Il maledetto vizio di non imparare nulla dalla storia

di REDAZIONE

Disse Lao-tse più di 2500 anni fa: “Più si governa, meno si raggiunge il risultato desiderato.. Più restrizioni e proibizioni ci sono al mondo, più povera sarà la gente… Più leggi vengono promulgate, più ladri e banditi ci saranno. […] Quando le imposte sono troppo alte, il popolo ha fame; quando il governo è troppo invadente, il popolo si perde d’animo. Agite a vantaggio del popolo. Abbiate fiducia nel popolo, lasciatelo libero di agire. Governare una nazione grande è come friggere un pesciolino; attizzando troppo il fuoco lo si rovina”. 

Il pesciolino si è rovinato innumerevoli volte nella storia dell’umanità: ogni volta è successo in modo lento, graduale (conoscete l’aneddoto della “Boiling Frog”).
E pare che ci sia una forte incapacità degli uomini di imparare dal passato, dalla storia; fenomeno probabilmente dovuto alla tendenza a ritenere il proprio tempo come il punto di arrivo di un processo di errori e assestamenti. Un punto di arrivo definitivo, stabile.

Tendiamo quindi a percepire il sistema in cui viviamo come immutabile. Un esempio lampante è quello degli stati nazionali: quando non esisterà più una Italia? L’Italia come paese unitario esiste da poco più di 150 anni, con la crisi economica e l’ascesa di movimenti secessionisti le probabilità di un disfacimento sono alte, eppure nell’immaginario della stragrande maggioranza delle persone l’Italia è un’entità immortale. Nei libri di storia abbiamo letto e studiato che le entità politiche sono nate e morte continuamente, che il cambiamento è costante, eppure il dubbio che il nostro mondo non sia diverso e sia soggetto anch’esso a queste eventualità non ci sovviene. E’ sempre stato così. Bisogna prenderne atto, questa volta non è diverso.

La storia non si ripete mai, ma spesso fa rima con se stessa. Il declino della società occidentale è molto simile a quello avuto da molte altre civiltà nella storia. Le analogie con il passato sono spesso sorprendenti, come quella con il sistema fiscale egizio, o con la svalutazione monetaria che ha accompagnato il declino dell’impero romano. Un’analisi ad ampio orizzonte temporale non può che portare a questa conclusione: questa volta non è diverso.

Questo è un concetto molto interessante ed importante.
Le nostre scelte si basano su dati, fatti, previsioni. Avere una buona teoria economica, una conoscenza della storia, una consapevolezza della natura umana, aiuta incredibilmente a migliorare le proprie previsioni, su cui basare le scelte. In ultima analisi, quindi, capire che questa volta non è diverso significa aumentare la propria consapevolezza e migliorare le proprie scelte, cioè migliorare il proprio futuro.

*Tratto da http://www.economiaeliberta.com

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6 Comments

  1. Antonino Trunfio says:

    il 24 e 25 febbraio tutti a Lourdes

  2. Mirko says:

    Disse anche che “i piccoli stati con pochi abitanti sono i migliori”. Certo che 2500 anni questo signore era già avanti di un bel po’.

  3. Roberto Porcù says:

    “Disse Lao-tse più di 2500 anni fa:… “
    Certamente più si governa e più povera sarà la gente, ma più governa più ricca è la classe dominante al potere ed allora chi vuole diventare più ricco fa carte false e si dice al servizio del Paese per conquistare la posizione di potere.
    E’ una posizione parassitaria che rende molto.

  4. Dan says:

    Per imparare dalla storia sono necessarie due cose.

    La prima è che la storia non venga modificata secondo le necessità del potente di turno.

    La seconda e più importante è che anche nell’eventualità salti la prima condizione, la gente deve avere curiosità e voglia di capire: purtroppo vediamo che la maggior parte ha osso al posto del cervello, non vuole indagare, non vuole capire, non vuole pensare e tanto meno avere responsabilità. Sono pecore che non sanno vivere senza che qualcuno dica loro come farlo e se il caso non dovesse procurare loro un padrone, sarebbero capaci di crearselo da soli portando in trionfo qualsiasi personaggio, anche il peggior pazzoide criminale del pianeta.

    Purtroppo da questa situazione non se ne può uscire se non con un miracolo. Probabilmente non basterebbe una vera guerra mondiale capace di nuclearizzare l’intero pianeta perchè alla fine i pochi superstiti riuscirebbero a riapplicare per l’ultimo pezzo di terra sano rimasto gli stessi sistemi ed atteggiamenti che li hanno già puniti in passato.

    • Caro Dan, la storia ed i filosofi ci hanno proprio insegnato che esiste la così detta “plebaglia” una massa informe di pecore che da sola mai sceglierà tra vere alternative.
      La storia ci insegna che le vere rivoluzioni sono partite da poche persone che hanno indicato la via alle masse, il vero problema è che qualcuno si muova, ed in fretta, per evitare i colonnelli, comunque meglio di Mario Monti.

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