RIFONDAZIONE LEGHISTA? LA CHIEDEVANO GIA’ NEL 2001!

di MARCO PREIONI

Come una —catena di Sant‘ Antonio“ gira il —manifesto“ di —rifondazione leghista“: corrente interna alla Lega Nord voluta dallo stesso Bossi, secondo alcuni; banda di pericolosi eretici, sul punto di essere scomunicati, secondo altri. Fatale, inevitabile comunque che il testo, firmato —Robin Hood“ ed accompagnato dalle rituali minacce di sciagure per chi non trova altri sette lettori, arrivasse anche a me che, bene o male che sia, porterò per tutta la vita il marchio della Lega. Che fare ?; interrompo o divulgo ?; che cosa mi procurerà più guai ?. Ora capisco il dramma di Don Abbondio! Poiché però ho più paura della iella che dell‘ ira che qualche leghista —imborghesito“ potrebbe avere verso di me alla sola menzione di —rifondazione“, prego La Prealpina di pubblicare il testo che qui riporto, solo nelle parti essenziali per ragioni di spazio, nella speranza che almeno sette persone lo leggano, ma non una di più:

—Rifondazione leghista nasce all‘ alba delle ultime elezioni politiche del maggio 2001 ad opera di alcuni militanti del movimento che, constatato il crollo dei suffragi, si rendono conto che la Lega Nord è avviata verso un declino veloce ed inarrestabile. Quali le cause ?: -il continuo zigzagare, figlio di tatticismi esasperati, che disorienta ed allontana la credibilità del movimento; -le prese di posizione in politica estera (appoggio a Milosevic ed incomprensibile antiamericanismo); -l‘ abbandono di problemi che al Nord sono effettivamente sentiti, quali le priorità d‘ impiego per i residenti, le case per i nostri anziani e non agli ultimi arrivati. Cosa si propone —Rifondazione leghista“ ?: -la figura di Umberto Bossi non viene messa in discussione; -occorre però la rimozione immediata della nomenclatura del partito (trattasi di carrieristi che hanno adulato ed ingannato Bossi); -rispettare il patto con Berlusconi, ma evitare in futuro di schierarsi a destra o a sinistra e riportare al centro la Lega alleandosi con chi appoggi misure di salvaguardia dei diritti del Nord; -favorire il rientro in Lega di militanti e simpatizzanti che hanno costituito nuove associazioni politiche dopo esser stati espulsi con le motivazioni più incredibili, ingenerose ed addirittura umoristiche.“

Quanto seguito possa avere —rifondazione leghista“ non lo so immaginare, ma sicuramente nelle sezioni della Lega si mormora. Su quanto sia corretta l‘analisi delle cause e dei rimedi contenuta nel testo trasmessomi andrebbe fatto uno studio approfondito con l‘ aiuto di esperti di sociologia e di statistica, così come su quanto sia rimasto delle motivazioni che hanno spinto milioni di padani a seguire per anni la Lega. Certo, dalla comparsa della Lega sul finire degli anni ottanta ad oggi, sono cambiate molte cose; la società al Nord in dieci anni ha fatto nuove esperienze ed ha nuove attese dalla classe politica. Una nuova Lega che ripetesse i temi di dieci anni fa‘ non sarebbe credibile e neppure utile. Però che qualche responsabilità dell‘ insuccesso elettorale sia legata alla scelta di candidare alcuni uomini piuttosto che altri, o di accantonare questioni fondamentali e caratterizzanti della tematica leghista, gli elettori e soprattutto i non più elettori della Lega lo hanno espresso chiaramente. Bossi saprà certamente come rimediare.

Domodossola, 13 luglio 2001

Inviato al quotidiano “la Prealpina”

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4 Comments

  1. batwoman says:

    2001, tempo di congressi…. tendiamo troppo a ripeterci…solo che nel 2011 Umberto era nel pieno delle sue forze.

  2. gigi ragagnin says:

    secondo i rifondatori leghisti bossi è stato ingannato dal cerchio magico e dai felloni che lo stesso bossi si è scelto, allontanando tutte le persone capaci che potevano fargli ombra. sono sicuro che il prof. Miglio è stato allontanato per pura gelosia. Miglio infatti affascinava le folle leghiste quanto o più di Lui. come il povero “ducione belissimo” tradito dai generali felloni che lo tenevano all’oscuro della millantata potenza dell’eesercito idaglione.

  3. Daniele Roscia says:

    Siamo alle solite, i rifondatori leghisti osano criticare le scelte della Lega Nord, ma non il suo capo, che ha ampiamente dimostrato le sue doti di despota assoluto. Lo sbandamento delle strategie leghiste, invece, sono attribuite ai cosiddetti colonnelli, e sappiamo come sono stati selezionati: adulazione, venerazione, acefalia virale e uno sguardo al cosiddetto: tengo famiglia. Per cortesia, Marco Preioni, sei stato a corte come il sottoscritto, se non osi criticare il “il capo”, abbi almeno il coraggio di esprimere una verità oggettiva: se il capo e’ diventato un despota impazzito, la responsabilità e’ pure nostra.

  4. silvia garbelli says:

    ‘Acqua passata non macina più’. E’ pressoché inutile rivangare argomenti – la data ne fa testo – che hanno
    fatto il loro tempo e sono deleteri per la causa indipendentista. Lo avevo personalmente dichiarato allora al Sig. Preioni e a maggior ragione ne sono ancor più convinta adesso. Ma anziché chiamare un
    ‘liquidatore’ per l’ex-sedicente movimento indipendentista, è meglio lasciare che la situazione
    ‘decanti’ da sola, nell’indifferenza. La cronaca è già fin troppo eloquente…

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