempo un notevole accantonamento per chi ha lavorato continuativamente.
    Inoltre se non vado errato gli stipendi o quant’altro vengono prima tassati e poi applicata l’aliquota
    di trattenuta per la pensione, quindi come al solito si tassa anche due volte……
    Se qualcuno mi può smentire o dare chiarimenti in merito, sono ben felice !!!
    WSM

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